SIENA, CITTA' DEL SI
RIVIVERE IL MEDIOEVO A 700 ANNI DAL COSTITUTO

              Da settembre 2009 a maggio 2010

Siena e la modernità del Medioevo

    Siena dà vita alla 'Città del Sì', un originale festival che celebra i 700 anni della traduzione in volgare del suo Costituto: era il 1309 quando, per la prima volta nella storia, le leggi che regolavano la vita pubblica vennero rese comprensibili anche a chi non conosceva il latino.
    Si tratta di un 'unicum' nella storia giuridica italiana ed europea, la cui importanza è riconosciuta in tutta la cultura occidentale: un atto di grande democrazia che testimonia come la città visse in quell'epoca il suo massimo splendore, e che oggi ritroviamo nella sua tradizione culturale.

Il festival medievale "La città del sì"

    Una serie di eventi porteranno l'attenzione sul Medioevo illuminato, che torna a risplendere per celebrare le origini del nostro dire 'sì'.
    La 'Citta' del Si' si ispira infatti alla frase con cui Dante definì l'italiano volgare: la lingua del sì. Ovviamente il volgare era parlato anche altrove, ma la traduzione del Costituto senese è un primato.
    Tutta la città si è quindi mobilitata con una serie di iniziative che interessano la gastronomia, la musica, il teatro, l'arte, le contrade, il mercato, e che vedrà, come primo simbolico evento, l'esposizione del Costituto Senese nella sala del Palazzo Comunale abbellita da Ambrogio Lorenzetti con una serie di affreschi: le allegorie del buon governo e del cattivo governo, e gli effetti del buon governo e del cattivo governo sia sulla città che sulla campagna.
    Questa collocazione non è casuale, perchè gli affreschi vengono proposti come un'ulteriore traduzione, questa volta visiva, dei principi contenuti nel Costituto Senese, che furono alla portata anche di coloro che non sapevano leggere (ed erano la maggioranza), nel segno di una classe dirigente che condivideva con trasparenza il proprio progetto politico.
    Gli affrschi del Lorenzetti, infatti, furono realizzati una ventina di anni dopo la traduzione in volgare, e rappresentano la prima opera "civile" e non religiosa nella storia dell'arte italiana.

Le iniziative della CittaDelSi

   Sì, è gusto. Sono 31 i ristoranti della 'Città del Sì' che propongono una degustazione di piatti medievali a base di prodotti tipici senesi: vini DOCG, pecorino delle Crete Senesi, carne della razza suina Cinta Senese, carne bovina della razza Chianina e l'immancabile Panforte di Siena.

   Sì, è itinerari. Per conoscere la Siena trecentesca sono stati predisposti 4 itinerari, che potranno essere percorsi con l'uso gratuito di palmari touchscreen, i quali interagiscono con dispositivi a radiofrequenza installati presso i punti di interesse, e conducono il visitatore alla scoperta di Siena, sia con immagini che con un commento audio. Gli itinerari sono 4, uno per ogni terzo in cui è divisa la città (Terzo di Città, Terzo di Camollia e Terzo di San Martino) e poi il percorso della via Francigena. I dispositivi vengono distribuiti presso il museo di Santa Maria della Scala, in Piazza del Duomo.

   Sì, è palio. Le 17 Contrade di Siena aprono a turno i loro musei: si potranno vedere i palii vinti, gli antichi costumi, e altre testimonianze di secoli di storia di ciascuna comunità della "Citta' del Si": ogni sabato mattina (ore 10-12) sono aperti 5 o 6 musei di contrada. Prenotarsi allo 0577-292614.

   Sì, è spettacolo. Gli spettacoli teatrali e le finzioni medievali al cinema propongono i grandi personaggi femminili del Medioevo, da Santa Caterina da Siena, Machbeth di Shakespeare, Giovanna d'Arco, Lancillotto e Ginevra, fino i personaggi della fantasia come Robin Hood, per arrivare ai nostri giorni con Polvere di Baghdad: ingresso gratuito, ore 17.30.

   Sì, è musica. La musica del medioevo sarà presente con appuntamenti che introducono alla musica che si suonava e si cantava nei cammini della via Francigena e di Santiago, scoprendo partiture pressochè sconosciute e utilizzando strumenti inconsueti, fino ad arrivare all'attualizzazione nel presente delle melodie medievali.

   Sì, è arte. Oltre alle consuete grandi mostre d'arte, per l'occasione della 'Città del Sì' verrà allestita la mostra delle bandiere storiche delle Contrade, recentemente restaurate, e quella dei Carri trionfali del Corteo storico del Palio di Siena.

   Sì, è mercato. Come in tutte le città del medioevo, anche a Siena fioriva lo scambio delle merci: per ricordare questo, Piazza del Campo ospiterà eccezionalmente due edizioni del mercato medievale (14 novembre e 13 marzo).

   Sì, è per i bambini. Tutti i fine settimana dal 19 settembre al 14 novembre ci sarà uno spettacolo di animazione per bambini all'Orto dei Pecci con merenda medievale (a pagamento).

   Sì, è trekking. Siena aderisce fin dagli inizi alla Giornata Nazionale del Trekking Urbano, che il 31 ottobre si svolge nelle principali città italiane, e quest'anno Siena lo dedica al Costituto.

Tutti gli appuntamenti sono indicati nella pagina: SIENA EVENTI.

La lingua del sì

    Dante Alighieri definì l'italiano volgare, cioè la lingua parlata dal popolo, come 'la lingua del si'. Questa definizione si trova in una sua opera, Il De vulgari Eloquentia [L'eloquenza in lingua volgare]: fu scritta in latino tra il 1303 e il 1304, destinata ai dotti e mai completata.
    Scopo dell'opera era quello di definire una lingua volgare 'illustre' da utilizzare nella trattazione di temi importanti, in modo da elevarsi al di sopra delle numerose parlate regionali e sottrarsi all'egemonia del latino, che considerava una lingua artificiale.
    Dante, a sostegno della sua tesi, ricostruisce una storia universale delle lingue: Dio ha infuso nei primi uomini un'unica lingua sacra, ma la torre di Babele ha determinato la confusione delle lingue. In Europa gli idiomi diventano tre: germanico, greco e romanzo. Quest'ultimo è suddiviso in tre lingue, che definisce in base alla particella affermativa: lingua d'oil (parlata nella Francia centro-settentrionale), lingua d'oc (in Provenza) e, appunto, lingua del sì (in Italia, a sua volta distinta in 14 dialetti). Infatti oïl (poi diventato oui) ed oc, nelle rispettive lingue, significano .

La Siena del Trecento

    Siena era retta dal governo dei Nove, che dal 1287 al 1355 guidò la città in modo lungimirante e intrapendente: è in questo periodo che Siena ampliò i territori della Repubblica, diventò una delle dieci città più popolose d'Europa (40-50.000 abitanti) ed edificò i monumenti più importanti, tra cui la stessa Piazza del Campo, il Palazzo Pubblico, la Cattedrale.
    Del resto, le premesse c'erano tutte: nel 1260 i senesi sconfissero i fiorentini nella battaglia di Montaperti, e nel 1262 fu redatto il Costituto in latino, che nel secolo successivo fu appunto tradotto in volgare con le variazioni effettuate nel frattempo.
    La traduzione in volgare iniziò nel luglio 1309 e finì nel giugno 1310. Nel maggio 1309, i tredici componenti della Commissione incaricata di rivedere lo Statuto ordinarono di "fare scrivere, a l'expese del Comune di Siena, uno statuto del Comune di nuovo in volgare di buona lettera grossa, bene legibile et bene formata, in buone carte pecorine acciocché le povare persone et l'altre persone che non sanno gramatica, et li altri, e' quali vorranno, possano esso vedere et copia inde trare et avere a lloro volontà"(del resto, la stampa sarà inventata solo nel 1450).
    Il documento si compone di sei Distinzioni che trattano materie diverse, anche se la divisione per argomenti non è assoluta: Costituzione, Diritto pubblico, Diritto penale e civile, norme di amministrazione urbana, norme transitorie. Una carta innovativa per l'epoca, non solo per la sua traduzione in volgare, ma anche per i contenuti.

© Copyright 2009 Fabio Gori