LE CONTRADE DI SIENA
Contrada è ...
Per quasi tutti i senesi la propria contrada è tutto.
La contrada è un territorio, un popolo, una sede, un'organismo democratico, una bandiera.
E' la patria più vera, il patrimonio della memoria storica, i ricordi dell'infanzia.
Ecco perché il Palio, come tutte le manifestazioni legate alle Contrade,
non è semplice folklore, ma è profondamente vissuto nel cuore.
Contradaiolo si nasce, oppure si diventa
E' contradaiolo
chi nasce nel territorio della contrada, un pò come la nazionalità:
per cui non è una scelta, ma un dovere ed un diritto, che dura per tutta la vita, anche nel caso in cui
cambia casa e si trasferisce nel territorio di un'altra contrada, e chi vi rinuncia è marcato
come un "venduto".
Ma contradaiolo si può anche diventare: chi abita al di fuori
delle mura od in un'altra città, può scegliere per simpatia una Contrada, e
contribuire alla sua vita in qualsiasi modo.
Il territorio della Contrada
La Contrada è una porzione di città all'interno della cinta muraria.
I confini tra le Contrade sono quelli stabiliti nel 1729 dalla principessa Violante
Beatrice di Baviera, che pose fine alle dispute e fissò il numero in diciassette.
Eccole una dopo l'altra: Aquila, Bruco, Chiocciola, Civetta, Drago, Giraffa, Istrice,
Leocorno, Lupa, Nicchio, Oca, Onda, Pantera, Selva, Tartuca, Torre e Valdimontone.
E' però ancora viva la memoria delle contrade soppresse, abrogate verso il 1675:
Leone, Vipera, Quercia, Spadaforte, Orso e Gallo
vengono ricordate con uno stemma nella bandiera della contrada che l'ha assorbita.
Non fanno parte di nessuna contrada il Duomo
(ma non la piazza, che appartiene all'Aquila) ed il Palazzo del Comune con l'adiacente
Piazza del Campo. Sono anche esclusi i territori al di fuori delle mura, in quanto
all'epoca del bando erano aperta campagna, anche se su di esse esercitano una certa
influenza le Contrade che si affacciano alle porte della città. Ci sono però due eccezioni, due collinette di fronte al nostro agriturismo,
una occupata da un Monastero, ed uno da un'antica fortificaizone, appartnegono alla contrada della Chiocciola.
Le Contrade custodiscono gelosamente il loro territorio: i confini
sono segnati dalle tabelle di confine, cioé una targa con lo stemma della
contrada, murata agli angoli delle vie. Inoltre, in occasione della festa del Santo
Patrono, detta Festa Titolare (ogni contrada ha il suo), viene effettuata la
ricognizione dei confini: un corteo con tanto di autorità della contrada, Tamburini e sbandieratori (che qui si
chiamano Alfieri), percorre il proprio perimetro e si incontra ai varchi di confine con le rappresentanze delle contrade adiacenti.
La cosa può far sorridere, ma tutto questo ha
dei risvolti molto positivi: nelle contrade la criminalità è pressoché inesistente, proprio grazie alla presenza dei contradaioli che, indirettamente, esercitano un certo controllo.
Ma come si sono formate le Contrade? In origine avevano una funzione
di difesa militare: nel Trecento, quando ogni città era in lotta con quelle vicine,
Siena era divisa in 42 Compagnie Militari, chiamate anche Compagnie Urbane o
Contrade. Nei secoli XV e XVI, una volta costituito il Granducato di Toscana,
subirono una evoluzione: conservarono la costituzione e certe abitudini, ma
assunsero scopi esclusivamente sociali e ricreativi.
I Musei delle Contrade
Ogni Contrada ha la sua Sede: 17 Contrade,
17 Sedi, una più bella dell'altra.
La Sede è costituita dal Museo,
dalla Società (dove c'é un bar, una cucina e
ampi locali per le feste e le cene), dall' Oratorio
(così è chiamata la Chiesetta) e dalla stalla
per il cavallo, utilizzata nei giorni precedenti il Palio.
Il Museo è il centro della Contrada: ci sono gli ambienti
di rappresentanza e di assemblea, gli uffici del cancelliere (cioé del segretario) e del
camarlengo (cioé del tesoriere), l'archivio (dove sono conservati le pubblicazioni
della contrada, foto e audiovisivi sulle attività svolte, le buste segrete con gli
atti dei Palii), i magazzini (con i costumi, le bandiere, i tamburi, i tavoli e
le sedie per le cene per le vie della città).
Ma quello che forse più interessa al visitatore sono le sale in
cui sono esposti i drappelloni dei Palii vinti, i masgalani
(il masgalano è un piatto d'argento, che il Comune dà in vincita
alla Contrada che fa il miglior corteo storico), antiche bandiere, arredi sacri,
vecchie e nuove monture, cimeli di ogni epoca ed anche opere d'arte.
La vita di Contrada
La vita sociale della città ruota attorno alle contrade. Ognuna organizza mostre,
conferenze, tornei sportivi, tombole e, per i bambini ma non solo, la festa di Carnevale e della
Befana, nonché pranzi e cene, sia nei locali della Società che per le strade cittadine.
Tutti possono partecipare ai pranzi ed alle cene, basta procurarsi
la la tessera: in genere costa attorno ai 10 euro, che raddoppiano per il cenone
la sera prima del Palio, e un pò di più per l'eventuale Cena della Vittoria.
I partecipanti al banchetto vengono divisi per età: ci sono i tavoli per i cittini
(cioé i bambini, che pagano la metà), per i citti e le citte (cioé ragazzi e ragazze), e per gli adulti.
Come il contradaiolo è vicino alla Contrada, anche la Contrada è
vicina al contradaiolo: quando nasce un bambino, dei paggetti in costume portano dei fiori
alla nuova mamma; i paggetti, in rappresentanza della Contrada, partecipano
anche ai momenti più importanti della vita del contradaiolo: battesimo, prima comunione,
cresima e matrimonio.
Il battesimo di contrada alla fontanina
I bambini, a qualsiasi età, possono essere protagonisti del
battesimo contradaiolo: è una cerimonia con alfieri e tamburini,
in cui la massima autorità della Contrada (il "Priore") battezza i bambini
contradaioli a vita, usando l'acqua
della fontana di contrada e recitando una formula solenne.
Per esempio, ecco la formula della Chiocciola: In nome del Popolo
di San Marco e con il beneplacido dell' Eccellentissimo Seggio, io, Priore di questa
gloriosa contrada, ti consacro Chiocciolino vita natural durante. Le cristalline acque
di questa fontanina infondano a te, pargolo, la fede dei nostri avi, ed il dovere
di tramandarla alle generazioni future."
Le fontane di Contrada sono in marmo, in travertino o in bronzo,
e in genere raffigurano l'animale simbolo della Contrada.
La corsa dei Barberi
I Barberi sono 17 palline colorate,
ognuna con i colori di una contrada. Il giorno del Palio, nel Palazzo Comunale, l'ordine
di uscita dei barberi indica l'ordine di entrata dei cavalli sulla linea di partenza
della corsa.
E' anche un gioco dei bambini. Il sacchetto di barberi è uno dei primi regali che un piccolo senese riceve e, proprio dai barberi,
impara a riconoscere tutte le Contrade. Le lasciano andare per una discesa e le corrono dietro,
agitando le braccia e gridando a squarcigola il nome della propria Contrada. Alla fine c'è
una strettoia a imbuto, e vince chi ha la pallina che arriva per prima.
Ai barberi si gioca a tutte le età, in piste improvvisate o costruite apposta, ed
anche sul monumento a loro dedicati, come quello collocato nei giardini della Fortezza Medicea:
un blocco di travertino in cui è stata scolpita una spirale.
Le bandiere
Ogni contrada è rappresentata da un animale,
che corrisponde ad una virtù umana. Le contrade che non portano il nome di un animale,
lo hanno comunque raffigurato nella bandiera: così la Torre ha un elefante, la Selva
un rinoceronte e l'Onda un delfino.
Articolo pubblicato da un membro del nostro staff sulla rivista "Verdedomani" di Firenze
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