IL MUSEO DELLE BICCHERNE
Ingresso gratuito a orari limitati
Dall'aprile 2022 di nuovo a Siena la biccherna battuta ad un'asta londinese.

Le Tavolette di Biccherna

    Nell'Archivio di Stato di Siena è esposta la collezione delle Tavolette di Biccherna, unica del suo genere: più di 100 tavolette di legno dipinte dal 13° al 18° secolo, preziosa testimonianza di "arte minore" che abbraccia sei secoli di storia.
    Sono le copertine dei registri contabili dell'Ufficio della Biccherna: la bellezza che entra nei luoghi dove si maneggia il denaro.

    Le Biccherne più antiche raffigurano il camerlengo (oggi lo chiamiamo tesoriere) o gli stemmi dei provveditori (i funzionari amministrativi). Col tempo diventano sempre più elaborate e vennero commissionate a famosi artisti come Ambrogio Lorenzetti, Taddeo di Bartolo, Sano di Pietro e molti altri.
    In seguito, a partire dal 1460, vennero commissionati veri e propri quadri, da appendere alle pareti dell'ufficio quando il camarlingo ed i provveditori lasciavano la carica: possiamo così ammirare dipinti di famosi artisti come Domenico Beccafumi, Francesco Vanni, Ventura Salimbeni e Francesco Rustici detto "Il Rustichino".
    Tutti artisti che oggi riempiono con le loro opere la Pinacoteca Nazionale di Siena.

    Le raffigurazioni si ispirano a motivi religiosi, avvenimenti cittadini, episodi politici o battaglie combattute dalla Repubblica e, dopo l'annessione a Firenze, alle vicende dei Medici. La biccherna più curiosa, e più antica, è quella che rappresenta il camerlengo Don Ugo, un monaco inginocchiato di fronte a San Galgano con la spada nella roccia.

    Poche decine di tavole di Biccherna si trovano in altri musei europei od in collezioni private, e talvolta compaiono nelle aste: nel 2016, a Londra, una tavoletta senese del 1441 è stata acquistata da un anonimo per un milione e 632mila euro, ed il 6 aprile 2022 è tornata a Siena grazie ad un paziente lavoro di recupero delle autorità italiane.
    Nella pagina potete vederele foto di due tavolette senesi "disperse": la prima è al Metropolitan Museum di New York, la seconda al Rijksmuseum di Amsterdam.
    Le foto delle Tavolette di Biccherna conservate nel museo senese possono essere viste sul sito dell'Archivio di Stato di Siena o del Ministero dei Beni Culturali, cercando la Galleria Digitale delle Biccherne.

Dalle origini alla soppressione

    La Biccherna fu la più importante magistratura finanziaria del Comune e la sua istituzione rappresentò il superamento dell'organizzazione imperiale e vescovile preesistente.
    Il modello preso come riferimento fu quello degli uffici pubblici bizantini dell'Impero Romano d'Oriente. I contatti tra Siena e l'Oriente cominciano con la partecipazione alla Prima Crociata del 1096, ed in seguito si intensificano grazie agli scambi commerciali che portarono i banchieri senesi a contatto con gli uffici amministrativi bizantini ed a comprenderne il funzionamento. La stessa parola "biccherna" sembra derivare da "blacherne", che a Costantinopoli indicava il quartiere degli uffici pubblici e il palazzo della Dogana.

    Il gruppo di lavoro della Biccherna, che rimaneva in carica per 6 mesi, era composto da un camerlengo e quattro provveditori. Il camerlengo (detto anche camarlengo, camarlingo o camerlingo) era la figura suprema, e fino al fino al 1350 veniva scelto tra i membri di vari ordini monastici, in quanto garantiva teoricamente estraneità dalle grandi famiglie cittadine, notevoli capacità amministrative e la possibilità, in caso di ammanco, di rivalersi sui patrimoni dei conventi. I provveditori erano invece laici, appartenenti alle famiglie che detenevano il potere in città.

    L' Ufficio di Biccherna fu il fulcro dell'amministrazione finanziaria senese per tutto il 13° secolo e gran parte del 14° secolo, gestendo tutte le entrate e le uscite del Comune. Nel 14° secolo, con l'istituzione della Gabella Generale, i compiti della Biccherna furono limitati all'amministrazione delle uscite, ed il camerlengo era scelto tra i cittadini laici. In seguito, con la riorganizzazione effettuata dal Granducato di Toscana, la biccherna fu prima ridimensionata e poi soppressa.

Informazioni turistiche

LUOGO
     Archivio di Stato Siena
     Palazzo Piccolomini
     Via Banchi di Sotto, 52

ORARIO MUSEO BICCHERNE
     Solo il sabato
     Ingressi programmati ore 10 e 11:30
     (fino al 2019 era dal lunedì al sabato, con ingressi alle 10, 11 e 12)
     Chiuso: festività, 1 dicembre (patrono).

COSTO INGRESSO
     gratuito

REGOLAMENTO
     I visitatori vengono accompagnati da un custode.
     Vietate riprese foto/video.

RECAPITI
     Archivio di Stato Siena
     tel: 0577-247145
     email: as-si@beniculturali.it
     http://archiviodistato.siena.it

Aggiornato ottobre 2021. Le informazioni fornite possono aver subito variazioni.