IL MUSEO DELLE BICCHERNE
Ingresso libero

Le Tavolette di Biccherna

    Nell'Archivio di Stato di Siena è esposta la collezione, unica del suo genere, delle Tavolette di Biccherna: oltre 100 tavole di legno dipinte dal 13° al 18° secolo, preziosa testimonianza di "arte minore" che abbraccia sei secoli di storia.
    Sono le copertine dei registri contabili dell'Ufficio della Biccherna: la bellezza che entra nei luoghi dove si maneggia il denaro.

    Le biccherne più antiche raffigurano il camarlingo al lavoro o gli stemmi dei provveditori. Col tempo diventano sempre più elaborate e vennero commissionate a famosi artisti come Ambrogio Lorenzetti, Taddeo di Bartolo, Sano di Pietro e molti altri.
    In seguito, a partire dal 1460, vennero commissionati veri e propri quadri da appendere alle pareti dell'ufficio quando il camarlingo ed i provveditori lasciavano la carica: possiamo così ammirare dipinti di famosi artisti come Domenico Beccafumi, Francesco Vanni, Ventura Salimbeni e Francesco Rustici detto "Il Rustichino".
    Tutti da artisti che oggi riempiono la Pinacoteca Nazionale di Siena,

    Le raffigurazioni si ispirano a motivi religiosi, avvenimenti cittadini, episodi politici o battaglie combattute dalla Repubblica e, dopo l'annessione a Firenze, alle vicende dei Medici. Particolarmente curiosa è la rappresentazione del camarlengo Don Ugo, un monaco inginocchiato di fronte a San Galgano con la spada nella roccia.

    Qualche decina di tavolette sono custodite in altri musei europei o fanno parte di collezioni private, e talvolta compaiono nelle aste: nel 2016, a Londra, una tavoletta senese del 1441 è stata acquistata per un milione e 632mila euro.
    A lato le foto di due tavolette senesi "disperse", la prima del Metropolitan Museum di New York, la seconda del Rijksmuseum di Amsterdam. Le foto delle Tavolette di Biccherna conservate nel museo senese possono essere viste sul sito dell'Archivio di Stato di Siena o del Ministero dei Beni Culturali cercando la Galleria Digitale delle Biccherne.

Dalle origini alla soppressione

    La Biccherna fu la più importante magistratura finanziaria del Comune e la sua istituzione rappresentò il superamento dell'organizzazione imperiale e vescovile preesistente. Il modello preso come riferimento fu quello degli uffici pubblici bizantini dell'Impero Romano d'Oriente: i contatti tra Siena e l'Oriente cominciano con la partecipazione di Siena alla Prima Crociata del 1096, ed in seguito si intensificano grazie agli scambi commerciali che portarono i mercanti-banchieri senesi a contatto con gli uffici amministrativi bizantini ed a comprenderne il funzionamento. La stessa parola "biccherna" sembra derivare da "blacherne", che a Costantinopoli designava il quartiere degli uffici pubblici e il palazzo della Dogana.

    Il team della Biccherna, che rimaneva in carica per 6 mesi, era composto da un camarlingo e quattro provveditori. Il camarlingo era la figura suprema, e fino al fino al 1350 veniva scelto tra i membri di vari ordini monastici, in quanto garantiva teoricamente estraneità alle grandi famiglie cittadine, notevoli capacità amministrative e la possibilità, in caso di ammanco, di rivalersi sui patrimoni dei conventi. I provveditori erano invece laici, appartenenti alle famiglie detentrici del potere in città.

    L'ufficio di Biccherna fu il fulcro dell'amministrazione finanziaria senese per tutto il XIII secolo e gran parte del XIV secolo, gestendo tutte le entrate e le uscite del Comune. Nel XIV secolo, con l'istituzione della Gabella Generale, i compiti della Biccherna furono limitati all'amministrazione delle uscite ed il camarlingo era scelto tra i cittadini laici. Inseguito, con il Granducato di Toscana, la biccherna fu prima ridimensionata e poi soppressa, in un processo di riforma che interessò tutta l'amministrazione.

Informazioni turistiche

LUOGO
     Archivio di Stato di Siena
     Palazzo Piccolomini
     Via Banchi di Sotto, 52

ORARIO MUSEO BICCHERNE
     dal lunedì al sabato, escluso festivi
     Ingressi programmati:
     ore 10, 11, 12 (fonte: www.archiviodistato.siena.it/museo/)
     ma ore 9:30, 10:30, 11:30 secondo i "Luoghi della Cultura" (fonte: www.beniculturali.it/MiBAC)

COSTO INGRESSO
     gratuito

REGOLAMENTO
     I visitatori vengono accompagnati da un custode.
     Vietate riprese foto/video.

RECAPITI
     Archivio di Stato Siena
     tel 0577-247145
     http://archiviodistato.siena.it

Aggiornato novembre 2019. Le informazioni fornite possono aver subito variazioni.

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