Chiusdino ed il suo territorio

    La miniera abbandonata delle Cetine di Cotorniano è talmente unica nel suo genere che tempo fa venne realizzato un parco minerario, purtroppo oggi dismesso, nonostante sia un geosito di importanza mondiale.
    Si trova a pochi chilometri da Siena, nelle Colline Metallifere, in un territorio boscoso ("cetina" significa infatti "bosco tagliato") che offre numerose testimonianze storiche e culturali legate alla millenaria attività mineraria ed una grande ricchezza di siti censiti nel patrimonio minerario e mineralogico della Toscana.
    Preziosa la vicina Montagnola Senese, a pochi chilometri da Siena: un sito interessante non solo per i minerali, i marmi e le grotte, ma anche per le bellezze ambientali e l'elevato grado di naturalità.

Il parco minerario dimenticato

    Il parco archeominerario delle Cetine risale agli anni 2000, quando fu spesa circa la metà dei 2 milioni di euro stanziati con i fondi PRUSST. C'era un ampio parcheggio ed un percorso di visita che attraversava i diversi livelli della miniera: in basso i resti della fonderia e le relative discariche, più in alto la tettoia della cernita, da dove inizia il Canalone, ovvero la profonda incisione con la quale venne inizialmente aggredita la massa mineralizzata più ricca, lungo il quale si affacciano gli ingressi delle gallerie minerarie: un breve percorso sotterraneo fu anche messo in sicurezza per consentire le visite. Inoltre, nel vicino paese di Chiusdino, fu realizzata una mostra documentaria permanente sulla miniera delle Cetine, ben presto dismessa nonostante che ancora compaia tra i musei esistenti nel sito del Ministero dei Beni Culturali.
    Il geoturismo è una forma di turismo sostenibile, che si collega al recupero delle tradizioni e delle memorie storiche, cosa che ha portato ad istituire una rete dei geoparchi europei. Anche il territorio di Siena si presterebbe a questa forma di turismo, per il suo grande valore ambientale ed alla presenza di interessanti siti minerari e mineralogici.
    Tuttavia, la valorizzazione del patrimonio archeominerario attraverso un geoparco non richiede solo un impiego iniziale di risorse, sopratutto se il materiale estratto è un "metallo pesante" per cui è necessaria una costosa bonifica, ma anche il mantenimento della sicurezza con il periodico controllo delle pareti di roccia, la manutenzione della sentieristica e della cartellonistica, l'organizzazione di escursioni e di iniziative di educazione ambientale, ed una attività promozionale per ottenere un ritorno economico.
    Questo è però mancato alle Cetine: il parco è stato abbandonato, i sentieri sono invasi dalla vegetazione e le staccionate fatiscenti, e recentemente alcune recinzioni impediscono l'accesso al canalone centrale in quanto dalle pareti potrebbero distaccarsi dei massi.
    Del villaggio minerario delle Cetine alcuni edifici sono stati adibiti ad abitazioni private, dove l'intervento di ristrutturazione ha nascosto la struttura originaria, ma oggi sono quasi tutte abbandonate, mentre altri edifici sono dei ruderi pericolanti. Interessanti i resti della vecchia polveriera in pietra, di forma ottagonale, ed il condotto in pietra per l'emissione dei fumi dei forni fusori, realizzato verso il 1900, innovativo per l'epoca.

Antimonio, elemento diabolico

    Il minerale che veniva estratto dalla miniera delle Cetine era la stibnite, detta anche stibina o antimonite (solfuro di antimonio), dal quale si otteneva l'antimonio.
    Diverse leggende sono nate attorno a questo elemento: per esempio, si dice che il suo nome deriva da 'anti-monaco', perché avvelenava i monaci che lo assumevano per resistere al digiuno. Ma l'antimonio é anche attraente, per il suo aspetto nero lucente: ecco che assume un carattere diabolico. Per questo fu sostanza alchemica, ed anche farmacologica: l'ingestione di antimonio provoca infatti vomito e diarrea, ma anche aritmia e tachicardia, fino all'arresto cardiaco.
    L'attività mineraria delle Cetine iniziò nel 1878 con lo scavo a cielo aperto e dal 1886 in galleria. Sul posto avveniva la cernita del materiale estratto, effettuata da un gruppo di donne all'interno di un capannone ancora esistente, ed anche l' arricchimento nei forni, grazie ai quali il tenore passava dal 15-20% al 30-40%.
    Il regolo così ottenuto veniva inviato alla fonderia di Ponte al Rosaio (Siena), costruita nel 1883 nella zona dell'attuale uscita Siena Ovest del raccordo autostradale, la quale lavorava anche il materiale proveniente delle miniere della Selva (Casal di Pari / Grosseto) e di Su Suergiu (Sardegna).
    Alla fine dell'800, per ovviare al fatto che alle Cetine veniva estratto materiale sempre più povero, ci fu una radicale trasformazione: la coltivazione tornò a cielo aperto (all'epoca la miniera appariva come una grande cava), vennero costruiti nuovi forni capaci di trattare materiali poveri, furono riutilizzate le scorie prodotte dai vecchi forni, ed il regolo fu inviato alla fonderia di Livorno, dato che quella di Siena aveva cessato l'attività nel 1893 per problemi di approvvigionamento del combustibile. Nel 1901 la miniera delle Cetine raggiunse la massima produzione, impiegando 199 persone, compresi ragazzi con meno di 15 anni e numerose donne.
    Il crollo del prezzo dell'antimonio portò nel 1909 alla chiusura della miniera. I lavori ripresero solo durante le due guerre mondiali, dal 1915 al 1919, e nuovamente dal 1937 al 1944, quando i forni furono fatti saltare in aria dai tedeschi in ritirata: infatti l'antimonio è utilizzato sopratutto per realizzare munizioni.
    Nella sua vita, il complesso minerario delle Cetine ha prodotto circa 3500 tonnellate di antimonio di ottima qualità, in quanto non inquinato dall'arsenico ed altre impurità. Inoltre, la miniera ha prodotto anche zolfo quasi puro e ottima quarzite.

Alla ricerca dei minerali delle Cetine

    Le Cetine sono state molto frequentate dai collezionisti per la varietà, la bellezza e la rarità dei minerali, alcuni dei quali unici al mondo.
    Il minerale più frequente era ovviamente la stibnite (solfuro di antimonio), che si trovava in bellissime aggregazioni di cristalli: talvolta erano immersi nella calcite, dalla quale venivano liberati con ripetute e prolungate immersioni in acido cloridrico, altre volte erano all'interno di piccole cavità della roccia, spesso ricoperti da una patina giallastra di alterazione. Bellissimo anche il gesso (solfuro di calcio), un minerale abbondante in tutto il mondo, che qui assumeva un aspetto caratteristico e bizzarro, tanto da essere chiamato gesso coralloide.
    La miniera è però famosa in tutto il mondo per l'importanza scientifica dei suoi minerali di alterazione, alcuni dei quali sono stati trovati, per la prima volta, proprio alle Cetine: onoratoite (1947), cetineite (1987), rosenbergite (1993), brizziite (1994), rosiaite (1995), clinocervantite (1998).
    I collezionisti di minerali si sono avventurati in questi cunicoli per anni, alcuni collaborando con le Università, altri depredando. Il pericolo di crolli non veniva considerato, dato che la roccia in cui sono scavate le gallerie è il solido calcare cavernoso, che nella sua forma più compatta è detto 'pietra da torre' perché usato per costruire fortilizi e palazzi, anche nella stessa città di Siena.
    I pericoli incombenti erano altri. Uno era rappresentato dai pozzi verticali, che improvvisamente si aprono nelle gallerie orizzontali. L'altro pericolo era quello di perdersi, perché le gallerie formano un labirinto: per questo i collezionisti stendevano un filo di Arianna, ed uno di loro restava all'uscita. Inoltre bisognava stare attenti a non svegliare i pipistrelli, che altrimenti cominciavano a volare disordinatamente.
    Oggi qualche minerale si può trovare solo nella discarica più bassa, come scoria di fusione e non naturale.
    I famosi minerali delle Cetine si possono vedere a Siena nel bel Museo di Storia Naturale. Ecco un elenco dei minerali rinvenuti alle Cetine, ognuno dei quali si trovava in precise associazioni e spesso in punti precisi della miniera:

Elenco dei minerali delle Cetine

allume di potassio
alluminiocopiapite
alotrichite
aluminite
alunite
alunogeno
antimonio
aragonite
azzurrite
barite
bindheimite
brizziite
calcite
calcostibite
celestina
cervantite
cetineite
chapmanite
cinabro
clinocervantite
copiapite
coquandite
dolomite
elpasolite
ematite
epsomite
ettringite
farmacosiderite
ferrihydrite

      

ferrinatrite
fibroferrite
fluorite
gaylussite
gearksutite
gesso
gibbsite
hexahydrite
goethite
jamborite
jarosite
jurbanite
kadhemite
kermesite
klebelsbergite
malachite
marcasite
melanterite
metasideronatrite
metastibnite
metavoltina
millerite
mirabilite
monoidrocalcite
mopungite
muscovite
onoratoite
opale
oro

      

orpimento
ortoclasio
peretaite
pickeringite
pirite
pirrotina
plagionite
quarzo
ralstonite
realgar
romerite
rosenbergite
rosiaite
rostite
rozenite
schafarzikite
scorodite
senarmontite
sfalerite
siderite
sideronatrite
stibiconite
solfo
stibnite
tamarugite
tripuhyite
tschermigite
uklonskovite
valentinite