LA MINIERA DELLE CETINE,
IL PARCO MINERARIO ED I MINERALI

Chiusdino ed il suo territorio

    La miniera abbandonata delle Cetine di Cotorniano è talmente unica nel suo genere che è stato realizzato un parco minerario, purtroppo oggi dismesso, nonostante sia un geosito di importanza mondiale.
    Si trova a pochi chilometri da Siena, nelle Colline Metallifere, in un territorio boscoso ("cetina" significa infatti "bosco tagliato"), che offre numerose testimonianze storiche e culturali legate alla millenaria attività mineraria ed una grande ricchezza di siti censiti nel patrimonio minerario e mineralogico della Toscana.
    Il paese di Chiusdino, capoluogo di questo territorio, è di origine longobarda e conserva intatto il suo aspetto medievale, con la casa natale del cavaliere-eremita Galgano. Nei dintorni del paese meritano una visita l'Abbazia di San Galgano ed il sovrastante Eremo con la spada nella roccia.
    Preziosa la vicina Montagnola Senese, a pochi chilometri da Siena: un sito interessante non solo per i minerali, i marmi e le grotte, ma anche per le bellezze ambientali e l'elevato grado di naturalità.

Il parco minerario dimenticato

    Il parco archeominerario delle Cetine fu realizzato negli anni 2000. C'era un ampio parcheggio ed un percorso di visita che attraversava i diversi livelli della miniera: in basso i resti della fonderia e le relative discariche, più in alto la tettoia della cernita, da dove inizia il Canalone, ovvero la profonda incisione con la quale venne inizialmente aggredita la massa mineralizzata più ricca, lungo il quale si affacciano gli ingressi delle gallerie minerarie (dalle quali esce un vento freschissimo). Inoltre, nel vicino paese di Chiusdino, fu realizzata una mostra documentaria permanente sulla miniera delle Cetine.
    Il geoturismo è una forma di turismo sostenibile, che si collega al recupero delle tradizioni e delle memorie storiche, cosa che ha portato ad istituire una rete dei geoparchi europei. Anche il territorio di Siena si presterebbe a questa forma di turismo, per il suo grande valore ambientale ed alla presenza di interessanti siti minerari e mineralogici.
    Tuttavia, la valorizzazione del patrimonio archeominerario attraverso un geoparco non richiede solo un impegno iniziale di risorse, ma anche la manutenzione della sentieristica e della cartellonistica, l'organizzazione di escursioni e di iniziative di educazione ambientale, ed una attività promozionale per ottenere un ritorno economico.
    Questo è però mancato alle Cetine: il parco è stato abbandonato, i sentieri sono invasi dai rovi e le staccionate fatiscenti, e recentemente è stata realizzata una recinzione che impedisce l'accesso al canalone centrale.
    Del villaggio minerario delle Cetine, alcuni edifici sono da tempo abitazioni private, dove l'intervento di ristrutturazione ha nascosto la struttura originaria (l'ex edificio amministrazione, l'ex casa contabile, la vecchia fonderia), mentre altri edifici sono in stato di abbandono (cabina elettrica, ex-casa del caporale) o dei ruderi pericolanti; interessanti i resti di un particolare condotto di emissione dei fumi dei forni fusori terminante con un camino, realizzato verso il 1900, innovativo per l'epoca.

Antimonio, elemento diabolico

    Il minerale che veniva estratto dalla miniera delle Cetine era la stibnite, detta anche stibina o antimonite (solfuro di antimonio), dal quale si otteneva l'antimonio.
    Diverse leggende sono nate attorno a questo elemento: per esempio, si dice che il suo nome deriva da 'anti-monaco', perché avvelenava i monaci che lo assumevano per resistere al digiuno. Ma l'antimonio é anche attraente, per il suo aspetto nero lucente: ecco che assume un carattere diabolico. Per questo fu sostanza alchemica, ed anche farmacologica: l'ingestione di antimonio provoca infatti vomito e diarrea, ma anche aritmia e tachicardia, fino all'arresto cardiaco.
    L'attività mineraria delle Cetine iniziò nel 1878 con lo scavo a cielo aperto e dal 1886 iniziarono quelli in galleria. Sul posto avveniva la cernita del materiale estratto, effettuata da un gruppo di donne all'interno di un capannone ancora esistente, ed anche l' arricchimento nei forni, grazie ai quali il tenore passava dal 15-20% al 30-40%.
    Il regolo così ottenuto veniva inviato alla fonderia di Ponte a Rosaio (Siena), costruita verso il 1880 nei pressi dell'attuale uscita Siena Ovest del raccordo autostradale, la quale lavorava anche il materiale proveniente della miniera della Selva (Casal di Pari / Grosseto).
    Alla fine dell'800, per ovviare al fatto che veniva estratto materiale sempre più povero, ci fu una radicale trasformazione: la coltivazione tornò a cielo aperto (all'epoca la miniera appariva come una grande cava), vennero costruiti nuovi forni capaci di trattare materiali poveri, furono riutilizzate le scorie prodotte dai vecchi forni, ed il regolo fu inviato alla fonderia di Livorno, dato che quella di Siena aveva cessato l'attività per problemi di approvvigionamento del combustibile. Nel 1901 la miniera delle Cetine raggiunse la massima produzione, impiegando 199 persone, compresi ragazzi con meno di 15 anni e numerose donne.
    Il crollo del prezzo dell'antimonio portò nel 1909 alla chiusura della miniera. I lavori ripresero solo durante le due guerre mondiali, dal 1915 al 1919, e nuovamente dal 1937 al 1944, quando i forni furono fatti saltare in aria dai tedeschi in ritirata: infatti l'antimonio è utilizzato sopratutto per realizzare munizioni, sia leggere che pesanti.
    Nella sua vita, il complesso minerario delle Cetine ha prodotto circa 3500 tonnellate di antimonio di ottima qualità, in quanto non inquinato dall'arsenico ed altre impurità. Inoltre, durante gli scavi si rinvenivano anche grossi accumuli di zolfo.

Alla ricerca dei minerali delle Cetine

    Le Cetine sono state molto frequentate dai collezionisti per la varietà, la bellezza e la rarità dei minerali, alcuni dei quali unici al mondo.
    Il minerale più frequente era ovviamente la stibnite (solfuro di antimonio), che si trovava in bellissime aggregazioni di cristalli: talvolta erano immersi nella calcite, dalla quale venivano liberati con ripetute e prolungate immersioni in acido cloridrico, altre volte erano all'interno di piccole cavità della roccia, spesso ricoperti da una patina giallastra di alterazione. Bellissimo anche il gesso (solfuro di calcio), un minerale abbondante in tutto il mondo, che qui assumeva un aspetto caratteristico e bizzarro, tanto da essere chiamato gesso coralloide.
    La miniera è però famosa in tutto il mondo per l'importanza scientifica dei suoi minerali di alterazione, alcuni dei quali sono stati trovati, per la prima volta, proprio alle Cetine: onoratoite (1947), cetineite (1987), rosenbergite (1993), brizziite (1994), rosiaite (1995), clinocervantite (1998).
    I collezionisti di minerali si sono avventurati in questi cunicoli per anni, alcuni collaborando con le Università, altri depredando. Il pericolo di crolli non era percepito, dato che la roccia in cui sono scavate le gallerie è il solido calcare cavernoso, che nella sua forma più compatta è detto 'pietra da torre' perché è stato usato per costruire fortilizi e palazzi, anche nella stessa città di Siena.
    I pericoli erano anche altri. Uno era rappresentato dai pozzi verticali, che improvvisamente si aprono nelle gallerie orizzontali. L'altro pericolo era quello di perdersi, perché le gallerie formano un labirinto: per questo i collezionisti stendevano un filo di Arianna, ed uno di loro restava all'uscita. Inoltre bisognava stare attenti a non svegliare i pipistrelli, che altrimenti cominciavano a volare disordinatamente.
    Oggi le gallerie sono chiuse da inferriate e l'area mineraria è circondata da una recinzione. Qualche minerale si può trovare solo nella discarica più bassa, come scoria di fusione e non naturale. Vicino all'abitato, c'é una cava di quarzite, dove sono stati trovati piccolissimi cristalli di tormaline policrome, pirite, quarzo.
    I famosi minerali delle Cetine si possono vedere a Siena nel bel Museo di Storia Naturale. Ecco un elenco dei minerali rinvenuti alle Cetine, ognuno dei quali si trovava in precise associazioni e spesso in punti precisi della miniera:

Elenco dei minerali delle Cetine

allume di potassio
alluminiocopiapite
alotrichite
aluminite
alunite
alunogeno
azzurrite
barite
brizziite
calcite
calcostibite
celestina
cetineite
cinabro
clinocervantite
copiapite
coquandite
dolomite
elpasolite
ematite
epsomite

      

farmacosiderite
ferrinarite
fibroferrite
fluorite
gaylussite
gesso
gibbsite
goethite
jarosite
jurbanite
klebelsbergite
malachite
marcasite
melanterite
metavoltina
millerite
mirabilite
mopungite
onoratoite
peretaite
pickeringite

      

pirite
pirrotina
quarzo
ralstonite
realgar
roemerite
rosenbergite
rosiaite
rostite
scorodite
senarmontite
siderite
sideronatrite
stibiconite
solfo
stibnite
tamarugite
tripuhyite
tschermigite
uklonskovite
valentinite