LA MINIERA DELLE CETINE IL PARCO MINERARIO ED I MINERALI
Chiusdino ed il suo territorio
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La miniera delle Cetine di Cotorniano si trova nelle
Colline Metallifere, e precisamente in Val di Merse, nel comune di Chiusdino.
Il territorio offre interessanti testimonianze storiche, artistiche e naturalistiche. E' in gran parte
ricoperto da boschi, che si alternano a campi coltivati a foraggere: la 'cetina', infatti, indica un luogo disboscato e messo a coltura.
Il paese di Chiusdino, capoluogo di una zona scarsamente abitata, è di origine longobarda e conserva intatto il suo tessuto urbano medievale,
tra cui la casa natale del cavaliere - eremita Galgano Giudotti.
Nei dintorni del paese meritano una visita il complesso monumentale di
San Galgano con l'enorme abbazia cistercense
ed il sovrastante Eremo con la spada nella roccia.
Interessante, a pochi chilometri dalle Cetine, è la vicina Montagnola Senese,
dove è abbondante proprio quel calcare cavernoso nel quale sono state scavate le gallerie della miniera.
La Montagnola è un sito interessante non solo per i minerali, i marmi e
le grotte, ma anche per la fauna e la flora.
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Il parco minerario delle Cetine
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Il parco archeominerario delle Cetine è stato realizzato alcuni anni fa.
C'è un ampio parcheggio ed un percorso di visita, con una rete di sentieri che portano alle entrate delle numerose gallerie
(dalle quali esce un vento freschissimo), alle discariche in cui si possono ancora trovare dei minerali,
ed ai ruderi della fonderia, della polveriera e della tettoia della cernita a mano.
Il geoturismo è una forma di turismo sostenibile:
l'attrazione, un tempo limitata a eventi spettacolari come vulcani e fumarole, si apre verso altri orizzonti e si collega al recupero delle tradizioni e delle memorie
storiche, tanto che è stata istituita una rete dei geoparchi europei. Anche il territorio di Siena si presta bene a questa forma di turismo, per il suo grande valore ambientale
ed alla presenza di interessanti siti geologici.
Tuttavia, la valorizzazione del patrimonio geologico attraverso la costituzione di un geoparco non richiede solo
un lavoro scientifico di base, ma anche la creazione di infrastrutture di supporto, l'organizzazione di escursioni e
la realizzazione di iniziative di educazione ambientale che consentano un ritorno economico e d'immagine.
Questo è però mancato alle Cetine: oggi il sito è praticamente in stato di abbandono,
con i percorsi invasi dai rovi e le staccionate fatiscenti.
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Antimonio, minerale diabolico
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Il minerale che veniva estratto dalla miniera delle Cetine è l'antimonite,
dal quale si otteneva l'antimonio.
Diverse leggende sono nate attorno a questo elemento:
per esempio, si dice che il suo nome deriva da 'anti-monaco', perché capace di avvelenare i monaci.
Ma l'antimonio é anche attraente, per il suo aspetto nero lucente: ecco che assume un carattere diabolico.
Per questo fu sostanza alchemica, ed anche farmacologica: l'ingestione dell'antimonio provoca infatti il vomito,
ma può anche causare aritmia e tachicardia, fino all'arresto cardiaco.
L'attività mineraria delle Cetine iniziò nel 1878 con scavi a cielo aperto.
Nel 1886 la Società Anonima Miniere e Fonderie di Antimonio iniziò le ricerche nel sottosuolo.
Nel 1907 lavoravano alle Cetine 140 persone: erano presenti anche sei ragazzi con meno di 15 anni e
numerose donne, come cernitrici del minerale estratto. Nel 1944 lavoravano 127 persone, tra cui 2 ragazzi e 19 donne.
Il crollo del prezzo dell'antimonio portò nel 1909 alla chiusura della miniera.
I lavori ripresero solo durante le due guerre mondiali, dal 1915 fino al 1919, e nuovamente dal 1937 al 1944:
l'antimonio era infatti necessario all'industria degli armamenti per la produzione di leghe antifrizione.
Nella sua vita, il complesso minerario delle Cetine ha prodotto circa 3500 tonnellate di antimonio.
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Alla ricerca dei minerali delle Cetine
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La miniera delle Cetine è famosa in tutto il mondo per l'importanza scientifica dei suoi minerali di alterazione.
Alcuni di questi minerali sono stati trovati, per la priva volta nel mondo, proprio alle
Cetine: l' onoratoite (1947), la cetineite (1987), la coquandite (1992) e la brizziite (1994).
Le Cetine sono state una delle miniere più frequentate dai collezionisti per la
varietà e la bellezza dei minerali. Basti pensare la gesso: è un minerale abbondante in tutto il mondo,
ma qui assume un aspetto caratteristico e bizzarro, tanto da essere chiamato gesso coralloide.
Ma i collezionisti di minerali venivano anche attirati dal fascino di avventurarsi in questi cunicoli.
Non c'e pericolo di crolli, dato che la roccia in cui sono scavate le gallerie è stabile: è il calcare cavernoso, che nella sua forma
più compatta è detto 'pietra da torre' perché è stato usato per costruire fortilizi e palazzi, anche nella stessa città di Siena.
I pericoli sono altri. Uno è rappresentato dai pozzi,verticali che improvvisamente si aprono nelle gallerie orizzontali.
L'altro pericolo è quello di perdersi, perché le gallerie formano un labirinto: per questo i collezionisti che entravano in miniera
stendevano un filo di Arianna, ed uno di loro restava all'uscita. Inoltre bisognava stare attenti a non svegliare i pipistrelli, che altrimenti
cominciavano a volare all'impazzata.
Ecco un elenco dei minerali rinvenuti:
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allume di potassio alluminiocopiapite alotrichite aluminite
alunite alunogeno antimonite azzurrite barite brizziite calcite
calcostibite celestina cervantite cetineite cinabro copiapite
coquandite dolomite elpasolite ematite
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epsomite farmacosiderite
ferrinarite fibroferrite fluorite gaylussite gesso gibbsite goethite
jarosite jurbanite klebelsbergite malachite marcasite melanterite metavoltina
millerite mirabilite mopungite onoratoite peretaite
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pickeringite pirite pirrotina
quarzo ralstonite realgar roemerite rosenbergite rosiaite rostite
scorodite senarmontite siderite sideronatrite stibiconite solfo tamarugite
tripuhyite tschermigite uklonskovite valentinite
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Agriturismo La Torretta
Strada di Sant'Apollinare 6, 53100 Siena fax 0577-39.41.84 tel 0577-39.21.66
© Copyright 2005 Fabio Gori
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