SIENA, ITINERARI ETRUSCHI

Alla scoperta degli Etruschi

    Scoprire la Toscana degli Etruschi significa mettersi sulle tracce di un popolo affascinante ed enigmatico, che dal 9° al 1° secolo a.C. fondò nell'Italia centrale, tra l'Arno ed il Tevere, una civiltà raffinata e potente.
    La zona di Siena viene oggi riconsiderata in base a criteri del tutto peculiari: non quelli applicati alle grandi città etrusche, alle quali finora sono state rivolte le maggiori attenzioni grazie al ritrovamento di dipinti monumentali e beni di lusso, ma a un sistema campestre, abitato dalla parte lavoratrice della popolazione, e quindi capace di descrivere meglio l'essenza dell'identità etrusca.
    In quest'area si assiste, a partire dal periodo orientalizzante (7° secolo a.C.) e soprattutto dall'età arcaica (6° secolo a.C.), alla nascita di piccoli centri di potere locali, capeggiati da artistocratici di campagna che, assieme a piccoli proprietari terrieri e persone comuni, abitavano in fattorie o piccoli villaggi diffusi nel territorio, traendo ricchezza dalla produttività dei suoli ed a volte dalle risorse del sottosuolo, mentre i guerrieri presidiavano le fortificazioni d'altura (castellieri), finalizzati al controllo delle vie di comunicazione e delle zone agricole, e forse allo stoccaggio dei prodotti.
    Siena, il cui primo insediamento fu proprio un villaggio etrusco, custodisce nel Museo Archeologico Nazionale i reperti rinvenuti nella provincia e in città, come quelli della necropoli scoperta nel 1845 poco fuori le mura durante dei lavori stradali, o quelli di una capanna dell'aristocrazia rurale etrusca trovati in piazza del Duomo durante scavi di archeologia urbana effettuati nel 1988. Anche alcuni dei famosi bottini di Siena, le gallerie scavate nella sabbia che alimentano le fonti medievali, risalgono sicuramente al periodo etrusco.
    Proprio da Siena possiamo partire alla ricerca di altre testimonianze etrusche: in un raggio di soli 30 minuti di auto, troviamo non solo altri musei etruschi che espongono pezzi unici al mondo (Murlo, Castellina in Chianti, Colle Val d'Elsa, Casole d'Elsa), ma anche luoghi etruschi come necropoli (Malignano, Grotti, Casone, Fonterutoli, Poggio Pinci, Dometaia), sepolcri di ogni tipo (tra cui tumuli monumentali di Montecalvario, di Mucellena, del Mulinello), il sito di un palazzo principesco unico nel suo genere (Murlo) e i resti di alcuni castellieri (Poggio La Croce, Cetamura), il tutto in un territorio dove anche recentemente sono stati effettuati ritrovamenti fortuiti e sono tuttora in corso campagne di scavo, e dove il mondo etrusco viene vissuto ogni anno con spettacoli che celebrano il loro mistero.
    Alcuni siti si trovano accanto ad un luogo di parcheggio ed altri si raggiungono camminando per alcune centinaia di metri, ma è anche possibile percorrere itinerari trekking, vere e proprie Strade Etrusche (mappe escursionistiche disponibili in agriturismo).

Etruschi della Montagnola

    La Montagnola Senese è una massiccio calcareo ricco di emergenze naturalistiche e architettoniche. Alla sua base, dove lascia spazio alle fertili pianure che lo circondano, sono state trovate importanti necropoli.
    Andando da Siena verso Rosia, dopo 8 Km appare sulla destra la necropoli etrusca di Malignano (ingresso libero): sono state individuate 28 tombe, delle quali 11 aperte al pubblico, con percorso di visita, pannelli esplicativi e tavoli da pic-nic (si consiglia di portare una torcia elettrica, in quanto le tombe non sono illuminate).
    Poco distante si trova la più piccola necropoli di Toiano, con alcune tombe a camera che si aprono tra i cespugli in una balza poco sopra il Palazzaccio.
    Salendo sull'impervia Montagnola, si incontrano le indicazioni per il Tumulo di Mucellena (ingresso libero), una tomba gentilizia di circa 50 m. di diametro e alta oltre 10 m, con letti di sepoltura dotati di cuscini scavati nella pietra.
    Scendendo nel versante opposto, davanti a Monteriggioni si apre un fertile altipiano dove si incrociavano importanti vie di comunicazione. Qui si trova la vasta necropoli del Casone, utilizzata ininterrottamente dalla tarda età del Ferro fino alla piena romanità, dove sono state scoperte a più riprese circa 300 tombe, di tipologie architettoniche diverse: da qui provengono le maggiori attestazioni della cosiddetta Officina Senese, consistenti in ceramiche a vernice nera. Importante la scoperta nel 1893 del sepolcro dei Calisna Sepu, l'unico trovato inviolato, che accoglieva un intero nucleo familiare aristocratico: i reperti sono in parte dispersi, ma un nucleo omogeneo è al Museo di Colle Val d'Elsa.
    Di questa vasta necropoli sono visibili le tombe di Poggio della Fame (presso Scarna), un tomba vicino all'incrocio per Abbadia Isola ed i resti di recenti scavi di un villaggio artigianale presso il podere Campassini, che hanno individuato una vasca in pietra, una fornace con scorie ferrose (sulla Montagnola è nota la presenza di filoni di minerali di ferro), capanne di legno e palizzate, ossa di animali domestici, e frammenti di tegole che fanno pensare alla presenza nei dintorni di un palazzo principesco simile a quello di Murlo.
    Poco oltre, in località Gracciano, si trovano le terme etrusco-romane di San Marziale (ingresso libero), distrutte verso il 1200 dai senesi e mai ricostruite. Il ritrovamento nella zona di alcune tombe e di frammenti etruschi hanno fatto pensare all'esistenza di un insediamento e di una necropoli, ma non è mai stata effettuata una campagna di scavo.

Etruschi tra la Val di Merse e la Val d'Arbia

    Sulle colline boscose che separano la Val d'Arbia dalla Val di Merse ci sono due interessanti località etrusche, in posizione strategica sui fertili fondovalle e sulla direttrice Volterra-Chiusi, due tra le città etrusche più importanti.

    Murlo, a pochi chilometri da Siena, è un piccolo borgo medievale perfettamente conservato e noto per essere il "paese degli Etruschi": uno studio dell'Università di Siena ha infatti scoperto che gli attuali abitanti conservano più di altri il patrimonio genetico dell'antico popolo.
    Qui si trova l' Antiquarium di Poggio Civitate: un Museo Etrusco dove sono esposti i reperti della necropoli di Poggio Aguzzo e soprattuttodel palazzo principesco di Poggio Civitate, un ritrovamento unico nel panorama etrusco, oggetto di una campagna di scavo ancora in corso. Nell'area archeologica non si vede granché (gli scavi vengono subito ricoperti) ma è attraversata da un interessante percorso didattico. Inoltre, ai margini del parcheggio di Murlo, c'é la ricostruzione di forni metallurgici etruschi perfettamente funzionanti.

    Grotti è un gruppo di case di sommità, tornato alla ribalta nel 2014 con il ritrovamento fortuito di un elmo etrusco in bronzo e poco dopo della sepoltura di quello che è stato soprannominato il Guerriero di Grotti, contenente ceramiche e khiathoi: il tutto sarà musealizzato all' Antiquarium di Poggio Civitate. Già si conosceva, nei pressi del paese, la piccola necropoli di Grotti, con tombe ipogee anche dotate di dromos di accesso, immerse nel bosco e individuabili con un pò di difficoltà vista l'assenza di cartellonistica, mentre i corredi sono stati depredati durante gli scavi effettuati attorno al 1970, eccetto pochi reperti esposti al Museo Archeologico di Siena.

Etruschi della Val d'Ombrone

    Ad est di Siena, nell'area che comprende le Crete Senesi e si spinge alle prime propaggini del Chianti, vi sono diverse aree archeologiche legate all'Ombrone, un fiume che nell'antichità era completamente navigabile e collegava la costa tirrenica con le zone interne fino alla valle dell'Arno.
    Percorrendo strade panoramiche di grande fascino, da Siena possiamo velocemente arrivare al Museo Civico di Asciano, che raccoglie i reperti etruschi rinvenuti nella zona.
    Un'ampia sezione è dedicata all'imponente tumulo del Molinello ed ai corredi delle sue 15 tombe a camera, datate dal 7° al 1° secolo a.C., testimonianza dell'egemonia della famiglia Marcni. Tra i reperti spicca il più antico coperchio di sarcofago bisomo in pietra rinvenuto nell'Etruria settentrionale.
    Importanti anche i reperti della vicina necropoli di Poggio Pinci, appartenente alla famiglia Hepni, datate tra il 5° e il 1° secolo a.C., con 9 sepolcri ed una suggestiva ricostruzione di una tomba (per visitare occorre prendere appuntamento telefonando al Comune di Asciano).
    Nel museo si possono anche ammirare i preziosi manufatti provenienti dalla tomba del Poggione (località Campi, Castelnuovo B.ga, nel Chianti), scavati nell'arenaria e rivestiti con il travertino di Rapolano: alla principessa etrusca appartenevano i raffinati avori e 64 rocchetti in bucchero, al principe le armi e le fiaschette da viaggio in bronzo e in bucchero.
    Nei pressi di Rapolano Terme sono visitabili i resti delle grandiose terme etrusco-romane di Campo Muri, localmente conosciuta come "Buca delle Fate".

Etruschi del Chianti

    A nord di Siena, un'escursione può portare nel Chianti, un territorio aspro e pietroso, ma strategicamente importante perchè percorso da importanti vie di comunicazione che collegavano Fiesole, Chiusi e Volterra, e quindi molto frequentato nell'antichità, come testimoniano i numerosi toponimi etruschi.
    La strada statale Chiantigiana, che si imbocca dall'uscita Siena Nord della superstrada, segue un antico tracciato etrusco, poi utilizzato dai Romani per collegare le città di Florentia e Saena Julia. Dopo 15 Km si arriva a Fonterutoli, dove sorgeva un insediamento etrusco: sulla destra del paese le indicazioni turistiche ci portano facilmente alla piccola ma ben conservata necropoli del Poggino, con 4 tombe a camera ed 1 tomba a cassone, costruite in lastre in pietra locale (alberese) o proveniente da Rapolano Terme (travertino).
    Si prosegue per Castellina in Chianti, dove si trova uno dei più importanti esempi dell'architettura etrusca: il famoso tumulo etrusco di Montecalvario, chiamato così perché sulla sommità c'era l'ultima stazione di una Via Crucis. Si tratta del monumento funebre di una famiglia principesca, con un diametro di 53 metri e 4 tombe a camera disposte in croce ed orientate secondo i punti cardinali (ingresso gratuito ore 9-19).
    L'acropoli, cioé la città dei vivi, è stata individuata sul Poggio di Salivolpi o di Saligolpe, detto anche Castellina Vecchia: si notano ancora i resti delle mura e del pozzo.
    Nel palazzo pretorio di Castellina in Chianti, il Museo Archeologico del Chianti raccoglie i reperti rinvenuti nella zona, tra i quali i resti del carro etrusco (una biga a due ruote) trovato nel tumulo di Montecalvario e restaurato nel 2014.
    Proseguendo verso Radda possiamo visitare l'area del villaggio di Poggio alle Croci e sopratutto del villaggio di Cetamura, dove sorgevano insediamenti fortificati che hanno recentemente resituito molti e importanti reperti, trovati sopratutto in due pozzi usati per offerte votive, tra cui 500 semi d'uva che testimoniano antiche vinificazioni. I luoghi sono panoramici e le tracce delle mura sono evidenti, anche se non consentono di ricostruire mentalmente la fisionomia del castelliere etrusco.

Etruschi della Valdelsa

    A Colle Val d'Elsa il Museo Cvico e Archeologico espone una riccca collezione di reperti rinvenuti nella zona ed il volto di una donna etrusca del 6° secolo a.C. (la ragazza delle Porciglia), ricostruita a partire dal teschio trovato nel 1996 con un orecchino in oro.
    Per quanto riguarda le escursioni, il luogo di spicco è la necropoli di Dometaia (ingresso gratuito): è dotata di custode e centro di accoglienza, e si compone di numerose tombe, molte delle quali illuminate ed accessibili con passerelle. Le tombe sono intatte nella loro struttura grazie alla solidità della roccia in cui sono state realizzate, e per questo trovate totalmente depredate, ma si può apprezzare lo stile e l'accuratezza nell'esecuzione, simile alle tombe monumentali rinvenute nelle zone più famose e pubblicizzate dell' Etruria, e la presenza di numerose scritte etrusche ancora da decifrare.
    Un altro luogo di cultura è il Museo Civico ed Archeologico di Casole d'Elsa, che raccoglie reperti della zona, compreso quelli della collezione dei marchesi Bargagli che, come era consuetudine, utilizzavano i reperti archeologici trovati nelle loro proprietà per arredare la loro sontuosa dimora.
    Poco fuori il paese c'era una necropoli, della quale rimangono due sepolcri accessibili al pubblico. Uno è la tomba dell'Agresto (detta Buca delle Fate, sentiero segnalato), rinvenuta nel 1910, con un dromos di accesso lungo quattro metri e due camere rettangolari separate da un semipilastro, mentre lo scavo ha restituito solo un frammentario piattello in vernice nera. Poco distante, sul poggio dove sorge la chiesa di S.Niccolò, c'è una tomba a camera trovata nel 1940 pressochè intatta, con dieci deposizioni di incinerati, una contenuta in un'urna e le altre in olle.
    Entrambi i musei espongono anche i reperti della necropoli in località Le Ville, ma le tombe sono state richiuse per la friabilità della roccia, tanto che al momento della scoperta avevano le volte crollate, ma proprio per questo, sebbene già violate, hanno restituito orificerie e una notevole quantità di frammenti che hanno permesso la ricostruzione di buccheri e ceramiche attiche a figure nere e rosse.

© Copyright 2020 Fabio Gori