I BOTTINI DI SIENA
la visita ad un sistema idraulico unico al mondo






Il fiume leggendario

    Diana è il leggendario fiume sotterraneo che i senesi hanno sempre cercato.
    Questo deriva dall'importanza che l'acqua ha sempre avuto per questa città sorta su tre colline, in una posizione certamente salubre e difendibile dagli attacchi nemici, ma che rendeva difficile l'approvigionamento idrico: infatti i corsi d'acqua sono lontani (Merse, Elsa, Ombrone), oppure hanno una portata d'acqua molto scarsa per gran parte dell'anno (Arbia, Tressa, Staggia).
    Non a caso molte città (Firenze, Pisa, Roma, Torino, Parigi, Londra, ecc.) sono sorte sulle rive di un grande fiume. Questo serviva ad assicurare l'acqua non solo per bere ed abbeverare gli animali, ma anche per macinare il grano, per lavorare le pelli e la lana, ed anche per spegnere gli incendi che, nell'antichità, erano molto frequenti.
    Da qui la necessità per Siena di costruire i bottini: gallerie scavate nella sabbia, quasi tutti percorribili a piedi, che raccolgono le infiltrazioni delle acque piovane delle colline circostanti e la trasportano alle decine di fontane pubbliche sparse per la città.




L'acquedotto medievale

    Quando si passeggia per le vie di Siena e si ammirano le fonti medievali, è difficile immaginare che sono alimentate da una rete di 25 Km di gallerie, ancora oggi funzionanti e che hanno rappresentato l'unica fonte di acqua potabile fino alla prima guerra mondiale.
    Questa tecnica di approvvigionamento idrico non ha uguali nel mondo. Certo, le gallerie drenanti sono utilizzate da millenni in Medio Oriente e nel Nord Africa, dove sono chiamate con nomi diversi: khettara in Marocco, foggara nelle oasi sahariane ed in Siria, falaj in Arabia, qanât in Iraq ed in Iran, karîz in Afganistan.
    In Europa sono utilizzate fin dai tempi degli Etruschi e dei Romani, ed esempi simili si trovano anche a Tarquinia, Veio, Caere, ed in alcuni piccoli borghi della provincia di Siena.
    Solo a Siena, però, sono associate ad uno sviluppo urbano, ed hanno consentito di costruire una delle città medievali più ricche e popolose d'Europa.




Dalle origini ad oggi

    Le prime testimonianze storiche di gallerie usate per l'approvvigionamento idrico di Siena risalgono al 394 d.C., ma i grandi lavori iniziarono nell'XI secolo per rispondere alle esigenze di una popolazione in espansione, talvolta utilizzando preesistenti fonti etrusche o romane.
    Quando si individuava la presenza di acqua, come una piccola sorgente, si iniziava a scavare una galleria che seguiva la vena d'acqua, risalendo con una lieve pendenza, tenendosi sempre tra i due strati geologici che formano le colline senesi: uno superiore di sabbia (chiamata impropriamente "tufo"), porosa e permeabile, che filtra l'acqua piovana, e l'altro sottostante, di argilla compatta ed impermeabile, che la trattiene. Sono le le sabbie e le argille sedimentate sul fondo di un antico mare.
    É un gioiello di ingegneria idraulica tre-quattrocentesca ancora oggi funzionante, tanto che sono state mantenute alcune utenze. Tuttavia, nei tratti più lontani dalle fonti, a 4-5 Km a nord della città, i bottini sono a rischio di interramento, a causa delle frane, della penetrazione di radici, dell'accumulo di calcare e di fango nel gorello.
    Questo sistema di approvvigionamento idrico richiede infatti una notevole manutenzione. Da diversi anni, però, l'Associazione La Diana opera per il recupero, la manutenzione e la valorizzazione di questo patrimonio, e fornisce le guide per la visita ai tratti aperti alle visite turistiche.




Alla scoperta dei bottini

    Alcuni tratti di questo straordinario mondo sotterraneo sono visitabili, ma bisogna avere la pazienza di prenotare con largo anticipo. La scelta è tra i bottini di Fonte Gaia, Fonte Nuova d'Ovile e Fonti di Pescaia, dove si può anche visitare il Museo dell'Acqua.
    Secondo la leggenda, i bottini sono abitati da homiccioli e fuggisoli, creature sotterranee che venivano avvistate dai "guerci", cioè dagli addetti alla manutenzione, che venivano pagati col vino. Gli homiccioli erano degli ometti innocui che ballavano in allegria, mentre i fuggisoli erano dispettosi ed apparivano come lampi di luce.
    Quello che di certo troviamo sono suggestive gallerie ad altezza d'uomo, scavati nella sabbia o rivestite con una volta di mattoni, che serviva ad evitare il crollo delle sabbie inumidite.
    L'acqua scorre in un piccolo canale (gorello), fatto di docci di terracotta. Nel tratto finale, prima di sfociare nella vasca della fonte, passa dalle vasche di decantazione (purgatori o galazzoni).
    Nei bottini possiamo anche incontrare delle targhe, con la quantità di dadi che poteva ricevere un certo utente: il dado era un forellino al centro di una piastra che sbarrava il canaletto di derivazione, e si potevano avere contratti per 1/2 dado, 1, 2, 3 dadi. Queste targhe risalgono all' ottocento, quando le famiglie più ricche, che avevano abitazioni vicine al percorso dei bottini, si allacciavano all'acquedotto ed avevano l'acqua "in casa", mentre il resto della popolazione doveva continuare a recarsi alla fonte pubblica. Queste sono le uniche modifiche che i bottini hanno subito da quando sono stati costruiti.




Siena, bottini delle fonti medievali
L'interno di un bottino senese, galleria drenante spesso percorribile a piedi che porta l'acqua alle fonti medievali



Fonti medievali di Siena, un bottino per l'approvvigionamento idrico
Alcuni tratti dei bottini senesi sono visitabili previa prenotazione



Bottini di Siena, le vasche di decantazione
Vasche di decantazione nel bottino di Fonte Gaia



Bottini di Siena, il bottino di fontanella, con la volta a capanna
Il bottino di Fontanella, l'unico con la volta a capanna, di probabile origine etrusca



Bottini di Siena, le incrostazioni di calcare
Incrostazioni di calcare in un bottino nel sottosuolo di Siena



Siena. I dadi e la distribuzione dell'acqua nei bottini senesi
Una targa ottocentesca indica l'utente e la quantità di "dadi" (bottino di Fonte Gaia)



Visita guidata ai bottini

QUANDO
    Primavera ed autunno. La possibilità di effettuare la visita ai bottini dipende anche dal livello dell'acqua nei cunicoli.

ITINERARI DI VISITA
    Sono possibili tre facili itinerari:
    1. Bottino maestro di Fonte Gaia (tratto Fonte Gaia-Fonte Giusta e viceversa): 1200 m;
    2. Bottino maestro di Fontenuova: 610 m.
    3. Bottino delle Fonti di Pescaia.

COSTI e MODULI DI PRENOTAZIONE
    - Museo dell'Acqua (presso le Fonti di Pescaia): € 5,55 modulo di prenotazione (pdf)
    - Museo dell'Acqua e bottino delle Fonti di Pescaia: € 9,38 modulo di prenotazione (pdf)
    - Bottino di Fonte Gaia oppure Bottino di Fonte Nuova: € 9,38 modulo di prenotazione (pdf)
    - Fonte delle Monache: gratis. Per le visite già programmate vedi Siena Eventi,
      oppure contattare l'Associazione La Diana info@ladianasiena.it, indicando il n. di partecipanti e un telefono
      (la visita viene effettuata solo se viene organizzato un gruppo).

REGOLAMENTO
    Per visitare i bottini e/o il museo occorre effettuare una richiesta scritta con un preavviso di almeno 15 giorni, indicando la data e la motivazione della visita.
    La richiesta viene esaminata ed accolta a giudizio insindacabile dell'Amministrazione. Una volta ottenuto il consenso, occorre effettuare il versamento del corrispettivo al Comune di Siena.
    L'eventuale utilizzo di una macchina fotografica o cinepresa dovrà essere esplicitamente autorizzato dal Sindaco in specifica autorizzazione.
    L'Amministrazione Comunale si riserva la facoltà di poter revocare in ogni momento e senza preavviso l'autorizzazione alla visita per motivi di ordine pubblico, di esigenze sopravvenute o per la tutela dei visitatori stessi.

ABBIGLIAMENTO
    Tutti i partecipanti dovranno dotarsi di torcia elettrica e calzature impermeabili (per il Bottino di Fonte Nuova sempre consigliabili gli stivali di gomma, per il Bottino di fonte Gaia solo in caso di acqua alta).




                                         Aggiornato febbraio 2012. Le regole ed i costi indicati possono aver subito variazioni


Agriturismo La Torretta
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Strada di Sant'Apollinare 6, 53100 Siena
tel 0577-39.21.66
Testi: © Copyright 2007-2011 Fabio Gori
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