COLLE VAL D' ELSA,
   le cristallerie ed il cristallo




Il borgo medievale

Un cristallo di Colle Val d'Elsa. Il museo del cristallo ha promosso la riproduzione di una serie di esemplari della Bichierografia, un'opera del 1600 in 4 volumi del pittore romano Giovanni Maggi, in cui dà ampio sofggio della sua capacità creativa, immaginando forme di ogni tipo, eleganti o bizzarre: un banco di prova per i vetrai colligiani e le cristallerie colligiane

    A 20 minuti dall'agriturismo La Torretta, Colle Val d'Elsa è un piccolo borgo medievale arroccato su una collinetta che domina la valle dell'Elsa, a testimonianza dell'antico conflitto con le vicine città di San Gimignano, Poggibonsi e Monteriggioni , alle quali era collegata da quella straordinaria via di comunicazione che fu la Via Francigena.
    A Colle Val d'Elsa, oltre al pittoresco centro storico, è da visitare il Museo del Cristallo ed i laboratori dove viene fabbricato e decorato il cristallo secondo l'antica tradizione. Ed in autunno la fiera del cristallo offre la possibilità di vedere da vicino come si fabbrica il vetro, a cui si riferiscono le foto.



A Colle Val d' Elsa il 98% del cristallo italiano

Maestro vetraio di Colle Val d'Elsa. Come si lavora in una cristalleria per ottenere il cristallo o  vetro cristallo

   Oggi a Colle Val d'Elsa si produce il 98% del cristallo italiano ed il 14% di quello mondiale, ma la storia parte da lontano. Si hanno notizie della lavorazione del vetro fin dal secolo XIV: la 52° gabella, che risale al 1406, impone una tassa di 15 lire annue ai fabbricanti di bicchieri di Colle.
   Già a quei tempi la produzione vetraria aveva raggiunto un grado di perfezione tale da imporsi in un raggio molto vasto, ma la concorrenza con altri Stati si fece ben presto sentire. Così, nel 1577, il Granduca di Toscana vietò il vetro straniero: è evidente che si voleva proteggere le vetrerie Colligiane, le uniche presenti all'epoca nei domini fiorentini.
   La moderna industria del vetro colligiano nasce però agli inizi dell'800, quando alcuni francesi della famiglia Mathis, originaria dell'Alsazia-Lorena, comprano a Colle Val'Elsa una parte dell'antico convento degli Agostiniani e fondano una modesta vetreria. La posizione era favorevole: i terreni della zona fornivano i minerali necessari alla produzione del vetro (terreni sabbiosi, bario e manganese), mentre al posto del potassio veniva adoperata la cenere ricavata dalla combustione del legname dei ricchi boschi della zona. Il marmo della vicina Montagnola Senese consentiva poi di ottenere un prodotto lucente e pregiato. La manodopera specializzata proveniva dalla Francia, in cambio di vitto, alloggio ed una elevata paga quotidiana.
Maestro vetraio di Colle Val d'Elsa. Come si lavora in una cristalleria per ottenere il cristallo o  vetro cristallo    I Mathis però falliscono e l'industria vetraria viene rilevata verso la metà dell' '800 dal tedesco Giovan Battista Schmidt, maestro nella produzione del vetro, ed in pochi anni i prodotti colligiani diventano famosi in tutto il mondo; il suo principale merito fu però quello di aver istruito maestranze locali.
   Con la morte di Schmid l'industria decade, per ritorvare splendore agli inizi del secolo scorso con un'unica grande vetreria sotto la guida del colligiano Modesto Boschi, nata nel 1920. Seguì il declino e la chiusura, ma dal disgregamento di questa grande industria sorgono diverse cristallerie grazie all'intraprendenza e allo spirito di iniziativa di alcuni colligiani che avevano lavorato in quella fabbrica. Nel 1946 viene prodotto il primo "cristallino" (14-15% di piombo), e nel 1963 il "cristallo" vero e proprio (minimo 24% di piombo).



La differenza tra vetro e cristallo

La produzione del cristallo a Colle Val d'Elsa: la molitura e l'incisione effettuate dai maestri vetrai colligiani. Museo del Cristallo di Colle Val d'Elsa.

    Nel corso dei secoli, il nome cristallo è stato dato a quegli oggetti di vetro che più assomigliavano alla trasparenza del cristallo di rocca, una pietra ornamentale che veniva intagliata per fabbricare bicchieri, calici, lampadari, ecc.
    Il vetro, inizialmente, era verdastro o brunastro, a causa delle impurità presenti nelle materie prime, e quando fu trovato il modo di renderlo trasparente, ecco che fu chiamato "cristallo" (oggi "vetro comune").
    Poi il nome cristallo fu riservato ad un vetro ancora più trasparente e brillante, ottenuto in Boemia grazie ad una variazione della composizione dell'impasto (oggi "vetro di Boemia"). Ancora oggi i vetri Boemi rimangono tra i migliori al mondo: la loro fama e bellezza sono dovute soprattutto alle decorazioni ricavate per incisione.
    Più recentemente è stato scoperto che l'aggiunta di ossido di piombo aumentava la densità del materiale e di conseguenza la rifrazione della luce e l'effetto di brillantezza, avvicinando il vetro alle proprietà ottiche del diamante. Oggi, per legge, si può chiamare Cristallo o Vetro Cristallo solo il vetro che contiene almeno il 24% di piombo in peso. Se il piombo supera il 30%, può essere chiamato Cristallo Superiore.
    Ma un'aggiunta così elevata di Ossido di Piombo conferirebbe al vetro una tonalità giallastra: qui entra in gioco la vera arte dei maestri vetrai e dei chimici specializzati, che correggono la composizione del vetro per renderlo trasparente.



Il Museo del Cristallo, unico in Italia

L'ingresso al Museo del Cristallo di Colle Val d'Elsa, accanto al rudere della ciminiera della prima vetreria colligiana, la vetreria Boschi.
Foto a cura dell'Agriturismo La Torretta di Siena.

    Colle Val d'Elsa ospita l'unico museo in Italia dedicato al cristallo, nato sul luogo della gloriosa vetreria Boschi. Al centro di una piazza, lastricata di travertino, troviamo il rudere della vecchia ciminiera ed una struttura in vetro e acciaio, che come la punta di un iceberg preannuncia l'ingresso al museo sotterraneo. Per visitare il museo, infatti, bisogna scendere, e questo esalta la sensazione di immergersi nel passato, ma al tempo stesso il lucernario non fa perdere il contatto con la luce naturale. Ci troviamo così in un ambiente curioso, fra travature che evocano le strutture dell'archeologia industriale e veniciature argentate che ancor oggi si usano nelle fabbriche del cristallo, fino a ritrovare le fondamenta della vecchia ciminiera. L'interno del Museo del Cristallo di Colle Val d'Elsa, una moderna struttura sotterranea che crea un ponte col passato. Nella foto una delle curiose composizioni di cristallo che si incontra nello spazio espositivo.
Foto a cura dell'Agriturismo La Torretta di Siena.
    In questo spazio sotterraneo sono esposti 150 pezzi di straordinaria bellezza che illustrano il percorso dell'industria vetraria colligiana, a cominciare da rari reperti risalenti al medioevo fino all'avvento del design, in un susseguirsi di forme, trasparenze e colori. Non mancano gli attrezzi del vetraio, le materie prime con cui si fabbrica il vetro, le foto d'epoca, la riproduzione a grandezza naturale di un forno visto in sezione, il tutto accompagnato da semplici e brevi spiegazioni, fino ad arrivare alla suggestiva "foresta di crisallo" con i suoi giochi di luce.


ORARIO
Invernale (dal 1° novembre alla settimana antecedente quella di Pasqua):
   da martedì a venerdì 15-19; sabato e domenica 10-12 e 15-19
Estivo (dalla settimana antecedente a quella di Pasqua al 31 ottobre):
   tutti i giorni, escluso lunedì, 10-12 e 16-19.30
Tel. 0577-924135



La produzione del cristallo

Il Museo del Cristallo a Colle Val d'Elsa: cristalli colorati.
Escursioni da Siena, foto a cura dell' Agriturismo La Torretta Il Museo del Cristallo a Colle Val d'Elsa: cristalli colorati.
Escursioni da Siena, foto a cura dell' Agriturismo La Torretta
    La produzione del vetro consiste essenzialmente in tre fasi: la la fusione delle materie prime in una fornace, la soffiatura della pasta incandescente per ottenere l'oggetto di cristallo ed infine l'eventuale molatura e incisione di motivi decorativi.
    Per ottenere il cristallo si devono fondere assieme, oltre al piombo:
- il vetrificante (l'ingrediente di base, rappresentato da sabbia silicea),
- i fondenti (aiutano i vetrificanti a fondere a temperature più basse e quindi più facilmente raggiungibili, come carbonato di sodio e carbonato di potassio),
- gli stabilizzanti (evitano che il vetro finito si sciolga o si frantumi, come ossido di zinco o ossido di minio),
- gli affinanti (omogeinizzano la massa, evitando la formazione di bollicine nell'impasto, come l'antimonio),
- i coloranti (come ferro, zolfo, rame, sagno, ecc) e/o decoloranti (come il biossido di manganese, che serve a compensare il colore verdastro o brunasto dovuto alle impurità).
    Esitono decine di migliaia di composti di vetro diversi, a seconda delle esigenze, e nuovi composti vengono ideati in continuazione.

AZIENDE PRODUTTRICI DI CRISTALLO
Arnolfo di Cambio, visitabile 9.30-12, tel 0577-928279
Calp, non visitabile, tel. 0577-910111
CCA di Aiazzi & C, visita con prenotazione 10-12
Colle Cristallo, visita 9.30-12.30, showroom 8.30-12 14-17.30, tel 0577-909711
Duccio di Segna, visita 9.30-12.30, tel 0577-929656
Vilca, visita 9.30-12.30, show room 8.30-12 14-17.30, tel 0577-929188.

LABORATORI DI MOLATORI E INCISORI
Bandinelli Giuliano, visita 10.30-13 15-20, tel 0577-931879
Belli Mario, visita con prenotazione 9-13 15-20, tel 0577-920784
Cigni Boreno, visita con prenotazione, tel 0577-920326
Le Moleria Gelli, visita con prenotazione, tel 0577-920163
Cristallerie Loreno Grassini, visita 9.30-13, tel 0577-924168
Cucini Franco, visita con prenotazione 8-13 14.30-20, tel 0577-931890
Emmeci di Leoncini Franco, visita con prenotazione 8-13 14.30-20, tel 0577-929216
Laic, visita 10.30-13 16-19.30, tel 0577-920678
Ser-Cristall, showroom 8-12 14-17.30, tel 0577-928756.

Le escursioni dall'AGRITURISMO LA TORRETTA

   Azienda agricola biologica       A 3 Km da Siena

Strada S.Apollinare, 6     53100 Siena     tel. 0577 39.21.66      fax. 0577 39.41.84      la.torretta@libero.it


      HOME        il posto        locali e tariffe        prodotti        dintorni        eventi