MONTERIGGIONI
Il borgo fortificato
Monteriggioni è senza dubbio uno dei più famosi
borghi fortificati italiani.
Si trova tra Siena e
Colle Val d'Elsa, ai piedi della
Montagnola Senese: per raggiungerla dall' agriturismo
La Torretta bastano 10 minuti di superstrada.
L' immagine del castello di Monteriggioni è molto suggestiva, perché appare come
una corona, per le sue mura costellate da 14 torri. Ancora più imponente e maestoso
dovette apparire a Dante Alighieri, che lo ricorda nella Divina Commedia :
però che come in su la cerchia tonda
Monteriggioni di torri si corona,
così ['n] la proda che 'l pozzo circonda
torreggiavan di mezza la persona
li orribili giganti, cui minaccia
Giove del cielo ancora quando tona
(Dante - Inferno canto XXXI, 40-45)
Monteriggioni, per la sua fama e bellezza, ha una naturale vocazione turistica,
tanto che ogni anno viene visitato da 70.000 turisti: il primo ospite illustre è stato
lo stesso Dante Alighieri, tra quelli più recenti ricordiamo Tony Blair e Ted Kennedy.
Un castello inespugnabile
Monteriggioni è un antico insediamento,
prima etrusco e poi romano, e nel XI secolo rappresentò una tappa importante della
Via Francigena
. Fu però Siena a toglierla al Vescovo di
Volterra
ed a trasformarla tra il 1213 ed il 1219 in un imponente borgo
fortificato a protezione del confine con la nemica Firenze, che in quel periodo stava
espandendo il suo territorio.
Con la sua posizione ideale e la sua struttura difensiva, garantì
per oltre trecento anni la libertà della repubblica senese, resistendo a tutti gli assedi
e cadendo solo per tradimento nel 1554, quando il capitano della guarnigione si accordò
segretamente con i fiorentini e consegnò la fortezza all'esercito fiorentino senza combattere.
Il giro delle mura di Monteriggioni
Le cinta muraria ha una lunghezza di 570 metri ed uno spessore
di circa 2 metri, ed è possibile percorrerla tutta attorno, accanto agli olivi
(lato sud) e ad un boschetto (lato nord).
Le torri avevano la dimensione di 6 x 4 metri e si elevavano per 15 metri sopra la
cinta muraria. Erano fornite sia di merlature quadrate sia di bertesche, strutture
di legno che sporgevano dal filo delle mura nei punti di maggiore impegno difensivo.
Il castello, inoltre, era circondato da un fossato riempito di carbone, che veniva
incendiato durante gli assalti.
Le uniche modifiche al suo aspetto avvennero nei primi anni del XVI secolo:
per cercare di adattarsi alle nuove armi da fuoco, furono abbassate le torri
e fu accumulata della terra alla base delle mura per concedere il minor fronte possibile al tiro nemico.
Visita al borgo
Il borgo che vediamo oggi è fondamentalmente autentico,
perché non è stato oggetto di speculazioni edilizie e turistiche.
Nella sua progettazione si cercò di limitare al massimo le porte, i punti
deboli per eccellenza, affidando i collegamenti con l'esterno ad un solo
asse stradale di attraversamento da est a ovest.
Ecco le porte del castello sono solo due: una a levante, che guarda verso Siena,
detta Porta Romea o Franca; l'altra a ponente, che guarda verso Firenze,
diametralmente opposta alla prima, detta Porta S. Giovanni o Fiorentina".
Gli storici hanno pareri contrastanti sulla presenza del ponte levatoio, mentre è
documentata la presenza delle saracinesche, che venivano sollevate con catene e
un sistema di carrucole.
Le due porte presentano ancora oggi i segni dei cardini e delle buche
usate per le stanghe di chiusura. Inoltre la porta San Giovanni è dotata di un'altra struttura difensiva,
il cosiddetto rivellino, anteposta alla porta principale.
La festa medievale
Monteriggioni di torri si corona
è la festa medievale che si svolge tutti gli anni verso la metà di Luglio.
In quei giorni sembra di essere tornati indietro nel tempo, a metà del 1200,
quando Monteriggioni era non solo un castello con una guarnigione, ma anche un borgo
dove si svolgeva la vita di tutti i giorni. Per l'occasione gli abitanti si vestono
con abiti d'epoca ed interpretano un personaggio:
i soldati controllano la porta di ingresso, gli appestati girano per il paese chiedendo
l'elemosina, i frati copiano i manoscritti, i mercanti espongono le mercanzie nelle
bancarelle, i cantastorie ed i saltimbanchi danno spettacolo, gli artigiani mostrano
il loro antico mestiere: c'è il maniscalco, il fabbro, l' intagliatore. Nel castello
si possono ammirare vere e proprie officine o laboratori, come la zecca delle monete,
il mulino ad acqua o la bottega dove si produceva la carta.
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