IL CHIANTI
Il Chianti ed i chiantigiani
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Chi dice Chianti dice vino, e vino di quello buono. Ma il Chianti è soprattutto una terra meravigliosa,
dove trascorrere una piacevole giornata, centellinando l'itinerario come si deve fare con il suo vino.
Il Chianti geografico, che inizia ufficialmente a 10 Km dall'Agriturismo La Torretta,
è una bella zona collinare tra 250 e 800 metri s.l.m., con pendenze anche notevoli e rocce affioranti, e ricoperta
in gran parte da boschi: lo testimonia anche l'antico nome latino del territorio, clangor (rumore), a ricordare il frastuono delle battute di caccia.
Tra questi boschi si aprono i vigneti del Chianti Classico, quasi una monocultura, oltre a testimonianze etrusche, alcuni castelli
(tra cui il Castello di Brolio, l'unico aperto al pubblico), pievi e certose isolate, piccoli paesi medievali, due stupendi parchi-giardino, oltre ad
alcune curiose particolarità come l'unica cipresseta a rinnovazione naturale ed i resti di bagni termali.
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Etruschi nel Chianti
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Il Chianti fu abitato fin dai tempi degli Etruschi e dei Romani, e le numerose testimonianze
sono in gran parte custodite nel Museo Archeologico Nazionale
(Siena) e nel Museo Archeologico del Chianti (Castellina in Chianti).
L'elemento di spicco è il grande tumulo che si trova poco fuori l'abitato di Castellina in Chianti,
oltre a insediamenti (Salingolpe, Poggio La Croce presso Radda) e necropoli (Fonterutoli, sulla strada tra Siena e Castellina).
Alle tombe etrusche è forse legato il ritrovamento casuale, avvenuto alla fine del secolo scorso da parte di un
orafo forentino in vacanza, di diverse pagliuzze d'oro nel torrente Pesa, conservate al bar di Lucarelli (Radda). All'epoca si scatenò una
caccia all'oro, ma è probabile che il rirovamento sia da collegare ad un corredo funebre etrusco, in quanto la natura geologica del Chianti
porta ad escludere la presenza di oro autoctono.
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I castelli del Chianti
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In epoca medievale il Chianti fu terra di briganti e di battaglie tra Siena e Firenze: per questo
il Chianti è terra di castelli, che si trasformarono in fattorie quando i tempi si fecero più tranquilli.
Tra tutti primeggia l'imponente Castello di Brolio, l'unico aperto ai visitatori
(dal 27 marzo al 30 ottobre, tutti i giorni escluso lunedì, vietato ai cani).
Con 5 € si accede solo al giro degli spalti, dai quale si ha comunque una splendida vista su Siena,
ed è compresa la degustazione di un tipo di vino a scelta nella sottostante cantina (ore 10-19). Con 3 € in più
si usufruisce di una visita guidata della bella Collezione Ricasoli, sistemata in una delle torri del castello:
armi medievali, arredi ottocenteschi, vecchi attrezzi di cantina e fossili della zona (tour di mezz'ora 10.30-12.30
e 14.30-17.30). É anche possibile la visita alle cantine, con prenotazione obbligatoria (http://www.ricasoli.it/Visite/; da marzo a novembre; tour castello+cantine ore 10.30 (lun-mer-ven-sab-dom), ore 15 (tutti
i giorni), ore 17 (solo lunedì e venerdì); tour castello+cantina+vigneti ore 10.30 (solo martedì e giovedì).
Il Castello ebbe un ruolo strategico nella disputa tra Siena e Firenze, restando quasi sempre in mano a Firenze,
ed il suo nome è legato al Barone Bettino Ricasoli, detto "Il Barone di Ferro", fondatore del vino Chianti, presidente del governo provvisorio della Toscana
e successore di Cavour. La leggenda lo vuole attaccato alla vita e ai suoi possedimenti che non ha voluto lasciare,
per cui continua ad aggirarsi nella notte, coperto da un mantello nero, sopra un cavallo bianco, correndo al galoppo e poi dissolvendosi in un muro.
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Le chiese, le pievi e le certose
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Nella distesa boscosa interrotta solo dalle vigne, improvvisamente appaiono stupende architetture in pietra di borghi,
ville e case coloniche, purtroppo avvicinabili solo se hanno un punto vendita di vino ed olio, ma che rendono piacevole qualsiasi itinerario.
Sono il risultato della rinascita agraria della Toscana della fine del '700, quando ogni fattoria divise le sue terre
in poderi, ognuno dei quali fu affidato ad una famiglia contadina, capace di gestirlo con una certa autonomia (mezzadria).
Inoltre incontriamo certose, pievi e chiese isolate, queste invece visitabili, anche se con limitazioni: segnaliamo la
Certosa di Pontignano,
la Pieve di Spaltenna (presso Gaiole), la Pieve a Pacina con la sua torre circolare (Castelnuovo B.ga) e la Chiesa di San Giusto in Salcio (Radda).
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Radda in Chianti
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É il più grazioso centro abitato del chianti senese. Si trova in posizione panoramica, sulla sommità
di una collina che divide la valle del Pesa e quella dell'Arbia.
Radda mostra ancora porzioni della cinta muraria fortificata, il palazzo pretorio ricoperto da stemmi dei vari
podestà e la curiosa ghiacciaia granducale (o ghiacciaia del granduca), un edificio cilindrico e parzialmente interrato, oggi adibito a negozio
con ingresso libero. In inverno, la neve veniva imagazzinata e compattata, e nelle notti d'estate il ghiaccio veniva tagliato in blocchi
ed inviato alla ghiacciaia di Firenze (una piramide nel Parco delle Cascine), da dove ogni mattina partivano i carretti per venderlo per le
vie della città, quando ancora non esistevano i frigoriferi. Mercato il 4° lunedì del mese.
Nel vicino paese di Montevertine, il Piccolo Museo del Chianti raccoglie oggetti della vita domestica e della produzione agricola ed
artigiana del mondo rurale chiantigiano (il museo è privato e visitabile su richiesta: 0577-738009).
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Castellina in Chianti
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É un grazioso paese sorto su un colle che domina le vallate circostanti,
di origine etrusca: quattro tombe disposte a croce, risalenti al VII secolo a.C., si trovano ai margini del centro
abitato e sono conosciute con il nome di tumulo di Montecalvario, purtroppo assediato su un lato da recenti villette
a schera costruite proprio a ridosso della zona archeologica (ingresso gratuito ore 9-19).
Il centro abitato conserva l'aspetto medievale, con tanto di rocca e cassero merlato, ed il Museo Archeologico del Chianti Senese (orario: dal 1° aprile al 31 ottobre, tutti i giorni,
ore 11-19; dal 1° novembre al 31 marzo, sabato e domenica, ed anche 8 Dicembre, 1 e 6 Gennaio, ore 11-17; costo ingresso: € 5 intero, € 3 ridotto).
Il paese ospita diversi negozi di prodotti alimentari ed artigianali locali.
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Gaiole in Chianti
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Si trova in posizione centrale del Chianti, nel fondovalle dell'Arbia, e per questo è stata sede di un antico mercato.
Ha poche testimonianze storiche, e l'unico angolo piacevole è l'ampia piazza del paese, centro della vita cittadina.
Nel territorio si segnala la suggestiva passeggiata per le strade di Vertine, un antico borgo che si trova a 2 km da Gaiole, con la pianta
ellittica, la cinta muraria e le caratteristiche abitazioni medievali, giunto a noi quasi intatto. Mercato il 2° lunedì del mese.
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Castelnuovo Berardenga
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É nato attorno alla villa Chigi-Saracini,
una villa storica circondata da un giardino all'italiana, con una serie di statue dedicate ai grandi musicisti volute dal fondatore dell'
Accademia Musicale Chigiana di Siena
(orario: inverno, domenica e festivi: 10-17; estate: 10-20; ingresso libero).
Castelnuovo Berardenga ospita anche il Museo del Paesaggio, unico e innovativo: non la semplice esposizione di oggetti,
ma l'analisi di un'idea, quella appunto di "paesaggio", così come è vissuta dall'uomo nel suo rapporto col territorio circostante,
in particolare quello senese. (Orario: dal 1° novembre al 1° marzo: ore 10-13, chiuso lunedì; dal 1° aprile al 31 ottobre, da martedì a sabato: 10-13 e 15-18; domenica: 9-13. Costo: € 3,00 intero; 1,50 ridotto; 2,00 gruppi di oltre 10 persone.)
Uno stupendo panorama si può ammirare Torre dell'Orologio, unico resto delle mura difensive del paese trasformata nel settecento in torre civica (Orario: domenica e festivi, da aprile a settembre 9–12, da ottobre a marzo 10–13. Costo: € 2,00).
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Il Parco Sculture del Chianti
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Alla vecchia forace di Pievasciata, in un piacevole bosco di querce perccorso da un facile sentiero, 25 artisti di fama
internazionale hanno realizzato altrettante sculture d'arte contemporanea perfettamente inserite nell'ambiente: il
Parco Sculture del Chianti.
Ogni opera è site-specific, cioé è stata creata dopo che l'artista ha visitato il luogo:
questo rende totale il legame con l'ambiente circostante, le piante, i suoni, la luce, i colori ed ogni altro elemento della natura.
Molte opere, inoltre, sono interattive: si percorrono, si ascoltano oppure sono un punto di osservazione dal quale guardare il mondo circostante.
Orario: tutti i giorni, escluso lunedì, dalle 10.00 al tramonto, da novembre a marzo consigliato telefonare prima della visita 0577-357151.
Costi: 7,50 intero, 5 ridotto.
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Il Giardino del Chianti
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Il Giardino di Villa d'Arceno è un giardino storico, visitabile mercoledì su appuntamento telefondando
al 0577-359066, e situato a 30 Km dall'Agriturismo La Torretta.
Fu realizzato verso il 1833 su progetto dall'architetto Agostino Fantastici e concepito come luogo di delizie
destinato alla coltura dei fiori e delle piante di agrumi, ricco di boschetti d'alberi variatissimi, di canali, di laghetti, di fontane e piccoli templi.
Il parco è uno dei più importanti esempi di giardino paesaggistico, sviluppatosi in quegli anni a seguito alla diffusione
del giardino all'inglese e all'influenza del romanticismo. La folta vegetazione boschiva incornicia un lago artificiale e conserva piante rare
come la sequoia e la canfora, accanto a interessanti soluzioni di ingegneria idraulica: il lago è infatti alimentato dalle acque del fiume Ombrone
per tracimazioni successive di quattro laghetti, ed un canale artificiale lo collega alla "Casa delle Barche".
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Il gallo nero, simbolo del Chianti
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Il Gallo Nero in campo giallo-oro non è solo il simbolo del consorzio che tutela il vino Chianti Classico, ma
rappresenta la storia e la tradizione popolare del territorio chiantigiano.
Il gallo nero, infatti, fu dal 1384 il simbolo della Lega del Chianti, che nell'ambito dello stato fiorentino aveva
compiti amministrativi e di difesa militare nei confronti della rivale Siena, rappresentata secondo la leggenda da un gallo bianco.
Dopo che Siena cadde sotto il dominio fiorentino, la Lega estese i suoi compiti alla valorizzazione del Chianti,
e fu abolita dopo molti secoli di attività solo con l'introduzione dei Comuni.
Una curiosità: nel 1970 la Lega è stata rifondata per conservare e tramandare il patrimonio culturale e paesaggistico
chiantigiano. La manifestazione di spicco è il Capitolo Annuale, dove un corteo, con le insegne dell'antica Istituzione, si muove verso la Cattedrale, con indosso
il robone, la veste simbolo della Lega.
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Vino DOCG e olio d'oliva DOP
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Il prodotto tipico del Chianti geografico è il vino Chianti Classico DOCG: in questa zona, infatti, il vigneto è
diventato una monocoltura, che negli ultimi decenni ha sottratto spazi ai all'olivo, poco remunerativo anche se capace di dare un ottimo olio d'oliva extravergine. Esistono anche alcune coltivazioni di piante officinali, come quella tipica del giaggiolo.
Tra i tipi di uva che possono essere utilizzati per produrre il Chianti Classico prevale il Sangiovese (percentuale minima dell'80%),
il vitigno a bacca rossa tipico della zona. Insieme al Sangiovese possono essere presenti, in una percentuale massima del 20%, altri vitigni a bacca rossa
tra quelli autoctoni, come il Canaiolo e il Colorino, e quelli "internazionali", come il Cabernet Sauvignon e il Merlot.
Il Sangiovese è un'uva molto sensibile ai fattori esterni ed è davvero difficile individuare un altro vitigno
che sappia interpretare le caratteristiche dei diversi tipi di suolo e di microclimi presenti nel Chianti, ognuno capace di conferire al vino un
particolare aroma. Info: www.chianticlassico.com
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Agriturismo La Torretta
Strada di Sant'Apollinare 6, 53100 Siena tel 0577-39.21.66
© Copyright 2011 Fabio Gori
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