IL CHIANTI




Il chianti ed i chiantigiani

    Chi dice Chianti dice vino, e vino di quello buono. Ma il Chianti è soprattutto una terra meravigliosa, abitata da gente legata alle proprie origini ed orgogliosa delle sue radici, da percorrerete centellinando gli itinerari come si deve fare con il suo vino.
    Il Chianti geografico è situato al centro della Toscana, tra Siena e Firenze, una terra di agricoltori che inizia ufficialmente a 10 Km dall' Agriturismo La Torretta. E' una zona collinare che si eleva tra 250 e 800 metri s.l.m., con pendenze anche notevoli, e ricoperto in gran parte da boschi: lo testimonia anche l’antico nome latino del territorio, “clangor”, ovvero luogo di caccia, di canizza, mentre alcuni suoi borghi (Avane, Avenzano) hanno mantenuto l’origine dell’altro termine con il quale i romani indicavano il Chianti: “venando”, che significa “venatorio”.
    Il Chianti è una terra di antiche tradizioni, civilizzata in tempi remoti, prima dagli Etruschi e poi dai Romani. In epoca medievale fu terra di battaglie tra Siena e Firenze: in questi anni nacquero torri e castelli, badie e villaggi, che si trasformarono in ville e residenze quando i tempi si fecero più tranquilli. Fu allora che ai grandi boschi di querce e di castagno venne sottratto spazio per la coltivazione della vite e dell'olivo, che acquistò progressivamente importanza economica e fama internazionale.
    Al 1398 risale il primo documento notarile in cui il nome Chianti appare riferito al vino prodotto nella zona. A partire dal '700, con la rinascita agraria della Toscana, il Chianti fu interessato dalla conduzione mezzadrile, una diversa organizzazione del lavoro per cui ogni fattoria divise le sue terre in poderi affidandoli ad una famiglia contadina, la quale godeva di una certa autonomia gestionale: a questo periodo risalgono gran parte delle case coloniche ancor oggi esistenti, dei veri gioielli di architettura rurale. Nel dopoguerra ci fu l'abbandono, e negli anni '70 la rinascita, segnata sopratutto dalla presenza di inglesi (tanto che il Chianti fu chiamato Chiantishire), con un aumento vertiginoso del valore degli immobili e l'affermazione del vino Chianti sulle tavole di tutto il mondo.



Il Gallo Nero, simbolo del Chianti

Il Gallo Nero, simbolo del Chianti e del suo vino

    Il Gallo Nero in campo giallo-oro non è solo il simbolo del consorzio che tutela il vino Chianti Classico, ma rappresenta la storia e la tradizione popolare: la sua vicenda segnò infatti l'unità politica dell'intero territorio chiantigiano. La leggenda risale al Medioevo, quando le repubbliche di Firenze e di Siena si combattevano aspramente per contendersi questo territorio. Per porre fine alle contese e stabilire un confine definitivo, venne adottato un sistema curioso: si decise di far partire dai capoluoghi due cavalieri e di fissare il confine nel loro punto d' incontro. La partenza doveva avvenire all' alba e il segnale d' avvio sarebbe stato il canto del gallo, decisione in linea con i costumi dell'epoca, che vedevano i ritmi quotidiani scanditi dai tempi della natura. Nei preparativi dell' evento risultò perciò decisiva la scelta del gallo, più di quella del destriero e del cavaliere. I senesi ne scelsero uno bianco, mentre i fiorentini optarono per quello nero, che tennero chiuso per molti giorni in una piccola stia completamente al buio e dandogli pochissimo cibo, tanto da ridurlo in uno stato di esasperazione. Così il giorno della partenza, non appena fu tolto dalla stia, cominciò a cantare anche se l' alba era ancora lontana e consentì all' alfiere di Firenze di partire con grande vantaggio. I due cavalieri si incontrarono a Fonterutoli, a soli 12 Km da Siena: fu così che quasi tutto il Chianti passò sotto il controllo della repubblica fiorentina, molto tempo prima della caduta di Siena stessa. Il gallo nero divenne anche il simbolo della lega del Chianti che, all' interno dello stato fiorentino, aveva compiti amministrativi e di difesa militare. Dato il suo significato politico, fu raffigurato dal Vasari nel Salone del Cinquecento, nel Palazzo Vecchio in Firenze.



La Lega del Chianti

    Il primo statuto della Lega del Chianti risale al lontano 1384. Erano anni in cui il mondo era in fermento: Inghilterra e Francia perpetravano la loro secolare guerra, il papato subiva forse i suoi anni più bui, relegato nella sua dorata prigionia avignonese. Anche Siena e Firenze erano lotta tra loro: e Firenze, malgrado una sostanziale costante egemonia, occuperà definitivamente Siena solo nel 1555. Per secoli il Chianti fu una terra di mezzo: le carattetistiche del territorio - aspro e coperto di boschi - lo rendeva instabile e insicuro, teatro di scontri, dove spesso si combatteva per una striscia di terra, ed i confini fluttuavano come le onde del mare.
    Firenze, per consolidare la sua egemonia, tentò di pacificare la zona. Già dal Duecento era solita amministrare il contado dividendolo in leghe: ecco che nel 1384 venne scritto il primo statuto della Lega del Chianti che, per la sua vastità, fu ripartito in terzieri (e, a loro volta, in pivieri). Questa istituzione era una sorta di comunità autonoma di difesa, supervisionata dalla Repubblica fiorentina, ebbe sede a Radda e scelse come simbolo un Gallo Nero su sfondo dorato.
    Dopo che la situazione ai confini si fu parzialmente ristabilita, la Lega estese il suo operato, intervenendo su tutti gli aspetti della valorizzazione del Chianti, fra cui le pratiche colturali per la vite, vanto e orgoglio della cultura chiantigiana. E, sebbene dopo settecento anni il granduca Pietro Leopoldo introdusse i comuni e segnò la fine delle leghe, un gruppo di persone, l'ha rifondata nel 1970 e ripreso le gesta, per conservare e tramandare l’immenso patrimonio culturale, storico e paesaggistico chiantigiano. Il barone Giovanni Ricasoli – Firidolfi (la sua famiglia forse più di ogni altra è memoria e storia di questa terra) ne è, dal 4 ottobre 1998, Capitano Generale.
    “Prometto di dare un senso religioso alla mia vita, di mantenermi vicino alla natura, di proteggere e valorizzare la “Terra del Chianti” nel rispetto dell’uomo e del Creato, di guardarmi intorno con ottimismo e con amore e di compiere azioni che la mia coscienza giudichi come un atto di amore per il mio prossimo”, giurano gli adepti al Capitano Generale, durante il Capitolo Annuale, la splendida e solenne cerimonia di ingresso, che si svolge ogni anno alternativamente fra Firenze e Siena.




I paesi del Chianti

    Il Chianti Classico comprende per intero i comuni di Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti e Radda in Chianti, ed in parte quelli di Castelnuovo Berardenga, Poggibonsi, Barberino Val d'Elsa, San Casciano e Tavarnelle Val di Pesa: sono tutti paesi dal glorioso passato, di cui conservano importanti testimonianze storiche e artistiche.
    CASTELLINA IN CHIANTI. Si trova in un’affascinante posizione sul colle che domina la Val d’ Elsa, la Val d’ Arbia e la Val di Pesa. Ha antiche origini etrusche: quattro tombe etrusche, risalenti al VII secolo a.C., si trovano ai margini del centro abitato e sono conosciute con il nome di tumulo di Montecalvario: discussa è però stata la recente realizzazione di villette a schera proprio a ridosso della zona archeologica. Il centro abitato conserva l’aspetto quattrocentesco, di cui è testimonianza la rocca con il cassero merlato, che ospita l’“Esposizione dei reperti etruschi” (aperto nei giorni feriali dalle 9 alle 13).
    RADDA IN CHIANTI. E' il più grazioso centro abitato del chianti senese. Si trova in posizione panoramica, sulla sommità di una collina che divide la valle del Pesa e quella dell' Arbia. La cittadina mostra ancora parti della cinta muraria fortificata di origine medievale e la ghiacciaia: è un edificio in pietra di forma circolare, parzialmente interrato, dove in inverno veniva raccolta e compattata la neve, e nelle notti d'estate il ghiaccio veniva tagliato in blocchi ed inviato alla ghiacciaia di Firenze (una piramide nel Parco delle Cascine), da dove ogni mattina partivano i carretti per venderlo per le vie della città, quando ancora non esistevano i frigoriferi. A Montevertine il Museo del Chianti raccoglie oggetti della vita domestica e della produzione agricola ed artigiana del mondo rurale chiantigiano (il museo è privato e visitabile su richiesta: 0577 738009).
    GAIOLE IN CHIANTI. Si trova in posizione centrale del Chianti, nel fondovalle dell' Arbia, e per questo è stata sede di un antico mercato. Nel territorio si segnala la suggestiva passeggiata per le strade di Vertine, un antico borgo che si trova a soli 2 km da Gaiole, con la pianta ellittica, la cinta muraria e le caratteristiche abitazioni medievali. Da visitare anche la Pieve di Santa Maria a Spaltenna e la Badia di Coltibuono.




I Castelli del Chianti: il Castello di Brolio

    Tra i castelli del Chianti primeggia quello di Brolio, che sorge al centro del Chianti senese. E' di origine longobarda, ma di questo antico fortilizio non rimane nessuna traccia. Il suo ruolo cominciò ad essere importante a partire dal XII secolo, quando vi si insediò la potente famiglia dei Baroni Ricasoli da Cacchiano, ai quali ancora oggi appartiene. La sua posizione strategica per il controllo della zona del Chianti pose il castello di Brolio al centro delle molte guerre di frontiera tra Firenze e Siena dal XIII al XVI secolo.
    Il castello di Brolio fu quasi sempre in mano a Firenze, ma nel 1472 ci fu una temporanea occupazione senese. Bastò questo per iniziare una grandiosa opera di potenziamento della roccaforte, tanto che Brolio diventà una delle prime fortezze bastionate italiane. Non è certo, ma sembra che l'architetto responsabile dell' opera sia stato Giuliano da Sangallo, che affinerà in seguito la sua arte fortificatoria al servizio dei Medici fino a progettare la Fortezza Imperiale a Poggibonsi. Pur essendo privato, il castello è visitabile, ad eccezione del palazzo: è possibile compiere l'intero giro degli spalti, dai quali si hanno splendide viste sul Chianti.



I Giardini del Chianti: il Giardino di Villa Arceno

    Il Giardino di Villa Arceno è un giardino storico, visitabile mercoledì su appuntamento telefondando al 0577-359066. Fu realizzato verso il 1833 su progetto dall'architetto Agostino Fantastici e concepito come luogo di delizie destinato alla coltura dei fiori e delle piante di agrumi, ricco di boschetti d'alberi variatissimi, di canali, di laghetti, di fontane e piccoli templi.
    Il parco è uno dei più importanti esempi di giardino paesaggistico, sviluppatosi in quegli anni in seguito alla diffusione del giardino all'inglese e all'influenza del romanticismo. La folta vegetazione boschiva incornicia un lago artificiale e conserva piante rare come la sequoia e la canfora, accanto a interessanti soluzioni di ingegneria idraulica: il lago è infatti alimentato dalle acque del fiume Ombrone per tracimazioni successive da quattro laghetti, ed un canale artificiale lo collega alla "Casa delle Barche".



I Musei del Chianti: il museo del Paesaggio

    Castelnuovo Berardenga deve il suo nome al succedersi dei padroni del luogo: da Ardengo di Berardo, al figlio Berardo di Ardengo e così via. Questo paese ospita un museo unico e innovativo: non la semplice esposizione di oggetti, ma l'analisi di un'idea, quella appunto di "paesaggio", così come è vissuta dall'uomo, nel suo rapporto col territorio circostante, in particolare quello senese. Telefono 0577-355500. Orario: dal 1° novembre al 1° marzo: 10.00-13.00 (chiuso lunedì); dal 1° aprile al 31 ottobre, da martedì a sabato: 10.00-13.00 e 15.00-18.00; domenica: 9.00-13.00 Costo: € 3,00 intero; € 1,50 ridotto; € 2,00 gruppi di oltre 10 persone.



Le escursioni dall'AGRITURISMO LA TORRETTA

   Azienda agricola biologica       A 3 Km da Siena

Strada S.Apollinare, 6     53100 Siena     tel. 0577 39.21.66      fax. 0577 39.41.84      la.torretta@libero.it


      HOME        il posto        locali e tariffe        prodotti        dintorni        eventi