I SOFFIONI DI LARDERELLO

   La risorsa geotermica
   ed il museo della geotermia




L'area geotermica di Larderello

Le torri di raffreddamento di una vecchia centrale geotermoelettrica nell'area geotermica di Larderello. Escursioni da Siena, Agriturismo La Torretta     La zona dista circa un'ora di auto dall'agriturismo La Torretta ed è particolarmente affascinante per le attività di sfruttamento della risorsa geotermica, che permette di ottenere energia elettrica con un impatto ambientale notevolmente inferiore rispetto ad altre fonti.
    Così, accanto alle manifestazioni naturali ancora osservabili come le putizze ed i lagoni, il territorio è contraddistinto dall'intrico dei vapordotti che imbrigliano il vapore sprigionato dai soffioni e lo convogliano verso le centrali geotermoelettriche, dove viene utilizzato per far girare le gigantesche dinamo e poi rilasciato in atmosfera con le torri di raffreddamento, conferendo alla zona una suggestione indimenticabile. Da non mancare la visita al Museo della Geotermia di Larderello, testimonianza di una esperienza unica al mondo.



Una risorsa rinnovabile

    Quale è il principio? Saprete che più si scende verso il centro del pianeta, più la temperatura aumenta: in media, 3° centigradi ogni 100 m di profondità. Poi, in Toscana, c'è una forte anomalia, per cui a 5 Km di profondità si arriva già a 200° centigradi: caso unico in Italia, e tra i pochi casi al mondo. Le acque che raggiungono quella profondità si riscaldano fino ad essere vaporizzate, ed questi vapori risalgono grazie alle fenditure degli strati rocciosi e poi, attraverso trivellazioni, vengono portati in superficie e immessi in tubazioni, chiamate vapordotti, per essere convogliati verso la centrale geotermoelettrica, dove la solita turbina produce energia elettrica. Insomma, quel vapore che in una centrale termoelettrica viene prodotto bruciando metano, petrolio o carbone, in Toscana è già pronto.



I Soffioni

    I soffioni boraciferi di Larderello sono fluidi che fuoriescono dal terreno da spaccature naturali o perforazioni artificiali. I fluidi sono costituiti per il 95% da vapore acqueo ed acqua, e per la parte restante da anidride carbonica, idrogeno solforato (a cui si deve il leggero odore di uovo marcio), metano ed altre sostanze tra cui sali di boro.
    Le emissioni possono raggiungere una temperatura di 130°-160° ed una pressione compresa tra 4 e 14 atmosfere. Per esempio, il 27 marzo 1931 un sondaggio riuscì a raggiungere il serbatoio geotermico erogando circa 220 tonnellate/ora di vapore: il soffione, denominato Soffionissimo, rappresentò un fenomeno talmente grandioso da far ritenere che non fosse possibile imbrigliarlo.



I Lagoni

    Il lagone è un'emissione di acqua calda dal sottosuolo, che si raccoglie in un lago naturale. Normalmente non raggiunge grandi dimensioni ed è caratterizzato dalla presenza di elevate quantità di sali minerali, in particolare sali di boro.
    I fenomeni naturali sono quasi scomparsi a causa delle recenti attività estrattive, ma il Targioni Tozzetti (1768-1779, vol. IV, pagg. 16-17) riporta un'efficace e suggestiva descrizione della zona di Travale (Radicondoli):
   "vedonsi in mezzo al bosco due Lagoni, o Bulicani, chiamati i Lagoncelli di Travale i quali si fanno ben distinguere anche dalla cima del poggio dove era io, per il fetore, per il fummo bianco che tramandano, e per il gran romore che fa l'acqua bollendo, particolarmente quando il giorno dopo vuol piovere (...)"



Le Putizze

Una putizza nell'area geotermica di Larderello. Altre manifestazioni sono i soffioni ed i lagoni.
Escursioni da Siena, Agriturismo La Torretta

   La putizza è un'area priva di vegetazione a causa dell’elevata temperatura del sottosuolo e dalla presenza di piccoli soffioni, detti bulicami o fumacchi, che danno origine a panorami suggestivi che ricordano paesaggi lunari.
    L' elevata temperatura ed il suolo acido svolgono un' azione fortemente selettiva nei confronti della vegetazione: in queste aree, il brugo (Calluna vulgaris) è l'unica pianta che riesce a colonizzare il terreno.








Dal boro all' energia elettrica

I vapordotti confluiscono verso una moderna centrale geotermoelettrica nell' area geotermica di Larderello per la produzione di energia geotermica a basso impatto ambientale, caratterizzata da torri di raffreddamento di altezza più contenuta.
Escursioni da Siena, Agriturismo La Torretta    Queste manifestazioni geotermiche sono state utilizzate fin dall'antichità per estrarre utili materiali: nel 1540, lo studioso senese Vannoccio Biringuccio, nella sua opera "Del vetriolo et sua miniera" ci parla dei giacimenti di vetriolo dei Lagoni di Travale e, descrivendo queste manifestazioni afferma che "...l'acque che surgono (...) son tutte putride terrestri et grosse, qual bullente con gran fumo e qual senza, che certo in assai luochi dove ne (é) quantità grande paiono effetti infernali". Il vetriolo verde, detto anche romano o marziale, non è altro che solfato ferroso idrato, mentre il vetriolo azzurro, detto di Cipro, è solfato di rame, da sempre utilizzato in agricoltura come antiparassitario.
   Ma la storia di Larderello inizia con l'acido borico: veniva importato dal lontano Tibet quando è stato scoperto nelle acque che gorgogliano nella zona. Così il francese Francesco De Larderel iniziò ai primi dell'800 una fiorente attività chimica e costruì un complesso industriale che prenderà poi il nome di Larderello. Ma per far evaporare l'acqua dei lagoni e ricavare l'acido borico occorreva energia: prima utilizzò la legna, e dopo aver disboscato la zona, pensò di utilizzare il vapore degli stessi lagoni. Così coprì i lagoni con una cupola di muratura per imbrigliare il vapore e portarlo verso gli edifici dove avveniva l'estrazione del boro.
   Fu però il principe Piero Conti Ginori, direttore generale delle fabbriche, ad utilizzare il vapore per produrre energia elettrica: nel 1904 accese le prime 5 lampadine, e già nel 1905 riforniva di energia la fabbrica ed il paese di Larderello.
   Nel dopogerra l'importanza dell'acido borico venne meno, e così i soffioni vennero utilizzati con l'unico e nobile scopo di produrre energia elettrica: oggi l'energia geotermica copre circa un terzo del fabbisogno energetico della Toscana.



Il Museo della Geotermia di Larderello

La ricostruzione di un lagone coperto esposta al museo della geotermia di Larderello.
Escursioni da Siena, Agriturismo La Torretta

    Il Museo (ingresso libero), che attira 60mila visitatori all'anno, è stato fondato alla fine degli anni '50 e ripercorre la storia dell' energia geotermica in tutti i suoi aspetti: la ricerca, la perforazione, i sistemi di utilizzazione del fluido geotermico per produzione di energia, ricorrendo all'ausilio di attrezzature originali e di plastici.




Il lagone coperto

   Nell'area museale è possibile vedere il rudere di un piccolo lagone coperto, costruito nel 1875. Nella parte superiore un tubo raccoglieva il vapore che andava ad alimentare i sistemi di riscaldamento degli edifici dove avveniva l'evaporazione dell'acqua tratta dallo stesso lagone, per ottenere i sali di boro.



Il Soffione Turistico

    Si tratta di un soffione dimostrativo, perforato nel 1956  fino alla profondità di 740 metri. La portata è di circa 15 tonnellate di vapore all'ora, a fronte dei soffioni più grossi che si aggirano attorno alle 350 tonnellate/ora. Si tratta di un piccolo soffione, ma quando viene aperto si forma un'altissima colonna di vapore e le orecchie sono assordate da un sibilo di 150 decibel, facendo rimanere affascinati di fronte alla potenza della natura ed all'energia che si nasconde nel sottosuolo.



Piazza Leopolda

La Chiesa di Larderello, progettata dall' architetto Giovanni Michelucci, ricorda una torre di raffreddamento.
Escursioni da Siena, Agriturismo La Torretta

    Era ed è il centro dello stabilimento: uffici, abitazioni e chiesa si affacciano su questa piazza dedicata al Granduca Leopoldo II°, che proseguì la politica di valorizzazione dell'industria boracifera.
    Le attività di Larderello sono state sempre accompagnate da un grande problema sociale: quello di far affluire il personale necessario (e le loro famiglie) in un luogo desolato, inospitale, poco popolato, senza alternative economiche e lontano dalle principali vie di comunicazione.
    Già nel 1849 lo stesso De Larderel, nel suo Regolamento Generale delle attività produttive, prevedeva il farmacista, il medico, il cappellano, lo spaccio, le scuole, l'assistenza alle vedove.
    Lo stesso problema si ripropone alla fine degli anni '50, quando l'area geotermica partecipa al boom economico, con un incremento delle attività e del personale: così l'architetto Giovanni Michelucci riceve l'incarico di trasformare l'insediamento industriale di Larderello in un piccolo centro urbano. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: abbondante verde urbano, la graziosa chiesa parrocchiale, il teatro ed il centro sportivo.



L'impatto ambientale

    E' assurdo parlare di impatto ambientale di una fonte rinnovabile, sopratutto se confrontata con l'inquinamento prodotto dalle altre fonti energetiche e che stanno causando cambiamenti climatici, un problema che a livello scientifico è noto da 20 anni (ci sono delle relazioni di un'apposita Commisione ONU), che è stato smentito a lungo da molti scienziati (perché pagati dalle lobby del petrolio, come ha detto, finalmente, Barak Obama) e che oggi i potenti del mondo continuano a non affrontare.
    Un grosso problema i soffioni l'hanno però creato: molti anni fa i vapordotti erano rivestiti di amianto, e sono decine i casi di asbestosi del personale che era addetto alla manutenzione. In generale, problema dell'amianto è enorme, perché è ancora ovunque: solo in Italia causa 3000 morti all'anno, e la punta è prevista nel 2020.
    Qualche piccolo problema viene dall'emissione in atmosfera del vapor d'acqua: le strade sono più soggette al gelo che altrove, e mette in difficoltà l' Abete bianco del Monte Amiata, residuo dell'ultima glaciazione. Poi, nei vapori c'è l'idrogeno solforato, ed è accaduto che quando qualcosa non ha funzionato negli impianti di filtraggio, la popolazione è stata colpita da affezioni respiratorie.
    Poi l'impatto paesaggistico: se i vapordotti sono ormai parte integrante del paesaggio di Larderello, qualche protesta è stata sollevata da chi vive nelle zone limitrofe, dove è in atto l'espansione dell'attività di ricerca e sfruttamento.



Orario visite Museo della Geotermia
Mesi invernali: Lunedì-Venerdì 8-17; Sabato 9-18; chiuso Domenica
Mesi estivi:       Lunedì-Venerdì 9-18; Sabato e Domenica: 10-19
tel. 0588-67724



Testi e foto tratti per concessione dell'autore (di famiglia) da
un articolo pubblicato sulla rivista "Il Punto"



Le escursioni dall'AGRITURISMO LA TORRETTA

   Azienda agricola biologica       A 3 Km da Siena

Strada S.Apollinare, 6     53100 Siena     tel. 0577 39.21.66      fax. 0577 39.41.84      la.torretta@libero.it


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