I SOFFIONI DI LARDERELLO
La risorsa geotermica ed il museo della geotermia
L'area geotermica di Larderello
L'area geotermica di Larderello dista meno di un'ora di auto dall'agriturismo La Torretta ed è particolarmente
affascinante per le attività di sfruttamento della risorsa geotermica, una fonte di energia rinnovabile ed a basso
impatto ambientale, che soddisfa un quarto del fabbisogno energetico della regione Toscana.
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![]() Le torri di raffreddamento di una vecchia centrale geotermoelettrica nell'area geotermica di Larderello |
I Soffioni
I soffioni boraciferi di Larderello sono fluidi che fuoriescono dal terreno da spaccature naturali o perforazioni artificiali.
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![]() Il soffione dimostrativo, nei pressi del Museo della Geotermia |
I Lagoni
Il lagone è un'emissione di acqua calda dal sottosuolo, che si raccoglie in un lago naturale. Normalmente
non raggiunge grandi dimensioni ed è caratterizzato dalla presenza di elevate quantità di sali minerali, in particolare sali di boro.
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![]() Larderello, un lagone coperto. Disegno esposto al Museo della Geotermia |
Le putizze
La putizza è un'area priva di vegetazione a causa dell'elevata temperatura del sottosuolo
e dalla presenza di piccoli soffioni, detti bulicami o fumacchi, che danno origine a panorami suggestivi che ricordano
paesaggi lunari. |
![]() Una putizza nell'area geotermica di Larderello |
Dal boro all' energia elettrica
Queste manifestazioni geotermiche sono state utilizzate fin dall'antichità
per estrarre utili materiali: nel 1540, lo studioso senese Vannoccio Biringuccio, nella sua opera
"Del vetriolo et sua miniera" ci parla dei giacimenti di vetriolo dei Lagoni di Travale e, descrivendo
queste manifestazioni afferma che "...l'acque che surgono (...) son tutte putride terrestri et grosse,
qual bullente con gran fumo e qual senza, che certo in assai luochi dove ne (è) quantità grande
paiono effetti infernali". Il vetriolo verde, detto anche romano o marziale, non è altro che
solfato ferroso idrato, mentre il vetriolo azzurro, detto di Cipro, è solfato di rame, da sempre
utilizzato in agricoltura come antiparassitario.
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![]() Area geotermica di Larderello: i vapordotti portano i fluidi verso una moderna centrale geotermoelettrica ![]() Castelnuovo Val di Cecina è il centro abitato più importante |
Il Museo della Geotermia
Il museoIl Museo, che attira 60mila visitatori all'anno, è stato fondato alla fine degli anni '50 e ripercorre la storia dell' energia geotermica in tutti i suoi aspetti: la ricerca, la perforazione, i sistemi di utilizzazione del fluido geotermico per produzione di energia, ricorrendo all'ausilio di attrezzature originali e di plastici.Il lagone copertoNell'area museale è possibile vedere il rudere di un piccolo lagone coperto, costruito nel 1875. Nella parte superiore un tubo raccoglieva il vapore che andava ad alimentare i sistemi di riscaldamento degli edifici dove avveniva l'evaporazione dell'acqua tratta dallo stesso lagone, per ottenere i sali di boro.Il soffione turisticoSi tratta di un soffione dimostrativo, perforato nel 1956 fino alla profondità di 740 metri. Quando viene aperto si libera un'altissima colonna di vapore con un assordante sibilo di 150 decibel, facendo rimanere affascinati di fronte alla potenza della natura ed all'energia che si nasconde nel sottosuolo. Basti pensare che la portata di questo soffione è di sole 15 tonnellate di vapore all'ora, mentre i soffioni più grossi che si aggirano attorno alle 350 tonnellate all'ora.Orario visite (ingresso libero)Mesi invernali:
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![]() La residenza di Larderel, padre dell'industria dei soffioni boraciferi ![]() Larderello, Museo della Geotermia: il modellino di una torre di raffreddamento |
L'esperimento urbanistico
Le attività geotermiche sono state sempre accompagnate da un grande problema sociale: quello di
far affluire il personale necessario (e le loro famiglie) in un luogo desolato, inospitale, poco popolato, senza
alternative economiche e lontano dalle principali vie di comunicazione.
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![]() La Chiesa di Larderello, progettata dall'architetto Giovanni Michelucci, ricorda una torre di raffreddamento |
© Copyright 1997 Fabio Gori








