I SOFFIONI DI LARDERELLO
La risorsa geotermica ed il museo della geotermia






L'area geotermica di Larderello

    L'area geotermica di Larderello dista meno di un'ora di auto dall'agriturismo La Torretta ed è particolarmente affascinante per le attività di sfruttamento della risorsa geotermica, una fonte di energia rinnovabile ed a basso impatto ambientale, che soddisfa un quarto del fabbisogno energetico della regione Toscana.
    Così, accanto alle manifestazioni naturali ancora osservabili come le putizze ed i lagoni, il territorio è caratterizzato dall'intreccio dei vapordotti che imbrigliano il vapore sprigionato dai soffioni e lo convogliano verso le centrali geotermoelettriche.
    Lo spettacolo è suggestivo: bianche colonne di vapore si sprigionano da fessure nel terreno, dai soffioni dismessi e dalle torri delle centrali geotermoelettriche, e la vallata assume un aspetto infernale, tanto che da secoli è chiamata "Valle del Diavolo".
    Da non mancare la visita al Museo della Geotermia di Larderello, testimonianza di una esperienza unica al mondo.
    Oltre a Larderello, un'altra area geotermica nei dintorni di Siena è quella legata al cosiddetto "Graben di Siena", il cui sfruttamento non appare oggi conveniente ma che determina interessanti fenomeni termali, tra cui Rapolano Terme, Bagno Vignoni e Bagni di Petriolo.

Larderello, area geotermica, torri di raffreddamento.
Escursioni da Siena, Agriturismo La Torretta
Le torri di raffreddamento di una vecchia centrale geotermoelettrica nell'area geotermica di Larderello



I Soffioni

    I soffioni boraciferi di Larderello sono fluidi che fuoriescono dal terreno da spaccature naturali o perforazioni artificiali.
    I fluidi sono costituiti per il 95% da vapore acqueo, e per la parte restante da anidride carbonica, idrogeno solforato (a cui si deve il leggero odore di uovo marcio), metano ed altre sostanze, tra cui sali di boro.
    Le emissioni possono raggiungere una temperatura di 130°-160° ed una pressione compresa tra 4 e 14 atmosfere.
    Per esempio, il 27 marzo 1931 un sondaggio riuscì a raggiungere il serbatoio geotermico erogando circa 220 tonnellate/ora di vapore: il soffione, denominato Soffionissimo, rappresentò un fenomeno talmente grandioso da far ritenere che non fosse possibile imbrigliarlo.

Larderello, soffione dimostrativo
Il soffione dimostrativo, nei pressi del Museo della Geotermia



I Lagoni

    Il lagone è un'emissione di acqua calda dal sottosuolo, che si raccoglie in un lago naturale. Normalmente non raggiunge grandi dimensioni ed è caratterizzato dalla presenza di elevate quantità di sali minerali, in particolare sali di boro.
    Il Targioni Tozzetti (1768-1779, vol. IV, pagg. 16-17) riporta un'efficace e suggestiva descrizione della zona di Travale (Radicondoli):
   "vedonsi in mezzo al bosco due Lagoni, o Bulicani, chiamati i Lagoncelli di Travale i quali si fanno ben distinguere anche dalla cima del poggio dove era io, per il fetore, per il fummo bianco che tramandano, e per il gran romore che fa l'acqua bollendo, particolarmente quando il giorno dopo vuol piovere (...)".

Lagone coperto
Larderello, un lagone coperto. Disegno esposto al Museo della Geotermia



Le putizze

    La putizza è un'area priva di vegetazione a causa dell'elevata temperatura del sottosuolo e dalla presenza di piccoli soffioni, detti bulicami o fumacchi, che danno origine a panorami suggestivi che ricordano paesaggi lunari.
    L' elevata temperatura ed il suolo acido svolgono un' azione fortemente selettiva nei confronti della vegetazione: in queste aree, il brugo (Calluna vulgaris) è l'unica pianta che riesce a colonizzare il terreno.

Larderello, una putizza
Una putizza nell'area geotermica di Larderello



Dal boro all' energia elettrica

    Queste manifestazioni geotermiche sono state utilizzate fin dall'antichità per estrarre utili materiali: nel 1540, lo studioso senese Vannoccio Biringuccio, nella sua opera "Del vetriolo et sua miniera" ci parla dei giacimenti di vetriolo dei Lagoni di Travale e, descrivendo queste manifestazioni afferma che "...l'acque che surgono (...) son tutte putride terrestri et grosse, qual bullente con gran fumo e qual senza, che certo in assai luochi dove ne (è) quantità grande paiono effetti infernali". Il vetriolo verde, detto anche romano o marziale, non è altro che solfato ferroso idrato, mentre il vetriolo azzurro, detto di Cipro, è solfato di rame, da sempre utilizzato in agricoltura come antiparassitario.
    Ma la storia di Larderello inizia con l'acido borico: veniva importato dal lontano Tibet quando è stato scoperto nelle acque che gorgogliano nella zona. Così il francese Francesco De Larderel iniziò ai primi dell'800 una fiorente attività chimica e costruì un complesso industriale che prenderà poi il nome di Larderello. Ma per far evaporare l'acqua dei lagoni e ricavare l'acido borico occorreva energia: prima utilizzò la legna, e dopo aver disboscato la zona, pensò di utilizzare il vapore degli stessi lagoni. Così coprì i lagoni con una cupola di muratura per imbrigliare il vapore e portarlo verso gli edifici dove avveniva l'estrazione del boro.
    Fu però il principe Piero Conti Ginori, marito di una delle nipoti del Larderel, poi diventato direttore generale delle fabbriche, ad utilizzare il vapore per produrre energia elettrica: nel 1904 accese le prime 5 lampadine e già nel 1905 riforniva di energia la fabbrica ed il paese di Larderello.
    Nel dopoguerra l'importanza dell'acido borico venne meno, e così i soffioni vennero utilizzati con l'unico e nobile scopo di produrre energia elettrica.

Vapordotti e centrale geotermoelettrica, area geotermica di Larderello. Escursioni da Siena, Agriturismo La Torretta
Area geotermica di Larderello: i vapordotti portano i fluidi verso una moderna centrale geotermoelettrica



Castelnuovo Val di Cecina
Castelnuovo Val di Cecina è il centro abitato più importante



Il Museo della Geotermia

Il museo

   Il Museo, che attira 60mila visitatori all'anno, è stato fondato alla fine degli anni '50 e ripercorre la storia dell' energia geotermica in tutti i suoi aspetti: la ricerca, la perforazione, i sistemi di utilizzazione del fluido geotermico per produzione di energia, ricorrendo all'ausilio di attrezzature originali e di plastici.



Il lagone coperto

    Nell'area museale è possibile vedere il rudere di un piccolo lagone coperto, costruito nel 1875. Nella parte superiore un tubo raccoglieva il vapore che andava ad alimentare i sistemi di riscaldamento degli edifici dove avveniva l'evaporazione dell'acqua tratta dallo stesso lagone, per ottenere i sali di boro.



Il soffione turistico

    Si tratta di un soffione dimostrativo, perforato nel 1956 fino alla profondità di 740 metri. Quando viene aperto si libera un'altissima colonna di vapore con un assordante sibilo di 150 decibel, facendo rimanere affascinati di fronte alla potenza della natura ed all'energia che si nasconde nel sottosuolo. Basti pensare che la portata di questo soffione è di sole 15 tonnellate di vapore all'ora, mentre i soffioni più grossi che si aggirano attorno alle 350 tonnellate all'ora.



Orario visite (ingresso libero)

Mesi invernali:
    Lun-Ven 8-17; Sabato 9-18; chiuso Domenica
Mesi estivi:
    Lun-Ven 9-18; Sabato e Domenica: 10-19

Larderello
La residenza di Larderel, padre dell'industria dei soffioni boraciferi



Larderello, Museo della Geotermia
Larderello, Museo della Geotermia:
il modellino di una torre di raffreddamento



L'esperimento urbanistico

    Le attività geotermiche sono state sempre accompagnate da un grande problema sociale: quello di far affluire il personale necessario (e le loro famiglie) in un luogo desolato, inospitale, poco popolato, senza alternative economiche e lontano dalle principali vie di comunicazione.
    Già nel 1849 lo stesso De Larderel, nel suo Regolamento Generale delle attività produttive di Larderello, prevedeva il farmacista, il medico, il cappellano, lo spaccio, le scuole, l'assistenza alle vedove.
    Lo stesso problema si ripropone alla fine degli anni '50, quando l'area geotermica partecipa al boom economico, con un incremento delle attività e del personale: così l'architetto Giovanni Michelucci riceve l'incarico di trasformare l'insediamento industriale di Larderello in un piccolo centro urbano.
    Il risultato è sotto gli occhi di tutti: abbondante verde urbano, la graziosa chiesa parrocchiale, il teatro ed il centro sportivo.

Larderello, la Chiesa di Giovanni Michelucci
La Chiesa di Larderello, progettata dall'architetto Giovanni Michelucci, ricorda una torre di raffreddamento



Agriturismo La Torretta
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Strada di Sant'Apollinare 6, 53100 Siena
tel 0577-39.21.66

© Copyright 1997 Fabio Gori