IL CIPRESSO

Il significato del cipresso in Toscana

    Il cipresso è utilizzato da secoli sia in maestosi filari che come pianta isolata, che accompagnano colline, poderi e strade di campagna, creando scorci di straordinaria bellezza e diventando uno dei simboli della Toscana.
    E' arrivato in Toscana in tempi remoti, probabilmente per tramite degli etruschi, per i quali rappresentava un simbolo del collegamento tra mondo terreno e mondo celeste per via della sua chioma alta ed affusolata, ed è per questo che è immancabile nei cimiteri.
    Ma qual è il significato del cipresso in Toscana? Ben adattato alle condizioni ambientali della Toscana, ha sempre avuto un utilizzo molto pratico: in campagna serve per delineare strade, segnare confini oppure, date le altezze che può raggiungere, essere un punto di riferimento lungo i percorsi, occupando poco spazio. Come pianta decorativa è stato utilizzato soprattutto a partire dal Rinascimento, in quanto le linee verticali creavano un contrasto molto armonioso con le colline ondulate.
    Nelle foto ricordo del vostro soggiorno in Toscana non potrà quindi mancare un cipresso toscano sullo sfondo. <

I super Cipressi senesi

    Qualche decennio fa il cipresso è stato decimato da una malattia fungina incurabile, il Cancro del Cipresso, ma molti esemplari sono sopravvissuti fornendo materiale per ottenere piante resistenti.
    Tuttavia un paesaggio creato con un cipresso clonale è diverso da quello tradizionale, perché le piante sono tutte uguali, e questa sensazione di artificiosità è accentuata se usiamo il clone "Bolgheri", selezionato dal CNR di Firenze a partire da una pianta della campagna fiorentina, caratterizzato da una chioma eccessivamente affusolata.
    Per questo l'Amministrazione Provinciale di Siena, nel suo vivaio alla periferia della città, ha selezionato un gruppo di cloni con chiome di forma diversa (e mai eccessivamente affusolata) per cui, mescolando i diversi cloni, è possibile continuare ad avere il paesaggio tradizionale.

La cipresseta naturale di Sant'Agnese

    Esiste un solo luogo al mondo in cui il cipresso ha formato da secoli un bosco di oltre 200 ettari: è la Riserva Naturale del Bosco di Sant'Agnese, lungo la strada tra Poggibonsi e Castellina in Chianti.
    L'origine della cipresseta viene fatta risalire a circa dieci secoli fa e serviva a produrre il pregiato legname. Poi, particolari condizioni ambientali ed il regolare taglio delle specie concorrenti hanno fatto sì che questa cipresseta si è rinnovata spontaneamente.
    In alcune aree la cipresseta è in purezza, ma in genere si mescola con le specie della macchia mediterranea, mentre nelle aree con maggiore petrosità cresce su una vegetazione arbustiva (gariga) o erbacea (prateria).
    E' presente un parcheggio con area picnic e nei pressi c'è la Pieve di Sant'Agnese, costruita sui resti di uno dei numerosi castelli medievali del senese.