IL TESORO DI SANTA MARIA DELLA SCALA
Mostra permanente dal 4 marzo 2011
L'oro di Siena
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Il cosidetto tesoro di Santa Maria della Scala è un pregiatissimo gruppo di reliquie e reliquiari in oro, argento e pietre preziose, oltre a oreficerie,
miniature e tessuti pregiati, proveniente in prevalenza dal palazzo imperiale di Costantinopoli, acquistato dallo Spedale nel 1359 e da allora qui gelosamente custodito assieme alle leggende alle quali è legato.
Il tesoro fu acquistato tramite un mercante fiorentino, che a sua volta lo aveva comprato direttamente dall'imperatrice di Costantinopoli, erede di un grande patrimonio di relique
raccolte nel corso dei secoli. Il contratto, dopo lunghe trattative per verificare l'effettiva provenienza dal tesoro imperiale e determinare l'esorbitante prezzo di 3.000 fiorini d'oro,
venne steso sotto forma di donazione per aggirare il divieto di far commercio di cose sacre.
L'acquisto aumentò notevolmente il prestigio del Santa Maria della Scala, in quanto questi oggetti preziosi contenevano reliquie di Gesù, di Maria e di molti Santi e Beati. Il prestigio di una basilica o di un santuario dipendeva infatti dalll'importanza delle reliquie che possedeva, perchè attiravano pellegrini e viaggiatori.
Così, nei secoli successivi, le reliquie costantinopoliane furono arricchite da doni devozionali e da oggetti commissionati dallo stesso Santa Maria della Scala: orificerie gotiche, cofanetti, calici e reliquiari.
Il tesoro divenne la parte più nascosta e gelosamente custodita del patrimonio dell'Ospedale senese.
Esposto in una mostra temporanea negli anni Novanta, fece il giro dei più importanti musei del mondo, per trovare infine la sua definitiva collocazione in un ambiente recentemente ristrutturato nei Magazzini della Corticella dell'antico Spedale,
che ha conservato caratteri architettonici originari associati ad un sofisticato impianto di climatizzazione nascosto sotto il pavimento galleggiante in doghe di rovere.
Questi straordinari oggetti, di per sè preziosi, documentano i rapporti culturali tra Oriente e Occidente. Infatti lo stile si rifà per lo più alla tradizione bizantina,
che da Bisanzio (l'antica Costantinopoli), cerniera tra l'est e l'ovest dell'impero romano, impregnò profondamente la cultura italiana nel Medioevo.
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I preziosi reliquiari
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Uno stupendo reliquiario bizantino è quello rettangolare in oro con la Crocifissione in smalto cloisonnè, arricchito da undici pietre preziose, che originariamente erano ventidue.
Eseguito a Costantinopoli nel XII secolo, è citato nel documento di acquisto del 1359 come contenente reliquie di Cristo: peli della barba, sangue, frammenti della spugna, della canna e della lancia.
Un singolare cofanetto in argento fu invece realizzato nel Trecento con applicazioni di smalti, realizzati con varie tecniche (èmail de plique, smalto cloisonnè e
smalti traslucidi). Conteneva il balsamario col Sangue di Cristo e il reliquiario con il legno della copertura del Sepolcro di Cristo.
Un reliquiario in argento dorato è stato invece realizzato nel XIV secolo da un orafo senese a cui spetta la base con i piedini a forma di leone, assemblando parti di probabile provenienza oltralpina.
Contiene quella che venne considerata la reliquia più importante dell'ospedale: un chiodo integro utilizzato nella crocifissione, e per questo chiamato reliquiario del Sacro Chiodo della Croce.
Tra i reliquiari fatti eseguire ex-novo per contenere le reliquie acquistate nel 1359 vi sono i cosiddetti "reliquiari parlanti", in quanto nella loro forma esprimono il contenuto,
come avviene nei busti reliquiari di Santa Cristina, Sant'Antonio Abate e Santo Stefano. Splendido il busto reliquiario di Santa Cristina, dal grande volto carnoso realizzato nella prima metà del XV secolo
con una tecnica inventata dagli orafi senesi alla fine del Duecento, con una base in argento su cui veniva eseguita a bassissimo rilievo una figurazione, poi ricoperta completamente da smalti traslucidi di vari colori.
Due reliquiari a pisside, in cristallo di rocca ed argento sbalzato e cesellato, furono eseguiti da orafi senesi degli inizi del Seicento. Uno contiene le reliquie
dei santi Pietro, Paolo e Giovanni Elemosiniere, e conteneva il piccolo reliquiario bizantino di San Bartolomeo, l'altro conteneva il reliquiario bizantino della Vera Croce, che secondo la leggenda
fu trovato da Sant' Elena, madre dell'imperatore Costantino.
Due reliquiari ad ostensorio, costituiti da legno intagliato su cui è stata applicata una lamina di argento riccamente sbalzata e cesellata, sono stati probabilmente realizzati
alla fine del '600, quando Siena si stava affermando come il principale centro del barocco toscano: uno custodisce le reliquie di San Mercurio, Sant' Arete, San Giacinto e San Cosuto, l'altro un frammento
ritenuto appartenente alla pietra del Sepolcro di Cristo, le reliquie dei San Martino Papa e Cosma, e conteneva il tondo con lo smalto del Pantocrator.
Un reliquiario a urna, dalla linea scattante, già pienamente settecentesca, contiene alcune tra le più preziose e importanti reliquie dello Spedale,
quelle credute del velo, della cuffia e della cintola della Madonna, che secondo la leggenda fu raccolta e conservata da San Tommaso. É opera senese del XVIII secolo, in argento e legno dorato.
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L' Evangelario
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L'oggetto più importante e prezioso non riguarda le reliquie ma è un monumentale Evangelario, che rappresenta una delle testimonianze più importanti dell'arte bizantina arrivate fino a noi.
Si tratta di un libro liturgico formato da 319 fogli di pergamena, contenente le miniature dei quattro evangelisti e molte iniziali decorate con motivi vegetali e animali, eseguite a Costantinopoli alla fine dell'XI secolo.
I due piatti della copertura sono in argento dorato su anima di legno. Contengono 48 placchette in oro con smalti di provenienza diversa e di epoche differenti:
la maggior parte è smalto cloisonnè riferibile all'ambiente costantinopolitano del XII secolo, ma abbiamo anche email de plique, cioè smalto traslucido verde su oro (una tecnica francese usata soprattutto
durante il regno di Filippo il Bello, alla fine del XIII secolo), infine smalto traslucido su argento eseguito indubbiamente a Siena nella prima metà del XIV secolo.
La decorazione a racemi fu eseguita probabilmente a Venezia tra la fine del XIII secolo e l'inizio del XIV.
Insomma, un unico oggetto che racchiude una straordinaria rassegna delle raffinate tecniche orafe del Medioevo.
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L' ambiente espositivo
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L' unico appunto che si potrebbe fare a questa mostra è l'allestimento, che forse non riesce a far esprimere
a questi reliquari tutta la loro bellezza.
Nell'enorme ambiente ricavato nei suggestivi ex-magazzini dell'ospedale trecentesco, sono disseminati alcuni
espositori, con spiegazioni testuali molto brevi e poco esaurienti. Gli oggetti più piccoli sono stati posti molto vicini tra loro,
senza esaltarne le singole individualità.
Inoltre, l'illuminazione degli espositori è fornita da faretti di bassa intensità luminosa e di luce
fredda, che non esaltano lo splendore dell'oro e dell'argento, od i colori delle pietre preziose e degli smalti.
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Informazioni turistiche
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LUOGO
Complesso Museale di Santa Maria della Scala
Piazza del Duomo, Siena
ORARIO
tutti i giorni, compreso festivi
primavera-estate (dal 17 marzo al 15 ottobre)
ingresso ore 10.30 - 17.30
(visita fino alle 18.30).
autunno-inverno (dal 16 ottobre al 16 marzo)
ingresso ore 10.30 - 15.30
(visita fino alle 16.30).
COSTO INGRESSO
6,00 : intero (5,50 con prenotazione)
3,50 : ridotto: over 65, studenti, militari, invalidi (3,00 con prenotazione)
gratis: under 11, disabili e accompagnatori.
RECAPITI
Museo Santa Maria della Scala (Siena)
tel. 0577 / 224811 - 224835
fax. 0577 / 224829
infoscala@sms.comune.siena.it
www.santamariadellascala.com
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Agriturismo La Torretta
Strada di Sant'Apollinare 6, 53100 Siena tel 0577-39.21.66
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