IL TESORO DI SANTA MARIA DELLA SCALA


L'oro di Siena

    Il cosidetto tesoro di Santa Maria della Scala è un pregiatissimo gruppo di reliquie e reliquiari in oro, argento e pietre preziose, oltre a oreficerie, miniature e tessuti pregiati, acquistato nel 1359 dallo Spedale senese e proveniente in prevalenza dal palazzo imperiale di Costantinopoli, e da allora gelosamente custodito assieme alle leggende alle quali è legato.
    L'acquisto aumentò notevolmente il prestigio del Santa Maria della Scala, in quanto questi oggetti preziosi contenevano reliquie di Gesù, di Maria e di molti Santi e Beati. Il prestigio di una basilica o di un santuario dipendeva infatti dalll'importanza delle reliquie che possedeva, perchè attiravano pellegrini e viaggiatori. Così, nei secoli successivi, le reliquie furono arricchite da doni devozionali e da oggetti commissionati dallo stesso Santa Maria della Scala: orificerie gotiche, cofanetti, calici e reliquiari.
    Il tesoro divenne la parte più nascosta e gelosamente custodita del patrimonio dell'Ospedale senese ed oggi lo possiamo ammirare nella sua antica collocazione, la Sagrestia Vecchia, affrescata dal Vecchietta tra il 1444 ed il 1449.

I preziosi reliquiari

    Uno stupendo reliquiario bizantino è quello rettangolare in oro con la Crocifissione in smalto cloisonnè, arricchito da undici pietre preziose, che originariamente erano ventidue. Eseguito a Costantinopoli nel XII secolo, è citato nel documento di acquisto del 1359 come contenente reliquie di Cristo: peli della barba, sangue, frammenti della spugna, della canna e della lancia.
    Un singolare cofanetto in argento fu invece realizzato nel Trecento con applicazioni di smalti, realizzati con varie tecniche (èmail de plique, smalto cloisonnè e smalti traslucidi). Conteneva il balsamario col Sangue di Cristo e il reliquiario con il legno della copertura del Sepolcro di Cristo.
    Un reliquiario in argento dorato è stato invece realizzato nel XIV secolo da un orafo senese a cui spetta la base con i piedini a forma di leone, assemblando parti di probabile provenienza oltralpina. Contiene quella che venne considerata la reliquia più importante dell'ospedale: un chiodo integro utilizzato nella crocifissione, e per questo chiamato reliquiario del Sacro Chiodo della Croce.
    Tra i reliquiari fatti eseguire ex-novo per contenere le reliquie acquistate nel 1359 vi sono i cosiddetti "reliquiari parlanti", in quanto nella loro forma esprimono il contenuto, come avviene nei busti reliquiari di Santa Cristina, Sant'Antonio Abate e Santo Stefano. Splendido il busto reliquiario di Santa Cristina, dal grande volto carnoso realizzato nella prima metà del XV secolo con una tecnica inventata dagli orafi senesi alla fine del Duecento, con una base in argento su cui veniva eseguita a bassissimo rilievo una figurazione, poi ricoperta da smalti traslucidi di vari colori.
    Due reliquiari ad ostensorio, in legno intagliato su cui è stata applicata una lamina di argento riccamente sbalzata e cesellata, sono stati probabilmente realizzati alla fine del '600, quando Siena si stava affermando come il principale centro del barocco toscano: uno custodisce le reliquie di San Mercurio, Sant' Arete, San Giacinto e San Cosuto, l'altro un frammento ritenuto appartenente alla pietra del Sepolcro di Cristo.
    Un reliquiario a urna, dalla linea scattante, già pienamente settecentesca, contiene alcune tra le più preziose e importanti reliquie dello Spedale, quelle credute del velo, della cuffia e della cintola della Madonna, che secondo la leggenda fu raccolta e conservata da San Tommaso. É opera senese del XVIII secolo, in argento e legno dorato.

L' Evangelario

    L'oggetto più importante e prezioso del tesoro è un monumentale Evangelario, che rappresenta una delle testimonianze più importanti dell'arte bizantina arrivate fino a noi.
    E' un libro liturgico formato da 319 fogli di pergamena, contenente le miniature dei quattro evangelisti, e molte iniziali decorate con motivi vegetali e animali, eseguite a Costantinopoli alla fine dell'XI secolo.
    Le die copertinea sono in argento dorato su anima di legno, ricoperti da 48 placchette in oro con smalti di diverse epoche e provenienze: prevale lo smalto cloisonnè riferibile alla Costantinopoli del XII secolo, ma c'è anche l'email de plique, lo smalto traslucido su oro, molto usato in Francia alla fine del XIII secolo) e lo smalto traslucido su argento, eseguito a Siena nella prima metà del XIV secolo. La decorazione a racemi fu eseguita probabilmente a Venezia a cavallo del XIII-XIV secolo. Questo oggetto racchiude quindi una straordinaria rassegna delle raffinate tecniche orafe del Medioevo.

>
© Copyright 2011-2018 Fabio Gori