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POGGIBONSI


Il centro storico

    Poggibonsi è una città attiva e moderna. Anzi, è l'unica città industriale del senese, e quindi ha un carattere che si differenzia da quello di Siena e degli altri centri della provincia. Ma non bisogna dimenticare l'altra Poggibonsi, quella storica e culturale.
    Il centro storico, con le sue case color pastello, gravita attorno alla piazza su cui si affacciano la Collegiata (il Duomo) ed il Palazzo Pretorio, sede di un museo di paleontologia.
    In questo museo (ingresso libero) si possono osservare i fossili del territorio, reperti provenienti dagli scavi nei siti archeologici della zona e la visualizzazione tridimensionale della geologia della Valdelsa. Solitamente è aperto domenica pomeriggio (16-19) ma è possibile anche visitarlo su richiesta (0577-93268).
    La visita di Poggibonsi continua fuori città, ai lati del fondovalle occupato dal Parco della Rimembranza, con la Fortezza Imperiale da un lato ed il Santuario di San Lucchese dall'altro.

L'archeodromo: un parco archeologico vivente

    L'area occupata dalla Fortezza Imperiale si presenta con delle possenti mura che racchiudono campi coltivati ed i resti di antichi insediamenti che si sono succeduti dalla preistoria al medioevo.
    E' questo il Parco Archeologico di Poggio Imperiale, un grande parco visitabile liberamente con una piacevole passeggiata lungo la quale si aprono ampi panorami, i resti del villaggio con una esauriente cartellonisctica, e una realistica ricostruzione a grandezza naturale di un villaggio del periodo carolingio (IX-X secolo), con 17 capanne realizzate sulla base dei risultati degli scavi.
    Non solo, ogni domenica pomeriggio, dalle 16 alle 19 (ingresso libero), camminando nel villaggio č possibile conoscere gli abitanti: il capo villaggio, il fabbro, il falegname, il fornaio, la tessitrice, mentre lavorano con i costumi e gli attrezzi dell'epoca.

La Fonte delle Fate

    Nel tempo il villaggio diventò una ricco e potente borgo, chiamato Poggio Bonizzo: fu una delle più belle città d'Italia, tanto che nel 1220 Federico di Svevia lo nominò città imperiale.
    I Fiorentini la distrussero nel 1270, ed oggi rimane solo la Fonte delle Fate: è la più grande fonte del senese, oggi inserita nel Parco della Rimembranza, con vialetti, panchine e fontane.
    Le pregiate soluzioni architettoniche e la cura degli elementi decorativi rimandano a eccellenti maestri, probabilmente di provenienza padana, mentre il principio dell'approvigionamento idrico è il medesimo del piùesteso e visitabile acquedotto medievale di Siena.
    Una curiosità: la Fonte delle Fate fu riportata alla luce nel 1803 in conseguenza di un lavoro di scasso per la realizzazione di un vigneto.

La Fortezza Imperiale di Poggibonsi

    Il colle su cui sorgeva Poggio Bonizzi tornò alla ribalta nel 1478 con la costruzione della Fortezza Imperiale, voluta da Lorenzo è Medici detto il Magnifico e progettata da Giuliano da Sangallo, esperto ingegnere militare che potenziò anche il Castello di Brolio in Chianti.
    L'obiettivo era quello di costruire una città ideale, inespugnabile, da contrapporre alla Repubblica di Siena, ma i lavori furono abbandonati nel 1510 perché la conquista di Siena fece venir meno la motivazione strategica.
    A noi sono giunte le possenti mura ed il fortilizio recentemente restaurato ed aperto alle visite ed alle attività culturali. Oggi è possibile percorrere sentieri con tema archeologico, storico-architettonico, geologico-morfologico, naturalistico-ambientale e panoramico-monumentale, accomagnati da una esauriente cartellonistica.

San Lucchese

    Dall'altro lato della valletta c'é il Santuario di San Lucchese, costruito nel 1252: la tradizione vuole che Lucchese, un ricco mercante, predicò la povertà tra i concittadini dopo aver incontrato San Francesco d'Assisi, diventando il primo terizario francescano. Alla sua morte fu sepolto in una chiesetta preesistente, ben presto ampliata a Santuario.
    Una piacevole passeggiata parte da San Lucchese e segue il crinale fino alle porte di Poggibonsi, passando davanti al Castello di Badia (privato): è un'antica Abbazia camaldolese, famosa per i codici miniati.

Il Santuario del Romituzzo

    L'espansione della città ha inghiottito due perle, che risplendono tra il cemento e l'asfalto della periferia sud: il Santuario del Romituzzo ed il Castello della Magione.
    Il Santuario conserva 5.000 ex-voto anatomici in carta pressata, raffiguranti varie parti del corpo umano, che tappezzano in modo impressionante le pareti interne della Chiesa e della Sacrestia. Questi segni di una fede ingenua, ma sincera, rappresentano l'espressione della religiosità popolare di Poggibonsi dal 1400 ad oggi (clicca sulla foto per vedere l'interno).
    Il nome del Santuario deriva dal fatto che, dagli inizi del 14° secolo, alcune donne vivevano in eremitaggio, e dal 15° secolo cominciò ad essere meta di pellegrinaggi per un tabernacolo che un artista di scuola senese abbellì con l'immagine della Madonna della Neve, poi trasformato in cappella e quindi in Santuario.
    Da ammirare l'altare maggiore in pietra serena e la stupenda cornice in legno dorato che racchiude l'immagine della Madonna della Neve, entrambi del 15² secolo (aperto solo in occasione delle funzioni religiose).

Il Castello della Magione

    Il Castello della Magione (visibile solo dall'esterno) è un piccolo complesso monumentale in stile romanico, sorto lungo una variante dellaŠ 2017 Fabio Gori, presso un antico ponte sul torrente Staggia oggi scomparso.
    É composto dalla chiesa di San Giovanni in Jerusalem, dallo spedale di San Giovanni e da un mulino sotterraneo, il tutto collegato da mura difensive.
    Curiosissima la feritoia a denti di sega sopra il portale di ingresso delle chiesa, unica nel suo genere, e 12 mensole a sostegno degli archetti dell'abside, con raffigurazioni zoomorfe, antropomorfe e geometriche.
    Secondo la tradizione, il complesso venne costruito verso il 1100 dai Cavalieri Templari, ed è stato indicato come il miglior esempio di Magione Templare dell'Europa occidentale, ma documenti storici indicano che in realtà dipendeva dai Cavalieri di San Giovanni o Giovanniti.

Il Giardino Sottovico

    Una breve gita può portare a Vico, piccolo paesino su una collinetta lungo la strada per Certaldo, per andare a visitare il Giardino Sottovico, un piccolo orto botanico e giardino terapeutico senza barriere architettoniche, nato per perseguire un ambizioso progetto sociale.
    Il giardino è strutturato con il proposito di risvegliare i sensi di chi lo visita, con un percorso sensoriale di profumi di piante aromatiche e officinali, una serra con 500 esemplari di piante grasse anche gigantesche, ed un'altra serra con 3000 esemplari di piante grasse piccole e rare.
    E' aperto alle visite (ingresso libero) il sabato e la domenica (ore 9-12 e 17:30-20), su appuntamento gli altri giorni. Mappa del Giardino

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