I marmi della Montagnola Senese
dal sito dell'Università di Siena:
http://www.dst.unisi.it/ricerca/applicata/granital/lorenz02.htm
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I marmi della Montagnola
Senese |
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geologia |

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I marmi della
Montagnola Senese |
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Censimento di cave e
ravaneti |
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Dalla Montagnola Senese proviene uno dei "Marmi
colorati" più famoso d'Italia: il "Giallo Siena".
La diffusione dei calcari cristallini bianchi, gialli e grigi delle cave
della Montagnola è legata alla domanda dei cantieri delle grandi cattedrali
soprattutto quelle basso medievali. Nel Medioevo il marmo della Montagnola,
insieme agli scisti ed al verrucano veniva utilizzato per usi di edilizia
comune. Solo per luoghi di culto, come le pievi di Pieve a Scola, di Pernina
e di Marmoraia si faceva uso esclusivo di conci di marmo. Il marmo della
Montagnola fu impiegato a partire dal XIV secolo per la costruzione del Duomo
di Siena ed in altri edifici monumentali (il rivestimento delle Logge del
Papa, le Logge della Mercanzia). Di questo periodo è anche l'utilizzo del
Marmo della Montagnola in alcune opere architettoniche importanti dell'Italia
Centrale (Firenze: Santa Maria del Fiore; Orvieto: Duomo di Orvieto).Le cave
che estraevano erano principalmente tre: Tonni, Montarrenti e Marmoraia. Fino
al XV secolo il Marmo della Montagnola ebbe una funzione dominante per la
costruzione di palazzi e monumenti senesi. Le varietà bianche venivano
utilizzate come ornamenti architettonici per esterni e pietra da costruzione
in conci squadrati mentre il Marmo giallo veniva utilizzato principalmente
per motivi artistici ed ornamentali ( ad esempio i mosaici policromi dei
pavimenti del Duomo di Siena) o per rivestimenti interni. Dopo tale periodo a
causa dell'inizio dell'importazione dei marmi apuani, l'utilizzo dei marmi
senesi ebbe una certa decadenza. Il periodo di maggior successo e produzione
delle varietà gialle fu nel sei-settecento, ed è infatti di questo periodo lo
sviluppo di tutte le zone di coltivazione del Giallo di Siena.
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L' orizzonte produttivo dei marmi gialli si trova
in una fascia ristretta, da alcuni metri a poche decine, e costituisce la
parte sommitale della successione metamorfica.
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Tipicamente nella Montagnola Senese sono distinte
10 varietà di
marmi:
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Figura 1
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Giallo Broccatello: è la varietà di marmo più pregiata
della Montagnola Senese. Si tratta di una breccia avente un fondo di colore
giallo dorato con macchie e venature scure o violacee talora molto sottili da
cui risultano spesso figurazioni fantastiche di singolare effetto decorativo
e cromatico.
Nuvolato
Etrusco (ex – Breddolato): è una roccia molto simile al Broccatello, i clasti che
la compongono sono giallo dorati e sono immersi in letti di materiale
fillosilicatico di colore blu molto intenso. Da qui il nome dato dai cavatori
"blu - dorato".
Il Giallo Broccatello e il Nuvolato Etrusco,
varietà di marmo tra loro molto simili, al microscopio presentano aggregati
granoblastici e sono costituite da granuli pressoché isometrici di calcite e
diffusi cristalli di quarzo ed albite di neoformazione. Alcuni cristalli di
calcite isolati e rotondeggianti presumibilmente derivano da articoli di
Crinoidi. Nel cemento è possibile riconoscere minerali fillosilicatici quali
clorite con colore di interferenza anomalo, muscovite e sericite. Le sezioni
appaiono talora attraversate da stiloliti risultanti da un addensamento
irregolare di materiale argilloso misto ad idrossidi di ferro, addensamento
legato ai processi di dissoluzione chimica differenziale sotto pressione.
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Giallo Ocra: noto anche come "giallo
unito", mostra, nel complesso, una colorazione assai uniforme, talora
con sfumature verso toni più chiari. In sezione sottile questa roccia
presenta una massa principale a struttura granoblastica fine di cristalli di
calcite equidimensionali. Sono presenti anche piccole bande parallele, nelle
quali i cristalli isometrici di calcite a struttura saccaroide mostrano una
grana decisamente maggiore. Ne risulta quindi complessivamente una
metamorfite calcarea granoblastica con due popolazioni principali di granuli
di calcite, diversamente sviluppate e distribuite. Nelle fasce a
granulometria maggiore sono anche presenti e relativamente abbondanti:
quarzo, albite e minuti fillosilicati (prevalentemente muscovite) per lo più
isoorientati.
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Figura 2
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Figura 3
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Giallo Venato: ha un colore di fondo giallo, con
venature ocra e zone sfumanti nell'avorio e nel bianco. Possiede un
bellissimo effetto cromatico ed è perfettamente lucidabile. Si tratta di una
roccia carbonatica a struttura saccaroide minuta con bande a granulometria
diversa spesso sfumanti l'una nell'altra. Queste bande sono rappresentanti o
residui parzialmente cancellati di un'originaria stratificazione o porzioni
brecciate poi risaldate dal metamorfismo. Si riconoscono anche qui articoli
di Crinoidi ed altrove sono presenti tracce di oncoidi e di tappeti algali.
Sono presenti anche vene dove il quarzo e l'albite di origine neogenica sono
assai sviluppati. La granulometria dei cristalli di calcite è fine.
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Rosato tipo "Covent": ha un fondo avorio tendente al
rosato e presenta arabeschi e venature gialle, grigie e rossastre. Talvolta
mostra un aspetto assai vario e brecciato, altre volte invece è più uniforme
e la massa di fondo, prevalentemente rosa, è attraversata da venature gialle
e giallo - ocra.
Questa varietà è poco presente nella cava; si trova esclusivamente, e per un
piccolo spessore, nella zona del campo prove.
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Figura 4
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Figura 5
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Giallo Avorio: a struttura saccaroide, mostra un fondo avorio con
venature e qualche rara sfumatura verso il bianco ed il giallo più acceso.
Rispetto al Giallo Venato ha un colore più tenue, più uniforme e leggermente
tendente al bianco. La granulometria di questo marmo, in sezione sottile,
risulta maggiore rispetto a quella dei marmi gialli in genere, ed inoltre ha
una relativa omogeneità strutturale nonostante la solita presenza di vene e
di stiloliti.
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Calacata: si distingue dagli altri
tipici marmi senesi in quanto presenta un fondo bianco con lievi venature e
chiazze sul giallo - rossiccio; assai spesso mostra chiaramente le
caratteristiche di una breccia.
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Figura 6
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Figura 7
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Bianco arabescato: ha l'aspetto di una breccia,
con elementi calcarei chiari, a contorni irregolari, ricementati con
materiale calcareo e con colori sul grigio. In alcuni affioramenti il cemento
risulta avere colorazioni assai accese: blu, verde e viola. Si tratta di una
roccia calcarea con grana di dimensioni maggiori rispetto a quella dei gialli
e dei grigi ma molto simile a quella della varietà Giallo Avorio. Con
quest'ultima ha in comune una certa omogeneità ed uniformità strutturale.
Anche in questa roccia sono presenti grani rotondeggianti policristallini
derivanti da articoli di Crinoidi.
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Grigio perla: ha una caratteristica di
tonalità cromatica piuttosto uniforme, sul grigio chiaro, che gli conferisce
un aspetto assai delicato, simile a quello di alcuni bardigli chiari delle Alpi
Apuane. E' un marmo a struttura granoblastica fine e talora sono presenti al
suo interno vene di calcite a granulometria leggermente maggiore. Anche in
questa roccia sono presenti resti di echinoderni (Crinoidi) evidenziati da
aggregati policristallini di forma rotondeggiante. Sono presenti anche
sottili vene arricciate e brunastre riferibili a stiloliti.
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Figura 8
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Figura 9
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Bardiglio: presenta un fondo più o meno
scuro con venature, spesso parallele, di colore grigio o azzurrognolo e
talora bianche per la presenza di calcite spatica.
Dagli esiti delle analisi petrografiche risulta che i marmi della Montagnola
Senese sono metacalcari di basso grado metamorfico, conservano alcune
caratteristiche primarie come la disomogeneità granulometrica e contengono
tracce di alcuni fossili.
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Michelluccini, et alii, (1981) ponendo a
confronto i marmi della Montagnola Senese con il marmo Statuario Apuano
osservano come dal punto di vista microstrutturale questi si pongono a metà
tra la struttura afanitica del Calcare Massiccio della Successione Toscana
non metamorfica e la struttura granoblastica spinta del Marmo Statuario
Apuano
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Figura 10
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