Cave di Casole d'Elsa / Chiusdino (alabastro gessoso, gesso)
In provincia di Siena c'è uno specifico bacino di sedimentazione dell'
alabastro gessoso: quello di Casole d'Elsa - Chiusdino - Radicondoli, distinto da quello di Volterra.
La sedimentazione del gesso è avvenuta 5-7 milioni di anni fa (Messiniano), epoca in cui si verificò
uno degli eventi più spettacolari della storia della Terra: il Mediterraneo si prosciugò quasi completamente,
creando mmense pianure saline e laghi ipersalini simili al Mar Morto.
Anche da quest'area Etruschi e Romani hanno estratto alabastro per realizzare urne cinerarie e suppellettili,
e fin dal Medioevo gli artigiani di Volterra hanno prodotto oggetti d'arredo di ogni tipo, dovendo però oggi ricorrere quasi esclusivamente ad alabastro spagnolo per l'esaurimento dei giacimenti conosciuti nella zona.
L'alabastro è una varietà di gesso (solfato di calcio) con tessitura microcristallina, di aspetto
trasparente e con particolari proprietà meccaniche che lo rendono facilmente lavorabile. Si trova all'interno delle masse gessose sotto forma di "ovuli" (detti anche "arnioni"), di dimensioni fino a un metro e mezzo di diametro, con colori diversi a seconda delle impurità:
agata (giallastro, rosato o rossastro, per inclusione di ossidi di ferro e manganese), gabbro (bruno), cinerino (grigio),
bardiglio (ricco di venature grigie), bianco venato (con alcune venature grigie), scaglione (bianco).
Dalla cava abbandonata di Monteguidi (Casole d'Elsa), in località Pian dei Gessi, ancora considerata
"giacimento potenziale" dal Piano Regionale Cave, proveniva uno dei più pregiati tipi di alabastro, detto "bardiglio agatato di Monteguidi":
di interesse mineralogico sono il gesso xx (anche nella forma geminata "coda di rondine") e la marcasite (glomeruli nelle argille, poco comune).
In questa zona fu anche coltivata nell' '800 una piccola miniera di zolfo. Percorrenza in auto: 40 Km, 43 minuti.
Dalle cave in località Podere Sant'Agata, presso Luriano (Chiusdino) proveniva invece l' "alabastro bardiglio": gesso, marcasite, dolomite; oggi sono abbandonate, ma poco distante è stata individuata una nuova area di estrazione
(percorrenza in auto: 36 Km, 44 minuti).
L' "alabastro bianco venato" proveniva invece da una cava vicino a Chiusdino, detta di Podere al Moro o di Monte Capino, oggi con movimento franoso in atto, indicata nel piano estrattivo della Regione Toscana come potenzialmente suscettibile di ulteriore estrazione (percorrenza in auto: 38 Km, 44 minuti; dal sito precedente: 15 minuti, 6 km).
Un nuovo giacimento potenziale è stato individuato presso Belforte (Radicondoli).

Ovuli di alabastro gessoso. In provincia di Siena c'è uno specifico bacino di alabastro, distinto da quello di Volterra. Entrambi erano attivi nel Messiniano (5-7 milioni di anni fa.)

Alabastro bardiglio agatato di Monteguidi, il più pregiato alabastro gessoso del bacino Casole d'Elsa - Chiusdino - Radicondoli, in provincia di Siena.
