Siena, Halloween

HALLOWEEN
Siena, 30 ottobre - 1 novembre


SIENA MAGICA

    Fantastiche storie gotiche sono l'occasione per percorrere nella notte di Halloween itinerari tra leggende e misteri, in una delle città più belle del mondo.
    Ci si muove così in luoghi intrisi di misteriose presenze e di inquieti personaggi: streghe, licantropi, fantasmi, lupi mannari e vampiri diventano cantastorie che conducono, attraverso il racconto delle loro vicende, a scoprire angoli suggestivi e panorami meno noti.
    Dalla Valle di Porta Giustizia al Palazzo dei Diavoli, dal pozzo del Porrione al vicolo degli Orefici, il cuore più antico di Siena diventa teatro di un mondo fantastico fatto di storie senza tempo.

Omiccioli e Fuggisoli

    Il sottosuolo di Siena è percorso da 25 km di gallerie che portano l'acqua alle fonti medievali, un tempo percorse solo dagli addetti alla manutenzione, oggi aperte alle visite su prenotazione.
    Si diceva che all'interno di queste gallerie abitavano omiccioli e fuggisoli. Gli omiccioli, simili a folletti, erano innocui e si limitavano a ballare in allegria, mentre i fuggisoli erano dispettosi ed apparivano come lampi di luce improvvisi.
    Gli operai impegnati nei lavori fuggivano spaventati all'apparizione di queste creature, ma forse le visioni erano dovute al timore per i luoghi oscuri ed agli effetti dell'alcool, dato che venivano pagati in vino.

Il vampiro della Valle della Morte

    Nella vallata che si apre oltre quella che un tempo era porta Giustizia, trova corpo e spirito una storia che a metà Ottocento seminò terrore fra gli abitanti di quella valle che, sin dal Medioevo, era chiamata la Valle della Morte.
    Infatti, a quei tempi, il Comune aveva le sue prigioni sotto il Palazzo Pubblico e da lì i condannati a morte, dopo aver percorso via dei Malcontenti ed attraversato porta Giustizia, percorrevano la Valle della Morte ed arrivavano al Poggio alle Forche, dove avveniva l'esecuzione.
    Molti venivano poi gettati nel vicino "carnaio degli impiccati", a lungo cercato nell' Ottocento perchè si riteneva che fosse il rifugio diurno di un vampiro che, nella vicina piazza del Mercato e in via di Salicotto, aveva assalito e succhiato il sangue a diverse persone.
    Vennero fatte vere e proprie cacce al vampiro: fu avvistato molte volte, ed alcuni lo identificarono in Niccolò di Tuldo, che fu decapitato proprio in quella valle alla pietosa presenza di Santa Caterina, come risulta dall'affresco del Sodoma conservato nella basilica di San Domenico.

Le malefiche sirene del pozzo del Porrione

    Via del Porrione era una strada importante, e le torri e gli edifici in pietra ne sono una testimonianza.
    Per questa via troviamo, al centro di un chiostro di un palazzo del tardo Cinquecento, un grande pozzo con un largo basamento.
    Si diceva che dal fondo del pozzo provenivano le voci ammaliatrici di alcune malefiche sirene, che invitavano a buttarsi nelle "acque liberatrici". In quel pozzo, oltre a liberarsi dei propri mali, era anche possibile rivedere i propri cari defunti: così, alle voci delle sirene si univano quelle della festa dei morti.
    La storia parla di persone che si sono suicidate gettandosi in quel pozzo, e le streghe avrebbero stretto amicizia con questi morti, tramite i quali potevano accedere agli inferi. Il pozzo, però, è stato riempito di terra.

Il lupo mannaro del Vicolo degli Orefici

    Siamo in uno dei luoghi meno importanti e meno frequentati della città, dove il sole fatica a farsi vedere e la notte tarda a disperdersi al mattino.
    Secondo la leggenda, nell'Ottocento qui abitava un uomo che nelle notti di luna piena si trasformava in lupo mannaro, ed allora andava a rifugiarsi in un piccolo orto e qui cominciava ad urlare, e la gente si chiudeva nelle loro case.
    Sembra che questa fosse la sua condanna divina per aver ucciso uno strozzino a cui doveva molti denari, mentre la giustizia umana non arrivò mai a lui.

Il fantasma dell'orto botanico

    Le prime storie risalirebbero all'età napoleonica e si intensificarono negli anni '50, con numerose e dettagliate testimonianze: ombre impressionanti, strane luci come fuochi fatui, lanci di sassolini, oggetti spostati, colpi alle pareti, porte sbattute, perfino passi di qualcuno che prende la rincorsa e si tuffa nel piccolo lago sottostante all'antica fonte medievale, ancora oggi esistente. Questo fantasma diventò talmente famoso da essere immortalato in una commedia del 1959 scritta da Giulio Cogni.
    Siamo nei terreni di pertinenza di un antico convento camaldolese, oggi Orto Botanico, e lo spiritello sarebbe un frate che fu ucciso per non aver rivelato dove ha nascosto il tesoro del convento per sottrarlo agli espropri napoleonici, e che sta ancora custodendo.

Il Palazzo dei Diavoli

    Questo palazzo si trova fuori Porta Camollia, lungo la via francigena in direzione Firenze, ed infatti è dotato di una fortificazione detta Torre Fiorentina.
    Il nome Palazzo dei Diavoli sembra derivata da una vicenda avvenuta il 25 luglio 1526, quando l'esercito fiorentino inviato da Clemente VII fu sconfitto e si ritirò, nonostanze la schiacciante superiorità, per cui il popolo senese pensò che i nemici avessero visto "diavoli" uscire da quel palazzo, a quel tempo sede di una guarnigione.
    La fama nefasta di Palazzo dei Diavoli raggiunse l'apice nel XVII secolo, al culmine della caccia alle streghe: i contadini raccontavano di aver visto luci che passavano rapide alle finestre e di aver udito urla provenire dal suo interno, dove si pensava si svolgessero riti e magie.
    Oggi non c'è molto da vedere se non la possenza di questo antico palazzo-fortezza, con tanto di cappellina, una inconsueta torre rotonda, antiche insegne di laboratori artigiani, (oggi proprietà della Società Esecutori Pie Disposizioni).

Le streghe dell'Osservanza

    La Basilica dell'Osservanza ha origine antichissime e legate a San Bernardino da Siena.
    Per oltre un secolo si è parlato della presenza di streghe che hanno costretto i contadini della zona ad abbandonare le loro case.
    Infatti, di notte, nel cimitero adiacente alla basilica, le streghe facevano dei riti per lanciare maledizioni contro le famiglie del posto.
    Tutto ebbe inizio quando una di queste streghe fu derubata nella sua abitazione, e tutto finì il 23 gennaio 1944, quando la basilica fu distrutta da un bombardamento degli Alleati.

NELLE CAMPAGNE ATTORNO A SIENA

    Anche le campagne attorno a Siena sono terre di leggende su streghe e fantasmi. Ecco alcune escursioni da brivido a due passi da Siena:

Lagochiaro e Lagoscuro: il iudicium acquaticum

    Presso Monteriggioni c'è una coppia di laghetti inquietanti: "in uno di quelli vedesi l'acqua chiara ma non se ne ritrova il fondo" l'altro "appar l'acqua tanto nera, che par da ragguagliare all'inchiostro, al cui fondo non si può attingere". Così li descrisse nel 1550 il frate inquisitore Leandro Alberti, riportando anche la loro origine: punizioni divine che hanno inghiottito la locanda di un oste vizioso (il lago Chiaro) e uno "scelerato sodomita" con tutta la famiglia (il lago Scuro).
    I geologi li chiamano sinkhole: sprofondamenti improvvisi del terreno, causati dalla circolazione profonda delle acque, ben presto occupati da laghetti profondi, e con sponde alte e ripide, tanto che le leggende parlano di fanciulle che chiedono aiuto in mezzo al lago per poi scomparire tra le acque con chi ha tenta di salvarle.
    Si racconta che nel lago Scuro venisse fatto il "iudicium acquaticum", ossia la prova per determinare se una donna era o no una strega, legandola ad una croce infuocata e gettatandola nel lago: se galleggiava era strega, se affondava era innocente. Infatti è quest'acqua totalmente di natura contraria all'altre acque, imperoché essendogli gittato dentro il legno, incontinente scende al profondo."
    Si dice anche che dal lago Chiaro provengono i suoni delle campane di un eremo agostiniano costruito nel XIII secolo sulle sue sponde, ben presto abbandonato e sostituito nel XVIII secolo dalla Chiesa di Sant'Antonio, tuttora esistente e meta di piacevoli escursioni.

Colle di Montaperti: gli spiriti dei soldati

    Il colle di Montaperti, luogo della storica battaglia tra senesi e fiorentini avvenuta il 4 settembre 1260, è inserito nel parco storico termale dell'Acqua Borra, a 10 km da Siena. Una piacevole passeggiata porta ad una collinetta artificiale coronata da cipressi: è l'ossario dei due eserciti che si affrontarono in quel lontano giorno. 
    Vi si accede tramite un cunicolo e chi vi si avventurava sentiva rumori spettrali, passi forti che salivano i gradini "senza veder mai apparire alcuno", strani animali ululanti, fazzoletti bianchi muoversi nell'aria, suoni di tamburo e nitriti di cavalli al galoppo.

Castel Che Dio Sol Sa: la Stregona

    Questo castello, oggi di proprietà pubblica ed inserito in un percorso trekking, è un rudere immerso nel bosco, recentemente ristrutturato ma ancora chiuso al pubblico.
    Le prime notizie storiche risalgono al 1271, ma ben presto fu abbandonato e così divenne rifugio delle megere. Qui dimorava la Stregona, che nella notte di San Giovanni accendeva fuochi e marchiava col sangue la mano sinistra di alcune fanciulle per inizializzarle a nuove streghe. Al termine della cerimonia, le streghe si alzavano dai boschi e volavano urlanti nei cieli di Siena.

Castello di Crevole: il fantasma del vescovo

    La rocca di Crevole, d'origine antichissima, si trova nel vicino territorio di Murlo e fu uno dei più importanti possedimenti della diocesi senese, tanto che fino al 1554 fu residenza di Donosdeo, Vescovo di Siena, quando fu distrutta dagli imperiali e mai ricostruita.
    Una leggenda racconta che di notte si odono le urla di feriti e che, sugli spalti, appare lo spettro del Vescovo "con occhi di fiamma e piedi di brace", pronto a difendere il castello, e se ne andrà solo quando la biblioteca, alla quale egli tanto teneva, e che ancora esisterebbe sotto i ruderi, sarà scoperta e custodita nella maniera dovuta.

Vivi come uno del posto

    L'Agriturismo La Torretta è una piccola fattoria a conduzione familiare situata a 3 Km dal centro storico di Siena, in posizione panoramica sulla collina di fronte alla città.

    I locali sono situati in una casa contadina già segnalata sulla mappe del 1600 e in una casa padronale con un nucleo centrale del 1100 (la torretta di avvistamento).

    Sono disponibili camere matrimoniali con bagno, anche con uso cucina, ed appartamenti da 2, 4 e 8 persone, ognuno composto da cucina, soggiorno e camere matrimoniali ciascuna con bagno.

AGRITURISMO LA TORRETTA
Pernottamento a ottobre

CAMERE MATRIMONIALI con bagno

APPARTAMENTI da 2-4-8 persone

Prima colazione

Parchreggio incluso
Gratis bambini sotto i 3 anni

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