SIENA, L' ACQUA BORRA
e il parco storico-termale

Le (ex) Terme libere dell'Acqua Borra

    A 10 Km dall'agriturismo la Torretta sgorga una piccola sorgente di acqua termale, che la tradizione indica come miracolosa.
    Accanto c'é una casa colonica, appoggiata ad una curiosa parete di travertino. Attorno si apre il suggestivo paesaggio delle Crete Senesi, e nel sottosuolo si nasconde un grande serbatoio di acqua caldissima.
    É questa l'Acqua Borra, in località Santa Maria a Dofana, presso Montaperti (o Monteaperti), luogo grandioso che riesce ad incantare tutti.
    La sorgente, conosciuta dagli antichi Etruschi e Romani, è stata molto frequentata dal Medioevo fino ai nostri giorni, in quanto tutti potevano accedere alle acque termali in modo libero e gratuito.
    Oggi le terme libere non ci sono più: nel 2000 il Comune di Castelnuovo Berardenga compra l'area e costruisce una vasca in muratura, ma nel 2008 sprofonda in una voragine che viene riempita con del pietrisco. La nuova sistemazione, prevista per il 2016, ma non ancora realizzata, consiste in un grande parco con una piccola vasca di raccolta, non destinata a bagni termali.

Dagli Etruschi al Medioevo

    L'Acqua Borra era frequentata fin dai tempi delle antiche civiltà: infatti sono stati trovati oggetti fittili, che venivano gettati nelle acque salubri in onore delle ninfee custodi del luogo.
    Per millenni le persone del luogo si sono immerse nelle sue acque per curare pelle, articolazioni, ossa e muscoli, e veniva perfino bevuta.
    Nel Trattato dell'Acqua Borra, scritta nel 1647 dal medico e filosofo senese Leandro Terucci, si confondono preziose osservazioni e credenze popolari, sempre dimostrando rispetto e gratitudine: "pare quest'Acqua sia stata data dal Cielo come preziosa medicina, per sanare quasi tutti i mali del corpo".
    Mette però in guardia da un uso irrazionale: "quanto piena d'ignoranza sarà la mente, altrettanto voto si troverà il corpo di sanità". E' nociva ai fanciulli, ai vecchi, alle persone dal fisico debole e addirittura ai melanconici "perché gli puole accentuare gl'humori, dissolvere gli spiriti, disseccare maggiormente il corpo".
    Attenzione quindi agli effetti negativi: "gl'accidenti principali, ne' quali talvolta incorrono quelli che di quest'acqua si servono, sono questi. Dolore di testa, vigilia immoderata (cioè insonnia), sete, stitichezza di corpo, sudore superfluo, caldezza di fegato e reni, destillatione e appetito prostrato".
    Per questo gran parte del testo illustra il modo corretto, a suo dire, di curarsi: la quantità di acqua da ingerire, gli intervalli di tempo tra un sorso e l'altro, cosa mangiare e quanto dormire nel periodo precedente e successivo alla cura, e molte altre raccomandazioni.

Come è nata la parete di travertino


    Un secolo fa lo scenario era ancora più suggestivo: l'acqua defluiva dalla sommità di una piccola collina di travertino, formata nel corso dei millenni. Infatti l'acqua termale, una volta arrivata in superficie, si raffredda e deposita il calcare che porta in soluzione, e col tempo si accumula in strati sovrapposti.
    PUna collina del genere esiste ancora a Rapolano Terme. All'Acqua borra, invece, la collinetta di travertino è stata tagliata a fette tra la fine dell'800 e l'inizio del '900 per ricavare materiale da costruzione, caratterizzato da particolari sfumature arancioni. É rimasta solo una parete: da una parte è l'ultimo fronte della cava di travertino e dall'altra è il muro della casa colonica.
    La parete di travertino è come un libro aperto sul quale leggere la storia dell'antica collina: si possono distinguere i diversi strati di sedimentazione del calcare ed anche individuare i piccoli coni sorgentizi, una volta superficiali, dai quali sgorgava l'acqua.

Com'era prima (durante tutto il secolo scorso)

    Esaurita la piccola collina travertino, la sorgente si è trovata a sgorgare sul piano di campagna, dove l'incessante fruizione della popolazione locale ha portato a formare una pozza, lunga circa quattro metri e larga un paio di metri, e profonda fino ad un metro e venti, tanto che sistemandosi sulla sedia che era stata immersa, l'acqua arrivava fino al collo.
    La sorgente continuava a sgorgare a singhiozzo, proprio come la descrisse il Terucci secoli prima, e finiva direttamente nella pozza circondata da piante palustri e bianche efflorescenze saline, per poi defluire nel vicino torrente con una canaletta.
    Il luogo era molto frequentato dagli abitanti del luogo per un bagno termale o prendere il sole distesi sui 2 o 3 grossi blocchi di travertino squadrati che erano stati lasciati nel piazzale della vecchia cava, oggi rimossi.

Il parco storico termale di Montaperti (2000)

    L'acqua si differenzia nettamente dalle altre sorgenti termali toscane per la grande quantità di sostanze disciolte: superano i 12 grammi al litro, tre quarti dei quali costituiti da cloruro di sodio (il sale da cucina). Inoltre contiene discrete quantità di calcio, magnesio, boro e molti altri elementi. Anche la temperatura è di tutto rispetto: nel corso dell'anno oscilla tra 36 e 38 gradi. In oltre si inserisce in un'area gradevole dal punto di vista paesaggistico e comprende anche il luogo della storica battaglia tra senesi e fiorentini.
    Per valorizzare un tale patrimonio storico - naturalistico, nel 2000 il Comune di Castelnuovo Berardenga acquisisce l'area e sostituisce la vasca naturale con una piscina in muratura.
    La vasca, ad ingresso libero, diventa il fulcro del parco storico-termale di Montaperti, con un pecorso pianeggiante lungo il torrente ideale per passeggiate e biciclette, un laghetto per la pesca sportiva, oltre ad un ristorante e centro-benessere nella vecchia casa colonica.

La natura crea, l'uomo distrugge (2008)

    L'intervento di riqualificazione è esteticamente positivo e vengono anche risolti alcuni problemi igienico-sanitari con la realizzazione di servizi igienici nella casa colonica, ma un consigliere comunale denuncia: lo sbancamento ha abbassato la sorgente di 2 metri e la portata dell'acqua è notevolmente diminuita, ed ipotizza un danneggiamento di patrimonio pubblico.
    Passa qualche anno e si arriva alla tragedia del 2008: nel sottosuolo le acque hanno trovato altre strade e scavato cavità, e improvvisamente si apre una voragine che inghiotte la vasca in muratura e chi nuotava in quel momento. Nei giorni seguenti, la voragine viene riempita di pietrisco e le acque termali vengono convogliate direttamente nel vicino torrente con delle tubazioni in PVC.
    Dopo millenni, le terme libere non ci sono più. Il Corriere di Siena titola: la natura crea, l'uomo distrugge.

L'attesa (2012-2015)

    Il Comune di Castelnuovo Berardenga emette dei bandi per la concessione in gestione dell'area dell'Acqua Borra, scaduti l'8 ottobre 2012, il 12 maggio 2014 ed il 31 marzo 2015.
    L'obiettivo è "lo sviluppo, il miglioramento e la riqualificazione dell'intera area dell'Acqua Borra. Dovrà essere garantita una maggiore (!) fruibilità attraverso la realizzazione di adeguate vasche per il termalismo e servizi prevalentemente legati all'acqua, alla cura della persona, allo svago ed allo sport". Parole del vicesindaco Fabrizio Nepi (La Nazione, 20 febbraio 2014).
    Mentre gli amministratori pensano il da farsi, la natura non si ferma: nella primavera del 2014 l'acqua termale affiora dal pietrisco e forma una pozzanghera che torna ad essere frequentata per pediluvi, in quanto l'area non è non recintata ed i cartelli indicano solo il pericolo di scivolare.

L'Acqua Borra domani

    L'Acqua Borra è destinata a diventare una delle più belle e suggestive porte di ingresso del Chianti.
    Infatti il progetto di "recupero e riqualificazione", presentato nel luglio 2015, prevede la riapertura del ristorante e la realizzazione di un punto vendita prodotti tipici del territorio, di un parco giochi per bambini e di un punto sosta per camper, cavalli e biciclette (in pratica, una rastelliera). Le acque termali saranno raccolte in una vasca che, sembra di capire, non sarà destinata alla balneazione, e poi allontaneate con un ruscellino.
    Come procede la realizzazione del progetto? Il ristorante è aperto (dal dicembre 2015), ma di tutto il resto non c'è traccia (al ottobre 2016) .

L'enorme serbatoio di acqua calda

    Non resta che domandarsi quale sia l'origine geologica di questa straordinaria sorgente termale.
    Nella zona compresa tra Siena e Pienza è presente un enorme serbatoio d'acqua calda, situato tra 600 e 1500 metri di profondità, che alimenta decine e decine di sorgenti termali: le più famose sono Rapolano Terme, Bagno Vignoni e Bagni di Petriolo, mentre altre sono scomparse e dimenticate, come il complesso termale di epoca romana scoperto presso Buonconvento in una campagna di scavo tuttora in corso: un territorio che non smette mai di soprendere.
    L'Acqua Borra è la sorgente più particolare: si trova proprio nel punto in cui il serbatoio è più vicino alla superficie, tanto che è stata a lungo studiata per verificare la possibilità dello sfruttamento come avviene nella zona di Larderello.
    É stato infatti ipotizzato che, in corrispondenza di questa sorgente, l'acqua del tetto del serbatoio ha una temperatura vicina agli 80 gradi centigradi, ma in profondità dovrebbe raggiungere i 120 °C e forse anche i 200 °C.

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