SIENA, L' ACQUA BORRA e il parco storico-termale di Montaperti
A 10 Km dall'agriturismo la Torretta sgorga una piccola
sorgente di acqua termale, che la tradizione indica come miracolosa.
Accanto c'é una casa colonica, appoggiata ad una impressionante parete di travertino.
Attorno si apre il suggestivo paesaggio delle
crete senesi. E nel sottosuolo si nasconde un grande
serbatoio di acqua caldissima, che rappresenta una delle più interessanti
risorse energetiche italiane.
È questa l'Acqua Borra, in località Santa Maria a
Dofana, presso Montaperti (o Monteaperti): conosciuta dagli antichi Etruschi
e Romani, è stata molto frequentata dal Medioevo fino ai nostri giorni, in quanto, secondo la consuetudine locale, tutti possono accedere in modo libero e gratuito. La situazione resta immutata fino al 2000, quando il Comune realizza il progetto di riqualificazione dell'area, ma nel 2008 una tragedia costringe a coprire tutto con del pietrisco.
Etruschi, armate fiorentine e cicloturismo
L'Acqua Borra era frequentata fin dai tempi delle
antiche civiltà: infatti sono stati trovati oggetti fittili, che venivano gettati
nelle acque salubri in onore delle ninfee custodi del luogo.
In seguito "la ebbero in pregio i Senesi nel medio evo, quando, a dire del Gigli
ogni anno nel dì 25 luglio quel popolo giulivo accorreva all'Acqua Borra per fare
commedie e ballate" (Repetti, Dizionario geografico fisico storico della Toscana, 1833).
Nel 2000 l'area viene acquisita dal Comune di Castelnuovo Berardenga
ed inserita nel parco storico termale di Montaperti, che comprende anche il luogo della storica
battaglia tra senesi e fiorentini: c'é un ristorante ed un centro-benessere,
un laghetto per la pesca sportiva, un pecorso per biciclette e cicloturismo,
ed una azienda agricola che vende il suo pecorino.
E' il luogo ideale per una fare una passeggiata, per un bagno termale,
o per prendere il sole sui massi di tavertino della vecchia cava.
La natura crea, l'uomo distrugge
Il Comune, nell'ambito del progetto di riqualificazione del parco,
sostituisce la vasca naturale con una piscina in muratura. L'intervento è esteticamente
positivo e vengono anche risolti alcuni problemi igienico-sanitari (vengono realizzati
dei servizi igienici nella casa colonica), ma un consigliere comunale, in una interrogazione, denuncia:
lo sbancamento ha abbassato la sorgente di 2 metri e la portata dell'acqua è notevolmente diminuita,
e ipotizza un danneggiamento di patrimonio pubblico. Passa qualche anno
e si arriva al 2008, l'anno della tragedia: nel sottosuolo le acque hanno trovato altre vie
d'uscita e scavato cavità, l'area diventa instabile e pericolosa, un ragazzo fa il bagno di notte e viene inghiottito.
Occorrono giorni di scavo per ritrovare il corpo a 15 metri di profondità, poi le acque termali vengono
convogliate direttamente nel vicino torrente e la voragine viene riempita di pietrisco.
Dopo due millenni, la vasca termale non c'è più. Il Corriere di Siena titola: la natura crea, l'uomo distrugge.
La sorgente termale
L'acqua si differenzia nettamente dalle altre
sorgenti toscane per la grande quantità di sostanze disciolte: superano i 12 grammi
al litro, tre quarti dei quali costituiti da cloruro di sodio (il sale da cucina).
Inoltre contiene discrete quantità di calcio, magnesio, boro e molti altri elementi.
Anche la temperatura è di tutto rispetto: nel corso dell'anno oscilla tra 36 e 38 gradi.
Le persone del luogo si immergevano nella piccola vasca naturale per
curare pelle, articolazioni, ossa e muscoli. Alcuni la bevevano, anche se la potabilità
non era stata accertata in modo inequivocabile. Forse protegge il fegato e stimola la
secrezione biliare, mentre è ben conosciuta la notevole e repentina azione diuretica
e lassativa: un uso incontrollato può addirittura disidratare eccessivamente l'organismo.
È proprio vero che "quanto piena d'ignoranza sarà la mente,
altrettanto voto si troverà il corpo di sanità": così scrive nel 1647 il medico
e filosofo senese Leandro Terucci nel suo "Trattato dell'Acqua Borra", dove si
confondono preziose osservazioni e credenze popolari.
Il Trattato dell' Acqua Borra (1647)
Nel Trattato dell'Acqua Borra, grande è
il rispetto e la gratitudine dimostrata alla sorgente:
"pare quest'Acqua sia stata data dal Cielo come preziosa medicina, per sanare
quasi tutti i mali del corpo". Mette però in guardia da un uso irrazionale: è nociva
ai fanciulli, ai vecchi, alle persone dal fisico debole e addirittura ai melanconici
"perché gli puole accentuare gl'humori, dissolvere gli spiriti,
disseccare maggiormente il corpo".
Attenzione quindi agli effetti negativi: "gl'accidenti principali,
ne' quali talvolta incorrono quelli che di quest'acqua si servono, sono questi.
Dolore di testa, vigilia immoderata (cioè insonnia), sete, stitichezza di corpo,
sudore superfluo, caldezza di fegato e reni, destillatione e appetito prostrato".
Per questo gran parte del testo illustra il modo corretto di curarsi:
la quantità di acqua da ingerire, gli intervalli di tempo tra un sorso e l'altro,
cosa mangiare e quanto dormire nel periodo precedente e successivo alla cura, e
molte altre raccomandazioni.
La parete di travertino
L'autore cerca anche di dare una spiegazione del curioso toponimo: si chiama così
"o perché tumefà lo stomaco, e il ventre, o perché gagliardamente espurga".
Oggi dei tubi riversano le acque nel vicino torrente Malena, ma fino al 2000 sgorgava irregolarmente, proprio come nel Medioevo, per gettarsi in una piccola vasca naturale
e poi defluire nel vicino torrente, circondata da piante palustri e bianche efflorescenze saline.
Un tempo lo scenario era però molto più suggestivo: l'acqua defluiva dalla sommità di una piccola collina
di travertino, formata nel corso dei millenni dal deposito del calcare, simile a quella oggi visibile
a Rapolano Terme.
Oggi quella collina non esiste più, essendo stata utilizzata per
ricavare materiale da costruzione tra la fine dell'800 e l'inizio del nostro secolo, un travertino
dal colore aranciato (alcune vecchie lastre sono conservate nell' Agriturismo La Torretta).
E' rimasta solo una parete di travertino: da una parte è l'ultimo fronte
di cava e dall'altra è il muro della casa colonica.
Questa parete è come un libro aperto, sul quale leggere la storia
della collina di travertino: osservando la parete, si possono distinguere
i diversi strati di travertino e anche individuare piccoli crateri, una
volta superficiali, dai quali sgorgava l'acqua.
Il Graben di Siena
Altre sorgenti si trovano nella zona compresa tra Siena e
Rapolano Terme, alimentate dal grande serbatoio d'acqua calda situato tra 600
e 1500 metri di profondità.
L'Acqua Borra è la più calda e copiosa perché si trova
proprio nella parte centrale del serbatoio, nel punto in cui è più vicino alla superficie
e in corrispondenza di una spaccatura delle rocce che lo mette in comunicazione diretta con l'atmosfera.
È stato ipotizzato che l'acqua del serbatoio ha una temperatura attorno agli 80 gradi centigradi,
ma in profondità dovrebbe aggiungere i 120 gradi e forse anche i 200.
Testi e foto tratti in parte da
"Storia ed Attualità dell'Acqua Borra"
pubblicato nella rivista "Verdedomani" di Firenze, n. 5 Nov/Dic 1993
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