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Ogni opera d'arte ha una sua storia, fatta di scelte, sofferenze e curiosità.
L'opera di spicco, che apre la mostra su Federico Barocci, è la già citata "Deposizione dalla croce", proveniente
dalla Cattedrale di San Lorenzo a Perugia, che torna al suo splendore dopo i danni del terremoto: il colpo di genio di Barocci è nella scena in primo piano, dove
una delle Pie Donne ha le braccia perfettamente parallele, come se le lanciasse per sorreggere Maria svenuta.
A seguire l'enorme pala del "Perdono di Assisi" della chiesa di San Francesco a Urbino, anche questa appena restaurata, dove
la testa di Francesco è un disegno su carta incollato: evidentemente Barocci era tanto soddisfatto da quella prova che non ha trovato di meglio che usarla come era.
Stupendo il "Il riposo durante la fuga in Egitto" della Pinacoteca Vaticana, un dipinto che
comunica una tranquilla intimità familiare con quell'incrociarsi di sguardi e di gesti:
Giuseppe porge al Bambino un ramo pieno di ciliegie, mentre la Madonna raccoglie dell'acqua in una bacinella.
"La Sepoltura di Cristo", di una chiesa di Senigallia, evidenzia come Barocci è anche
capace di particolari realistici, come il sangue sui tre chiodi della Crocifissione e sulle spine della corona.
Importante anche la "Madonna delle nuvole" localmente detta Madonna della nebbia,
realizzata con la tecnica dell'acquaforte e bulino, proveniente dalla Pinacoteca Nazionale di Bologna.
Ne "L'ultima cena" della cattedrale di Urbino, ci sono raffinatezze "fiamminghe",
perché le trasparenze della coppa di vetro di Gesù e di uno degli apostoli, modificano i colori sottostanti.
"La visitazione della Vergine a Santa Elisabetta" è legata a San Filippo Neri,
fondatore delle Congregazioni degli Oratoriani, il quale, secondo la leggenda, pregava e meditava proprio di fronte a questo dipinto (chiesa di Santa Maria in Vallicella a Roma).
Il "Il lamento su Cristo morto", monumentale opera della Biblioteca comunale dell'Archiginnasio a Bologna,
è una delle ultime opere, come testimonia lo stato incompiuto: ordinato per il Duomo di Milano, il primo pagamento
è del 1600, ma la vicenda si è trascinata ben oltre la morte di Federico, perché gli eredi lo hanno trattenuto per 17 anni.
L'unica opera non sacra del Barocci è la "Fuga di Enea da Troia":
è la seconda versione dell'unico dipinto a scena profana realizzato da Federico (Roma, Galleria Borghese).
Nel cortile coperto del museo avviene uno dei confronti tra Barocci ed il senese Vanni, sul tema dell'
"Annunciazione": la scena è quasi la stessa, e Maria appare come doveva essere,
una ragazzina di 15-16 anni, l'età delle vergini nella società ebraica.
Federico Barocci eseguì anche ritratti, tra cui quello splendido del giovane Francesco Maria II Della Rovere,
signore di Urbino, appena tornato vittorioso dalla battaglia di Lepanto, che avrebbe ispirato Tiziano.
Opere di altri artisti in mostra a Siena.
Tra i pittori influenzati da Barocci troviamo
importanti artisti che hanno inciso nella storia dell'arte mondiale. Anton van Dyck,
colaboratore di Rubens, è uno dei massimi ritrattisti della sua epoca, con una pittura caratterizzata da una
ricchezza cromatica abbinata al rigoroso realismo fiammingo, e sostenuta da un profondo studio psicologico dei
personaggi (in mostra il "Compianto su Cristo morto").
Il genovese Bernardo Strozzi, frate cappuccino, si esprime con un cromatismo ricco e acceso,
abbinato a una profonda attenzione all'elemento naturale (in mostra il "Compianto su Cristo morto"
e "Santa Cecilia detta la violinista").
Uno dei più grandi maestri del barocco è Pietro Berrettini, detto Pietro da Cortona,
famoso per le pitture spettacolari come "Il trionfo della Divina Provvidenza" a Palazzo Barberini a Roma,
affresco sul soffitto che simula il cielo aperto, in cui le figure vengono inquadrate in audaci scorci
mentre l'insieme è animato da un moto vorticoso (in mostra con "Figura femminile" e "Santa Dafrosa").
Altro gigante del barocco è il fiammingo Peter Paul Rubens,
che abbina realismo moderno e armonia classica,
in composizioni ricche di moto, sensualità ed allegria (presente col "Ritratto di giovane donna che guarda in
basso", "Studi per la morte di Didone", "Armigero", "Copia dal martirio",
"Copia dalla fuga di Enea da Troia", "San Francesco in preghiera" e "Lamentazione").
Guido Reni propone invece il proprio ideale assoluto di bellezza in una ricerca continua di classica armonia
e perfezione (in mostra "Sacra famiglia con la Maddalena", "San Francesco consolato da un angelo musicante"
e lo "Stendardo della Confraternita delle Sacre Stimmate").
Elenco di tutte le opere
Elenco delle opere restaurate
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La fuga di Enea da Troia, unica opera profana del Barocci
La visitazione della Vergine a Santa Elisabetta, opera di Federico Barocci, in mostra a Siena
L' Annunciazione di Federico Barocci, a confronto con quella del Vanni (sotto)
L'Annunciazione del senese Francesco Vanni
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