I TABERNACOLI
Una particolarità urbanistica e culturale di Siena


I tabernacoli di Siena

    Passeggiando per il centro storico di Siena tenendo alto lo sguardo possiamo notare molti tabernacoli, che rappresentano una peculiarità urbanistica, storica e culturale di questa città.
    Si tratta di affreschi o rilievi in stucco realizzati tra il XIII ed il XX secolo, da artisti famosi o pressochè sconosciuti, a volte evidenti sulle strade principali ed altre volte defilati, alcuni grandi e imponenti ed altri piccoli e semplici.
    Nel Medioevo le città erano costellate di tabernacoli, chiamati anche Madonnine o Madonnelle: alcuni studiosi ritengono che, prima del sentimento religioso, rispondevano alla necessità di illuminare gli angoli bui e malsicuri, che forse venivano rispettati più di un semplice lampione proprio perché destinati alla Madonna.
    A Siena però, città Mariana e molto legata al passato, la tradizione dei tabernacoli è rimasta immutata: se ne contano una sessantina e l'8 settembre tutta la città si anima attorno ai tabernacoli con una genuina festa dedicata alla Madonna.

Il giro dei tabernacoli

    Quanti sono e dove sono i tabernacoli di Siena? Nel 1625 furono contate quasi cinquanta "pitture in pubblico" e nel 1865 una sessantina, e sempre una sessantina ne possiamo contare anche oggi.
    Alcuni sono andati perduti già nell'antichità a causa dell'esposizione alle intemperie, ma il persistere delle tradizione ha portato a sostituire le immagini perdute con successivi dipinti nelle antiche incorniciature, ed anche alla realizzazione di nuovi tabernacoli.
    Quasi tutti raffigurano la Madonna col bambino, e solo alcuni la Crocifissione, San Martino, San Bernardino da Siena, Santa Caterina oppure San Galgano, se la particolarità del luogo lo richiedeva.
    Tra le opere più interessanti ricordiamo la "Madonna col Bambino" affrescata nel trecento da Sano di Pietro a Porta Ovile e la "Madonna del Corvo" realizzato nel cinquecento dal Sodoma ad un angolo di via Stalloreggi, dove, secondo la tradizione, nel 1348 cadde il corvo appestato che diffuse il contagio in città.
    Per visitare questo ecomuseo all'area aperta, abbiamo individuato una passeggiata di trekking urbano che tocca i più importanti tabernacoli.

La Festa dei Tabernacoli

    L'8 settembre, giorno della natività di Maria, i bambini ornano un tabernacolo della propria contrada con luci, fiori e ghirlande, e la sera tutta la città si anima: le contrade allestiscono una cena per le proprie strade, la contrada vincitrice dell'ultimo Palio lo fa sfilare per il centro storico, e nel dopocena si tiene perfino una gara tra le contrade.
    La preparazione della Festa dei Tabernacoli, detta anche Festa della Madonna, comincia alcuni giorni prima, quando i bambini vanno ad accattare offerte per le vie della città, per procurarsi i soldi necessari all'acquisto degli addobbi. I contradaioli contribuiscono volentieri, perché ognuno vuole che il proprio tabernacolo sia il più bello della città.
    Nel frattempo, sotto la guida dei coordinatori del gruppo giovani, ciascuna contrada sceglie il tema ed il tabernacolo da decorare. Nei pomeriggi che precedono la festa, i bambini cominciano a intrecciare fiori e modellare la carta in un lavoro di squadra. Il pomeriggio dell'8 settembre i 17 tabernacoli vengono allestiti e sul far della sera sono pronti, per essere ammirati dalla cittadinanza ed essere passati in rassegna da una giuria che sceglie il più bello.

© Copyright 2015 Fabio Gori