LEGNO FAI DA TE
Guida all'acquisto dei mobili e alla lavorazione fai-da-te: frodi sul legname, approvvigionamento del legname grezzo, attrezzatura per la falegnameria in casa

La scelta del legno

    Dal nero dell'Ebano al rosso amaranto del Peltogine, dal bianco della Betulla al bruno del Noce: sono oltre 10.000 le specie di legname utilizzate nel mondo, e 100 quelli che crescono in Italia: per le caratteristiche e gli utilizzi delle diverse specie vai alla pagina Tipi di legno).
    Qui cerchiamodirispondere alle domande: quale legname è capace di rispondere alle nostre esigenze? E come possiamo essere sicuri che il legname del mobile o per il fai-da-te è quello da noi richiesto?

Attenti al legno!

    Tra commerciante e acquirente possono nascere malintesi perchè i legnami vengono chiamati con nomi commerciali, spesso di fantasia e quindi fuorvianti. Per questo è importante chiedere chiarezza e fare mettere per iscritto il nome commerciale del legname, accompagnato dal nome botanico e magari dalla provenienza.
    Prendiamo in considerazione uno dei legnami più noti, il Noce. Per il botanico esiste il Noce nero di origine Nordamericana e coltivato anche da noi, ed il pregiato Noce comune diffuso in quasi tutta Europa: è questo il cosiddetto Noce nazionale o Noce nostrano, un nome commerciale fuorviante perché spesso è di importazione, sopratutto dall'est europeo.
    Tuttavia, nel commercio vengono chiamati "Noce" anche legnami ottenuti da altre specie, che hanno col Noce solo una vaga somiglianza e costano la metà: per esempio il Noce Tanganica, un nome di fantasia dato all'africano Aningrè; oppure il Noce Africano (è il Lovoa) o ancora il Noce Nero Africano detto anche Noce Mansonia (Mansonia è appunto il nome botanico).
    Certi legnami hanno poi caratteristiche diverse da quelle attese. E' il caso del Teak, originario delle ormai esaurite foreste del sud-est asiatico ed oggi proveniente da grandissime piantagioni africane: la specie è la stessa, ma le caratteristiche del legname sono inferiori, perché è diverso l'ambiente di crescita. Lo stesso vale per il Cedro del Libano: ottimo quello cresciuto nella zona d'origine, pessimo quello dei nostri climi.
    A volte accade il contrario: puù capitare di mettere in dubbio la parola del venditore solo perché il legname ha una colorazione diversa da quella classica. Questo accade perché il legno è un prodotto naturale e quindi molto variabile: lo stesso Noce comune può essere chiaro ed assomigliare ad un pioppo, oppure molto scuro. Per questo, se dovete rifare le porte e le finestre di una abitazione, ordinatele tutte insieme, oppure chiedete che venga verniciato per assomigliare agli infissi preesistenti.

Il legno ideale per infissi esterni: finestre, persiane e portoni

    Per finestre, persiane e porte esterne occorre un legno massello (100% tavole di legno) e capace di resistere alle intemperie.
    Scartate l'Abete, anche se vi dicono che è protetto da apposite sostanze perchè in realtà non si impregna bene.
    Buono il Pino silvestre, sopratutto quello cresciuto nei Paesi Scandinavi, commercializzato sotto il nome di Pino di Svezia: è di basso costo, di discreta qualità, omogeneo; opportunamente verniciato può anche assomigliare a specie più pregiate ("macchiato a noce").
    Se avete da spendere qualche soldo in più, potete rivolgervi a specie più durevoli come Larice, Rovere, Castagno, Douglasia o Iroko: tra questi la scelta è dovuta sopratutto al gusto.
    Il legno di Cipresso è una cosa a sè: profumato, molto durevole e ben inserito nella tradizione toscana, ma costosissimo e col tempo si torce notevolmente, per cui è indicato solo per le porte esterne.

>

Il legno ideale per gli interni: mobili e porte

    La scelta del legno da usare per mobili e porte interne dipende essenzialmente dal gusto e da quanto siamo disposti a spendere. Si va dall' Abete rosso, un tempo usato per le dispense perchè privo di odori, al Cipresso, molto aromatico, usato in passato per cassepanche dove riporre biancheria perché allontana le tarme. Bisogna solo stare alla larga dal legno di Pioppo: sebbene sia poco costoso, è molto tenero, per cui viene inciso semplicemente scrivendo su un foglio apoggiato sul tavolo.
    Ponderata deve essere invece la scelta tra massello, lamellare e impiallacciato.

    Più costoso è il legno massello (o legno massiccio). Attenzione al fatto che il termine "massello" indica solo le parti esposte alla vista, mentre altre parti possono essere fatte con altri materiali.

    Il legno lamellare consiste in piccoli pezzi di legno massello che vengono incollati tra di loro, per cui sono relativamente economici e con ottime caratteristiche mecccaniche. Infatti, possiamo compensare la naturale curvatura del legno dei diversi pezzi, ed è possibile produrre elementi di forma e dimensione voluta senza il limite della dimensione dell'albero.

    Nel legno impiallacciato, il legname di pregio rappresenta solo una sottile pellicola di rivestimento (impiallacciatura), che viene ottenuta sbucciando un tronco facendolo ruotare a contrasto con una lama.
    Importante è il tipo di pannello che c'è sotto l'impiallacciatura o sotto il rivestimento plastico:
    - pannello compensato (strati sovrapposti di sfoglie di legno).
    - pannello MDF (frammenti di legno fortemente pressati),
    - pannello truciolare (il truciolato è formato da piccoli frammenti di legno pressati e incollati tra loro, ma sensibili all'umiditò),
    - pannello listellare (listelli di legno massiccio derivati dallo scarto di altre lavorazioni osizionati in modo da lasciare dei vuoti),
    - pannello tamburato (cartone alveolato, è il più economico ma si sfonda facilmente se viene a contrasto con qualche oggetto contundente).

Il legno ideale per il parquet

    Troppo spesso viene posto in opera come una piastrella, senza tener conto che è un materiale vivo ed eterogeneo: è quindi importante rivolgersi a persone esperte, che conoscono i problemi dei diversi legnami. In questo modo sarà possibile mettere il parquet in ogni ambiente, cucina compresa.
    Per esempio, l'africano Doussiè è apprezzato perché non dà problemi. Esiste però anche il Doussiè Asia, che è il nome commerciale di una pianta asiatica simile nell'aspetto, ma con caratteristiche completamente diverse: è molto sensibile alle variazioni di umidità, per cui se viene trattata come il Doussiè vero, e posto subito in opera, nel giro di qualche mese si può muovere e scollarsi. Per evitare simili sorprese, bisogna ambientare il materiale per un paio di mesi nelle stanze dove verrò posto in opera. Lo stesso discorso vale per l'africana Afrormosia ed il suo surrogato brasiliano chiamato commercialmente Afrormosia Rio.
    Tra i legnami nazionali, sono utilizzabili per pavimenti in legno le seguenti specie: Abete Bianco, Castagno, Ciliegio, Faggio, Frassino, Larice, Leccio, Noce, Olivo, Olmo, Robinia, Rovere, Sughera e recentemente Arancio.

Dove trovare il legname

    Per reperire la materia prima dobbiamo innanzitutto individuare nella zona un buon commerciante all'ingrosso, perchè il legname costa molto ed è difficile trovarlo ad un buon prezzo.
    Legnami pregiati a poco prezzo possono essere trovati dai venditori di legna da ardere, perché nel mucchio si potrebbe avere la fortuna di vedere dei tronchetti di piante da frutto o pregiate piante forestali come Faggio, Farnia, Rovere e Ontano, ma si possono utilizzare anche specie prevalentemente usate come legna da ardere come Acero campestre, Carpino, Leccio, Orniello e Roverella.
    Oppure ci si può rivolgere gli agricoltori che estirpano un frutteto (pero, melo, albicocco, pesco, susino, arancio, limone) o fanno delle grosse potature agli olivi ed ai castagni: anche in questo caso può capitare di comprare legnami pregiati al prezzo della legna da ardere, anche se lo scarto è molto alto.
    Un'altra fonte sono i giardinieri, in quanto può capitare che abbattino o potino drasticamente piante ornamentali che forniscono del legname da opera, come Abete rosso, Cipresso, Bagolaro, Liriodendro, Melograno, Paulonia, Platano, Tiglio o Tuja.
    Se poi l'agricoltore è anche vignaiolo, allora potrebbe disfarsi di vecchie botti di rovere, anche se per eliminare la curvatura si ottengono spessori più ridotti e listelli più corti. Ottime le vecchie travi delle demolizioni e similari, che servono per preparare listelli dei prendono il nome di legni antichi, preziosi e ricercatissimi.

La stagionatura del legno

    Il legname appena tagliato deve essere stagionato, in quanto contiene una quantità di acqua che in taluni casi può arrivare al 75% del peso, per cui continuerà a diminuire di volume e torcersi finchè il contenuto di acqua non è in equilibrio con quello dell'ambiente in cui si trova. Per ovviare a questi tempi di attesa, ogni anno si può mettere a stagionare del legno ed arriverà il giorno che sarà pronto, in cui ogni anno avremo del legno pronto.
    La durata della stagionatura dipende dalla specie, dalle condizioni in cui è cresciuta, dalle dimensioni dei pezzi di legno, dalla cura con cui viene accatastato, dalle condizioni di temperatura e umidità. In pratica, ci si accorge che la stagionatura è conclusa quando pesando il legno ci si accorge che il peso non diminisce più.
    Nel caso di stagionatura di blocchi di legno per lavori di tornio, conviene alternare la stagionatura agli interventi di tornitura. Nel caso di stagionatura di tavole, conviene spalmare sui primi 10 cm della colla acrilica per uniformare l'essiccazione ed evitare eccessive spaccature alle estremità.

Differenza tra falegnameria, tornitura, ebanisteria

    Lavorare il legno è relativamente facile. Basta infatti un pò di attrezzatura ed un locale adatto, senza dimenticare la sicurezza visto che si lavora in mezzo a lame taglienti e polveri finissime.
    I tipi di lavorazione del legno sono tre: falegnameria, tornitura ed ebanisteria.
    La falegnameria consiste nell'usare tavole e colla vinilica per fare i mobili e infissi (porte e finestre): questi ultimi sono molto difficili ed occore tempo per farsi una buona esperienza, avendo a che fare con vetri e serrature.
    La tornitura è l'arte di realizzare piccoli utensili dalla forma rotonda dove il pezzo di legno viene messo a ruotare attorno ad un attrezzo detto tornio.
    L'ebanisteria è l'arte di comporre decorazioni, mosaici o disegni veri e propri, utilizzando legni di diverso colore, mentre nell'intarsio vengono utilizzati altri materiali (ad esempio l'avorio).

Il taglio del legno

    Per realizzare mobili o infissi occorre innanzitutto tagliare i tronchi in tavole. che possono avere un aspetto "rigato" o "fiammato": sono gli anelli di accrescimento dell'albero, che appaiono in modo diverso a seconda di come è stato segato il tronco.
    Taglio tangenziale. E' quello adottato per la quasi totalità del legname ma le tavole che si ottengono non hanno qualità e aspetto costanti, perchè si differenziano sempre piu' man mano ci si allontana dalla zona centrale del fusto. Mentre la tavola di mezzo mantiene diritto il proprio asse trasversale e presenta superfici con venature pressochè parallele, le altre tavole sono soggette a imbarcarsi e comportano vaste zone mediane con venature notevolmente diverse da quelle delle loro zone laterali, a seconda della conicità del fusto e della posizione delle tavole nel fusto stesso.
    Taglio in quarto e taglio radiale. Questi procedimenti di segagione non consentono di ridurre tutto il tronco in tavole mediante un solo passaggio alla sega multilame, perciò risultano piu' costosi. Il maggior costo però è compensato dalle migliorate caratteristiche di indeformabilità e di aspetto che il legname viene cosi' ad assumere. Le tavole ottenute secondo tali metodi risultano sempre meglio specchiate e saranno sempre meno soggette a imbarcarsi quanto più la direzione dei tagli sarà prossima a quella radiale. Tuttavia il taglio sul raggio rimane puramente teorico, perchè praticamente impossibile.

Attrezzatura del falegname faidate

    Dipende tutto da dove si vuole partire e da ciò che si vuole realizzare, tenendo presente che la lavorazione del legno è appassionante e creativa ma anche molto pericolosa. Le attrezzature sono tutte molto taglienti ed i motori velocissimi, per cui basta una piccola distrazione per provocare un grave incidente.
    Non bisogna farsi prendere mai dalla fretta, concentrarsi su quello che sista facendo, controllare due o più volte che il pezzo sia fissato correttamente, chiudere la sessione di lavoro se sopravviene la stanchezza.

    Si consiglia di iniziare con dalla falegnameria spicciola, partendo da tavole e listelli già pronti, preparati nelle dimensioni volute da un falegname di fiducia o da un centro del bricolage, dove un taglio costa attorno ad 1 euro l'uno ed i primi tagli sono gratis se il legname viene comprato sul posto.

    L'attrezzatura necessaria è la seguente:
    - banco da lavoro,
    - morsa da banco,
    - una serie di morsetti,
    - levigatrice orbitale con carta vetrata di varia grana,
    - troncatrice con pianetto superiore (con cui realizzare battute e scanalature per l'inserimento di pannelli e fare cassetti semplici, cioé senza code di rondine),
    - fresatrice (non strettamente indispensabile, ma comoda per fare scanalature per i fondi di cassetti e le battute per la sede di un pannello posteriore),
    - pialla,
    - raspa,
    - avvitatore con la serie di punte,
    - almeno 4 scalpelli da falegname
       (8,10,14/16, >24 per pareggiare),
    - sega a sciabola,
    - seghetto rettilineo,
    - seghetta da traforo,
    - trapano a colonna,
    - squadra lunga almeno 60 cm.,
    - metro pieghevole,
    - metro estensibile,
    - livella ad acqua,
    - martello piccolo
    - mazzuolo,
    - tenaglie da falegname,
    - chiodi di varie misure,
    - viti autofilettanti di varie misure,
    - colla vinilica,
    - nastro telato,
    - tinta ad acqua per la finitura,
    - carta abrasiva detta "stereata",
    - vernice detta "turapori".

    Una volta presa confidenza con il legno si potrà gradatamente incrementare l'attrezzatura, fino ad arrivare a procurarsi tronchi di legno da tagliare in proprio. Infatti, comprare tavole già tagliate ha costi molto alti, qualità spesso scadente, assortimento di misure ed essenze lignee limitate, continui viaggi al negozio, impossibilità pratica di crearsi una riserva di materiale della giusta misura.
    A livello hobbistico sega circolare, pialla F/S e fresa possono essere sostituite da un unico attrezzo combinato che permette di eseguire le tre lavorazioni anche se le prestazioni sono inferiori a quelle delle tre macchine distinte.
    L'attrezzatura completa comprende:
    - seghetto alternativo (serve a fare tagli grossolani),
    - piccola sega a nastro (serve a "sgrossare" il tavolame oppure ad eseguire tagli sagomati,
    - combinata (serve a squadrare, rifilare e troncare di precisione),
    - una buona fresatrice (per realizzare cornici, scanalature, bordi, battute, ecc.),
    - una toupie (fresatrice ad altissima velocità che, dotata di lame a "semiluna", toglie gli spigoli vivi del legno per realizzare tutti i tondi che si desidera),
    - un piccolo tornio (per realizzare ciotole, vasi e qualunque cosa arrotondata),
    - un set per affilare le lame.

    Il tornio è un utensile dotato di un motore elettrico al quale viene fissato il pezzo di legno ancora grezzo. Mentre il motore fa ruotare la tavola di massello, con degli attrezzi molto simili a degli scarpelli sagomati (sgorbia), la rotazione stessa genera la forma del pezzo finito.

© Copyright 2017 Fabio Gori