LEGNO FAI DA TE
Guida all'acquisto dei mobili e alla lavorazione fai-da-te: tipi e caratterisitche dei legnami, frodi sul legname, approvvigionamento del legname grezzo, attrezzatura per la falegnameria in casa

La scelta del legno

    Dal nero dell'Ebano al rosso amaranto del Peltogine, dal bianco della Betulla al bruno del Noce: sono oltre 10.000 le specie di legname utilizzate nel mondo, e 100 quelli che crescono in Italia.
    Dobbiamo allora domandarci: quale è capace di rispondere alle nostre esigenze?
    E come possiamo essere sicuri che il legname del mobile o per il fai-da-te è quello da noi richiesto?

Caratteristiche dei diversi tipi di legno

    La prima cosa da fare è scegliere il tipo di legno adatto ai nostri scopi, anche se dobbiamo fare i conti con la disponibilià del materiale sul mercato.
    Di seguito trovate le caratteristiche dei legnami nazionali, con l'indicazione delle caratteristiche, degli usi e della reperibilità.
    Un quadro d'insieme dei diversi tipi di legname lo potete vedere nella xiloteca del Museo di Storia Naturale di Siena, ma è anche interessante passeggiare per boschi e campagne alla ricerca delle piante da riconoscere e rispettare (con l'asterisco le specie presenti all'Agriturismo La Torretta).

Legno di Abete bianco
    Legname indifferenziato di colore bianco crema. Nodi grossi e duri, privo di canali resiniferi e con anelli annuali evidenti. Tessitura media, fibratura diritta e regolare, bassa durezza, bassa resistenza agli urti, ritiro moderato, facile stagionatura e lavorazione (se con pochi nodi e senza legno di compressione), le unioni con chiodi o viti sono poco durevoli, mentre l'incollatura e la tinteggiatura si compie agevolmente. La durabilità è bassa, in quanto facilmente attaccabile da marciumi e da tarli se non trattato, ed è poco permeabile ai preservanti. Meno pregiato dell'Abete rosso, è impiegato per mobili ordinari, travature per edilizia, liste per pavimenti (parquet) e costruzioni navali (un tempo usato per alberi da nave), non adatto per infissi esterni. Presente in Toscana in alcuni boschi relitti dell'ultima glaciazione, oggi seriamente compromessi dai cambiamenti climatici in corso.

Legno di Abete rosso *
    Legname indifferenziato di colore bianco crema, con presenza di canali resiniferi (che possono dar luogo a tasche incluse nei tessuti) ed anelli annuali evidenti, talora ondulati: in questo caso è ricercato per strumenti musicali. Tessitura fine, fibratura diritta e regolare, bassa durezza, bassa resistenza agli urti, ritiro moderato, stagionatura facile e veloce, facile lavorazione, si incolla e si tinge facilmente, ma non tiene bene i chiodi, si muove poco al variare dell'umidità, attaccabile da marciumi e da tarli se non trattato, poco permeabile ai preservanti. L'Abete rosso, rispetto all'Abete bianco, è più pregiato, più leggero, più elastico, di più facile lavorazione ed anche più duraturo se tenuto all'asciutto. Impiegato per mobili ordinari, lavori di ebanisteria, strumenti musicali, casse d'imballaggio, fiammiferi, non adatto per infissi esterni. Le fibre legnose vengono intessute anche per fabbricare stuoini, la corteccia è ricca di tannino viene usata per la concia delle pelli, incidendo il tronco si estrae la "pece di Borgogna" usata per unguenti per i geloni, le gemme contengono un olio essenziale usato per bagni schiuma e per il massaggio sportiv Spontaneo nelle zone alpine, si trova anche nei giardini come recupero degli Alberi di Natale.

Legno di Acero campestre *
    Legname non chiaramente differenziato, di color bianco rosato o roseo chiaro, con anelli non evidenti ed apprezzati effetti estetici (marezzatura), diventa lucido se levigato. Tessitura fine, fibratura ondulata alla base dei fusti, pesantezza media, ma più pesante degli altri aceri, duro, mediamente compatto, omogeneo, elastico, buone caratteristiche meccaniche, ritiro elevato e soggetto ad imbarcarsi, ma di facile lavorazione, facilmente attaccabile da marciumi e da tarli se non trattato. In genere destinato alla produzione di legna da ardere, può avere talvolta interessanti pezzature come legname da opera per la produzione di piccoli oggetti come manici, utensili, giochi, calci di fucile. I pezzi con fibratura ondulata e senza altri difetti possono essere usati in liuteria per la realizzazione dei fondi degli strumenti ad arco, mentre la radica è usata per le pipe. Arbusto o piccolo albero molto diffuso nei boschi e nelle macchie.

Legno di Acero montano, Acero riccio, Acero opalo
    L'Acero montano, che cresce spontaneo nei boschi fino a 1800 metri di quota, fornisce un legname molto pregiato, di color bianco giallognolo e lucentezza sericea, con durame ed alburno indifferenziati, talora con alterazioni di colore e venature decorative. Tessitura fine, fibratura diritta ma talora ondulato verso la base, mediamente duro, pesantezza media , ritiro da medio ad elevato, di facile e veloce stagionatura, facilmente lavorabile e di ottima finitura, non durabile naturalmente perché non resistente ai marciumi ed ai tarli se non trattato, ma facilmente impregnabile dai preservanti. Usato per mobili di pregio, tornitura, ebanisteria, sculture, zoccoli di lusso, stecche da biliardo, liste per pavimenti con forte attrito (piste da ballo, palestre, bowling), utensili casalinghi, casse armoniche di strumenti ad arco (con i pezzi a fibratura ondulata), manici e top di chitarre (ritrasmette favorevolmente le frequenze medio-acute), mentre la ramaglia fornisce un'ottima legna da ardere. L'Acero opalo e l'Acero riccio, che crescono sporadicamente nei boschi collinari, hanno caratteristiche simili ma hanno un legno più rosato, duro, elastico e resistente agli sforzi meccanici, ma con minori effetti estetici per cui sono considerati un pò meno pregiati. L'acero più diffuso sul mercato è però l'Acero americano.

Legno di Acero negundo
    Legno bianco-crema uniforme. Leggero, poco resistente, facilmente lavorabile, di cattiva o mediocre qualità, usato per casse da imballaggi. Pianta di origine nordamericana usata diffusa come pianta ornamentale.

Legno di Agrifoglio
    Legname indifferenziato di colore avorio, che col tempo tende a imbrunire, talvolta con variegature non uniformi, anche tendenti al verde. Duro, pesante, compatto, a grana finissima, fibratura diritta, ritiro medio, di non facile segagione, ma suscettibile di un buon pulimento, facilmente tingibile e per questo capace di imitare legni più pregiati, media durabilità naturale. Usato per lavori di tornitura ed ebanisteria, come tasti di pianoforte e pezzi bianchi degli scacchi. Sporadico nei boschi e talvolta usato come albero ornamentale, di scarsa reperibilità.

Legno di Ailanto
    Legname di colore giallognolo-rossastro, indifferenziato. Molto duro, tessitura grossolana, fibratura diritta, elastico, di facile lavorazione. Inattaccabile dai tarli e resistente alle escursioni termiche e all'umidità, ma si torce e si screpola facilmente durante la stagionatura. Utilizzato per realizzare ossature di mobili e falegnameria andante. E' un albero infestante di origine asiatica che cresce un pò ovunque, talvolta è usato come pianta ornamentale.

Legno di Alaterno (o Alaterna, o Linterno)
    Legname di colore giallo scuro, molto duro, compatto, a grana fine, simile a quello del Bosso, impiegato sopratutto per lavori di ebanisteria e di tornio per la realizzazione di attrezzi e strumenti atti a resistere a forti sollecitaizoni meccaniche. Il legno appena tagliato emana un odore sgradevole, e per questo detto "legno puzzo". E' un arbusto sempreverde spontaneo in tutta Italia, usato talvolta come pianta ornamentale.

Legno di Albero di Giuda
    Legname differenziato con durame rossastro. Piuttosto duro e pesante, tessitura fine, fibratura con direzione variabile a seconda della direzione del tronco, facile lavorabilità, buone caratteristiche meccaniche. Adatto per lavori al tornio e usato in passato per tarsie note con il nome di "carobba". Specie sporadica nei boschi e frequente nei giardini grazie alla vistosa fioritura rosa-violacea che appare in primavera prima dell'emissione delle foglie.

Legno di Albicocco *
    Legname di colore rossastro, duro e compatto, impiegato sopratutto in ebanisteria.

Legno di Alloro *
    Legname di colore bianco-rosato, leggermente odoroso, semi-duro, a grana fine e compatta, impiegato per lavori da tornio e intaglio. Si fessura con molta facilità, per cui deve essere subito tagliato e poi stagionato per due anni, oppure lavorato fresco rivestendo di gommalacca gli oggetti ricavati. Arbusto sempreverde diffuso nei boschi mediterranei e molto usato nei giardini per realizzare siepi.

Legno di Arancio
    Legname colore avorio giallino, con poche venature. Poco usato in falegnameria perché crepa facilmente ma è ottimo per tornitura ed ebanisteria, in particolare fu usato nel mobilio francese del XVIII e XIX secolo.

Legno di Bagolaro
    Legname di colore bianco grigiastro o bianco verdognolo, con alburno e durame indifferenziato, ed anelli annuali ben distinti e visibili. Duro, tessitura da media a grossolana, tenace, elastico, non si screpola, molto resistente ai tarli. Apprezzato per le caratteristiche meccaniche di resistenza e flessibilità, trova impiego per la realizzazione di bastoni, stecche da biliardo, utensili da falegname, intarsi e strumenti a corda. Specie nostrana quasi scomparsa dai boschi e usata nelle alberature stradali in quanto si adatta a vivere nelle difficili condizioni ambientali della città. Un esemplare secolare si trova a San Gimignano.

Legno di Bambù *
    Non è un legno, essendo una pianta erbacea, ma lo sostituisce per le sue caratterisitche: leggero, duro, flessibile, elastico, levigabile. Usato nel sud-est asiatico ed in sudamerica come materiale da costruzione, tra l'altro resistente a uragani e terremoti, oltre che per tubazioni idrauliche, mobili, flauti, piccoli oggetti di uso quotidiano e per fabbricare la carta. Esitono moltissime specie, alcune delle quali raggiungono diametri considerevoli, mentre quelle che crescono in Italia a scopo ornamentale hanno diametri minori.

Legno di Betulla
    Legname di colore bianco giallastro, qualche volta tendente al rosa, venato, con alburno e durame indifferenziato. Tessitura fine, fibratura diritta, elastico, di facile e rapida stagionatura, anche se possono insediarsi alterazioni cromatiche che si prevengono con una buona veltilazione, di facile lavorazione, attaccabile da funghi e insetti se non trattato, ma molto permeabile ai preservanti, apprezzato perché è il più resistente tra i legni teneri. Trova impiego per in ebanisteria, tornitura e falegnameria per la fabbricazione di mobili, oggetti di uso domestico e attrezzi sportivi. E' inoltre un ottimo combustibile. Specie diffusa nel centro-nord Europa, in Italia è talvolta usata nei giardini come pianta ornamentale per l'elegante portamento e la corteccia bianca.

Legno di Biancospino *
    Legno molto duro, compatto, pesante, lucido dopo la lavorazione. Era usato nella fabbricazione di piccoli oggetti domestici, manici per attrezzi, fusi per tessitura, ed apprezzato come combustibile. Le bacche sono altamente nutritive, in passato utilizzate per fabbricare marmellate, sciroppi, liquori e, dai nativi americani, un alimento energetico chiamato pemmican. Era usato nelle campagne per realizzare siepi impentrabili, mentre oggi colonizza le aree incolte creando a maggio caratteristiche fioriture bianche.

Legno di Bosso *
    Legname molto pregiato, di colore giallastro venato. Il lentissimo accrescimento della pianta fa sì che il legno è molto pesante (non galleggia in acqua), molto duro ed ha una grana finissima, tanto che dopo averlo tagliato non ha bisogno di ulteriori lavorazioni. E' scomparso dai nostri boschi proprio per la qualità del legname e la lenta crescita, per cui oggi lo troviamo solo come siepe nei giardini. Trovò impiego in ebanisteria per la realizzazione di marquetries e decorazioni intarsiate, ed anche nei lavori al tornio per la fabbricazione di piccoli recipienti, strumenti musicali, scacchiere, strumenti matematici ed oggetti di uso domestico.



Legno di Carpino bianco
    Legname di colore bianco-giallastro o giallastro chiaro, che inscurisce alla luce solare fino al giallo-bruno, con qualche striatura più scura, anelli annuali ondulati, raggi midollari ben visibili e riflessi madreperlacei, senza differenza tra laburno e durame. Duro, pesante, compatto, tenace, tessitura fine, fibratura di solito contorta che lo rende difficile da stagionare e lavorare, per cui è preferibile segarlo da fresco, mentre tende a scheggiarsi se lavorato stagionato, e tende a torcersi durante la stagionatura, poco durevole sopratutto in ambienti umidi, ma facile da trattare con preservanti. Trova impiego come ottima legna da ardere e per la produzione di carbonella. Per la sua resistenza all'usura, è usato per la realizzazione di piccoli attrezzi, stecche da biliardo, parti di strumenti musicali (pianoforti), serramenti, manici di utensili, ruote idrauliche ed ingranaggi, viti di pressione, carri agricoli. Usato anche dagli ebanisti francesi per le decorazioni a intarsio. I rami giovani sono usati come vimini in lavori di intreccio

Legno di Carpino nero
    Simile al Carpino bianco (vedi), rispetto al quale ha un legno più rossiccio, fibre più diritte, anelli più regolari e raggi midollari poco visibili.

Legno di Carrubo
    Legno differenziato in alburno di chiaro e durame roseo-bruno o rossastro, ma con anelli poco distinti. Duro, resistente e compatto, che lo fanno apprezzare in falegnameria ed ebanisteria. La pianta è coltivata per i frutti, utilizzati nell'alimentaizone animale ed in alcune preparazioni alimentari.

Legno di Castagno
    Legname pregiato, con la parte esterna sottile e di colore bianco giallastro (alburno) e la parte interna marrone chiaro (durame), con vasi grossi visibili ad occhio nudo formanti un cerchio poroso. Duro, struttura molto compatta, tessitura grossolana, fibratura diritta, di lenta stagionatura, ma più stabile delle querce pregiate una volta stagionato, di facile lavorazione, mediamente resistente ai parassiti fungini ed ai tarli (ma non l'alburno), molto resistente nell'acqua, poco permeabile ai preservanti. Utilizzato per fabbricare mobili (esteticamente simili alle querce pregiate, ma più leggeri), infissi anche esterni, elementi strutturali in edilizia (travi e travetti), doghe per botti e listelli per parquet. Altri utilizzi devono tener conto degli effetti corrosivi se usato insieme a metalli e delle colature di tannini che provocano macchie su pavimenti e muri se non convenientemente trattato. Frequenti gli alberi monumentali, come sul Monte Amiata ed anche sulla Montagnola Senese.

Legno di Catalpa
    Legno bianco-verdastro che imbrunisce col tempo, leggero, facilmente lavorabile. Nei luoghi di origine dell'Asia orientale è usato per mobili andanti e calzature. In Italia si è recentemente diffusa come pianta ornamentale. Da non conforndersi con la Catalpa a foglie ondulate o Quercia nera d'America, che con la quercia ha in comune l'aspetto e gli usi.

Legno di Cedro dell'Atlante
    Legname pregiato con sottile alburno giallognolo e durame rossastro ad anelli di accrescimento marcati. Tessitura media, fibratura diritta o intrecciata, poco duro, di facile lavorazione, naturalmente resistente ai marciumi, privo di canali resiniferi per cui non "piange", modesta resistenza all'urto, allo stato fresco emana il caratteristico profumo di cedro. Usato per costruzioni edili e navali, infissi esterni ed interni, lavori di falegnameria fine ed ebanisteria. Specie di origine nordafricana, usata come pianta ornamentale in parchi e giardini.

Legno di Cedro del Libano
    Legname pregiato con sottile alburno giallognolo e durame bruno chiaro ad anelli di accrescimento marcati, con caratteristiche e impieghi simili al Cedro dell'Atlante, ma le piante vissute nei nostri climi producono un legno leggero, fragile, facile a curvarsi e poco durevole. Specie di origine mediorientale, usata come pianta ornamentale in parchi e giardini.

Legno di Cerro
    Legname con la parte esterna giallastra (alburno) e la parte interna bruna-rosea tendente al violaceo od al roseo (durame), e raggi parenchimatici ben visibili ma piùalti e più fitti rispetto al rovere ed alla farnia. Duro, pesante, tessitura grossolana, fibratura diritta, porosità molto accentuata, di difficile stagionatura per il ritiro elevato, difficile segagione e chiodatura, attaccabile da marciumi e da tarli se non trattato, ma durame non permeabile ai preservanti. Il migliore è quello del Sud Italia, mentre quello del centro-nord tende ad imbarcarsi e spaccarsi. E' usato sopratutto come legna da ardere e talvolta per falegnameria grossolana, doghe per botti, raggi di ruote. In Italia forma diffusi boschi in associazione alla Roverella.

Legno di Ciliegio *
    Legname pregiato, all'esterno giallastro (alburno) ed all'interno col caratteristico colore rossastro, che tende a scurire col tempo (durame), ma non sempre chiaramente differenziato. Ha tessitura fine, fibratura diritta, durezza media, pesantezza media, stagiona senza difficoltà con un ritiro medio ed è facilmente lavorabile e piegabile al vapore, ma è fragile, s'imbarca facilmente ed è aggredibile da marciumi e tarli se non trattato. Per far virare il colore al rosso e rendere uniforme l'alburno col durame, viene tratto con vapore o immerso in acqua di calce. Il disegno a fiamma è ottenuto col taglio tangenziale, dovuto al fatto che i vasi sono più numerosi all'inizio dell'anello. Usato per mobili di pregio, ebanisteria, tornitura, stipetteria, listelli per pavimenti (parquet) e talvolta strumenti musicali.

Legno di Cipresso *
    Legname pregiato, di colore bruno, con durame più scuro dell'alburno, a contorno irregolare. Tessitura fine, durezza media, fibratura non regolare, grossa nodosità, da stagionare lentamente per evitare spaccature, di non facile segagione e piallatura, ma muove poco nel tempo ed è possibile un elevato grado di finitura. E' privo di canali resiniferi (per cui non "piange") ma ricco di resina, e per questo molto aromatico e naturalmente resistente ai marciumi ed ai tarli, per cui è particolarmente adatto infissi esterni e per mobili (sopratutto cassapanche dove riporre gli abiti in quanto l'odore del legno teneva lontane le tarme), oltre che per lavori di tornio e di ebanisteria, e avrebbe interesse anche nei rivestimenti dei guardrail. Come legna da ardere, ha un elevatissimo potere calorifico. E' la tipica pianta ornamentale della Toscana fin dai tempi degli Etruschi, anche se in certe zone inflazionata (alcuni Comuni hanno vietato la realizzaizone di nuovi filari ai lati delle strade private), e si rinnova spontaneamente solo nella Riserva Naturale di San'Agnese (Chianti senese), dove trova particolari condizioni ambientali. Da non confondersi con il legno di specie esotiche come il Cipresso dell'Alaska, dell'Atlantico, di Lawson.

Legno di Corbezzolo
    Legname con alburno giallo-rosato e durame rosso-bruno. Duro, pesante, omogeneo, facilmente levigabile. Il tronco e la radica di corbezzolo trovano impiego in piccoli lavori di tornitura ed ebanisteria, e fornisce ottimo carbone vegetale e legna da ardere, apprezzata per preparare arrosti in quanto aromatica. Arbusto o piccolo albero che cresce nella macchia mediterranea, e talora utilizzato nei giardini in quanto è sempreverde e porta in contemporanea fiori bianchi (tra l'altro produce un miele ottimo e amaro) e frutti (eduli, ma astringenti).

Legno di Corniolo
    Legname indifferenziato di colore bianco, talora rosato o rossastro nella parte centrale dei fusti più grossi, con anelli poco distinti. E' uno dei legni europei più pesanti, duri, compatti. Ha una caratteristica fibratura contorta e incrociata, una notevole elasticità ed una eccellente resistenza alla compressione, ma scarsa flessibilità e scarsa resistenza alla trazione, soggetto a fratture quando stagionato. La bollitura lo rende particolarmente morbido e facile da lavorare. Apprezzato per la straordinaria lucentezza del legno finito, che diventa liscio e setoso, arricchito da sfumature e screziature che lo rendono somigliante a una pietra dura o al corno levigato di un animale. Era impiegato per la costruzione attrezzi soggetti a forte usura: manici di bastoni, raggi per ruote, ingranaggi per mulini, pestelli, schiaccianoci, pipe ed altri piccoli oggetti. Si presta egregiamente alla fabbricazione di archi potenti e durevoli, e delle frecce. I rametti venivano intrecciati per la fabbricazione di solide ceste. I frutti, di sapore acidulo poco gradevole, enivano impiegati per preparare marmellate, succhi di frutta, sciroppi o conservati in salamoia, oltre che essere usati nella medicina popolare. Arbusto diffuso nei campi incolti e nei boschi.

Legno di Crespino
    Legname di colore giallo vivo, venato. E' molto duro e si fessura difficilmente. Usato in passato per colorare di giallo il cuoio e in piccoli lavori al tornio. Arbusto o piccolo albero che cresce ai margini dei boschi.

Legno di Douglasia (o Abete americano)
    Legname di con alburno giallastro e durame di un bel colore roseo salmone, con anelli di accrescimento ben marcati. Tessitura fine, fibratura diritta, quando fresco emana un caratteristico odore di resina, di facile stagionatura, lavorazione non sempre agevole quando gli anelli sono spessi, muove poco in opera (ritiro volumetrico 14%), elastico e resistente, di buona durabilità naturale. E' importato dal Nord America (distinto in tipo costiero, più pesante, e tipo di montagna, più leggero), dove è il legname più usato in edilizia per strutture portanti, oltre che per alberi per navi, barche, rivestimenti di guard-rail, mobili, pavimenti, infissi. Quello di provenienza italiana, dove è talvolta usato come pianta ornamentale, è di qualità inferiore.

Legno di Erica arborea
    Legname rossiccio, duro, compatto, naturalmente resistente al fuoco, ai parassiti ed agli agenti atmosferici. La radica di erica ("ciocco", ingrossamento legnoso che si forma sotto la superficie del terreno) è usata per lavori di ebanisteria e di torno, in particolare per fabbricare utensili da cucina ed insuperabili pipe. Deve essere bollita per stabilizzarla e depurarla.

Legno di Eucalipto
    Legname di colore chiaro tendente al rosato, al giallognolo od al castano a seconda della varietà. Anche la durabilità dipende dalla varietà: nei confronti dei marciumi, il camaldolensis ha una certa resistenza naturale che non si osserva nel globosus. Trova impiego nella fabbricazione di casse da imballaggio.

Legno di Faggio
    Legname indifferenziato di colore bianco-giallastro, talvolta con una zona interna rossastra detta "cuore rosso" o "falso durame" che scompare con la stagionatura. Il colore rossastro del prodotto in commercio è dovuto al processo di vaporizzazione al quale viene sottoposto per dilavare le abbondanti sostanze amidacee per renderlo meno attaccabile da marciumi ed insetti. Pesante, omogeneo (monotono), tessitura fine, fibratura diritta, di difficile stagionatura per il ritiro elevato e per la tendenza a spaccarsi e curvarsi, facilmente lavorabile e curvabile a vapore in forme stabili (mobili Thonet), molto resistente alla compressione ed alla flessione, molto elastico, facilmente attaccabile da marciumi e tarli se non trattato, ma molto permeabile ai preservanti e facėlmente tingibile. Per la sua versatilità viene usato per la fabbricazione di mobili, listelli per pavimenti (parquet) ed anche per la lavorazione al tornio con produzione di utensili, secchi, manici di attrezzi, calci di fucili e strumenti musicali. Fornisce inoltre ottima legna da ardere, perché arde con fiamma regolare ed emette poco fumo, ma questo assortimento non è più richiesto. Forma diffusi boschi nelle zone montane (faggete).

Legno di Farnia
    Legname pregiato, di bell'aspetto, con la parte esterna bianco-giallastri (alburno) e la parte interna marrone (durame), con anelli annuali ben distinti e caratteristiche "specchiature" o "slumacature": sono strisce biancastre lucenti dovute ai raggi parenchimatici messi in evidenza col taglio longitudinale radiale.. E' un legno pesante, con tessitura grossolana, fibratura diritta, di lunga e difficile stagionatura, durante la quale tende a fendersi proprio a casua degli ampi raggi parenchimatici, mediamente difficile da lavorare sopratutto da fresco, il durame è resistente naturalmente ai marciumi ed ai tarli, ma non l'alburno. Usato per mobili pregiati, listelli per pavimenti (parquet), doghe per botti, costruzioni navali. La ramaglia è eccellente come legna da ardere. Nel Medioevo era considerato il legno per eccellenza, poi sostituito dal Noce nei mobili. Le caratteristiche e gli usi sono molto simili al Rovere, rispetto alla quale è un pò più leggero. E' la quercie che un tempo dominava le pianure italiane (farnete) ed oggi cresce spontanea isolata o in alcuni boschi relitti, talora forma piantagioni coltivate per il legno.

Legno di Frassino maggiore *
    Legname pregiato, di colore biancastro tendente al giallognolo od al rosa, a riflessi madreperlacei quando è lavorato da poco. Nella parte interna dei vecchi fusti è presente talvolta un ossidazione che imbrunisce il legno chiamata "cuore nero" che non deve confondersi come durame (il legno è in realtà indifferenziato). E' semiduro o duro, pesante, con tessitura medio-grossa, fibratura diritta, elastico, flessibile, di facile stagionatura, ritiro medio, ma non molto stabile in opera al variare delle condizioni di umidità, di facile lavorazione, può raggiungere un'ottima finitura, si piega bene al vapore e si incolla facilmente, non si scheggia, molto deperibile e soggetto all'attacco dei tarli se non trattato, ma abbastanza permeabile ai preservanti. Usato per la fabbricazione di mobili di qualità, listelli per pavimenti (parquet), piccoli oggetti (pipe), strumenti musicali (chitarre) e sopratutto attrezzi sportivi proprio grazie alla sua insuperabile elasticità: remi, racchette da tennis, mazze da golf, mazze da baseball, archi di tipo inglese, bastoni da hokey, slitte. Un tempo usato per telai di veicoli, strutture interne di vagoni e autobus, timoni e ruote per carri. La ramaglia fornisce un'ottima legna da ardere. Il cuore nero è considerato un difetto ma non pregiudica le caratteristiche meccaniche, mentre dalla parte basale di tronchi marezzati si ricava il cosiddetto come "ebano grigio", assai pregiato ed usato in ebanisteria. Specie spontanea nei boschi, talvolta usato come pianta ornamentale e talora coltivata per il legno, ma l'approvvigionamento è sopratutto di importazione.

Legno di Frassino oxicarpa, ossifillo, angustifolia
    Legno bruno-biancastro, indifferenziato. Simile al Frassino maggiore, ma più duro più e pesante.

Legno di Fusaggine (o Berretta del Prete) *
    Legname di colore giallo chiaro, omogeneo, duro, elastico. Apprezzato per lavori al tornio, manici di utensili, cannelli per pipe. Un tempo usato, come dice il nome, per la fabbricazione di fusi per filare la lana e la seta, e per realizzare carboncini da disegno, oggi sostituiti dal salice, di migliore reperibilità. Arbusto frequente nei nostri boschi e talora usato come pianta ornamentale per via della curiosa forma dei frutti rossi e velenosi, che ricordano un copricapo.

Legno di Gelso *
    Legname con alburno bianco-giallastro e durame bruno con tonalità rossastre o bronzee, ad anelli visibili. Duro, pesante, resistente agli urti e discretamente durevole, specie se a contatto con l'acqua. Un tempo usato per fare piccoli attrezzi agricoli, mastelli, secchi, doghe per botti, parti di imbarcazioni, liste per pavimenti, lavori di tornitura ed ebanisteria. Le botti di gelso conferivano al vino bianco un aroma particolare. Albero un tempo coltivato accanto alle case contadine per allevare il baco da seta, mentre oggi è usata come pianta ornamentale.

Legno di Ginepro
    Legname di colore rossastro, resinoso ed aromatico, ma la diffusione dei profumi è limitata dalla lucidatura e dall'applicazione di prodotti. Usato in ebanisteria e tornitura, per esempio nella fabbricazione di utensili da cucina capaci di aromatizzare le pietanze. E' disponibile solo in piccole pezzature in quanto si tratta di un arbusto. Da non confondersi con il Ginepro Orientale (Chameaechhparsi obtusa), di colore bianco, usato per le vasche da bagno.

Legno di Ginko
    Legname di colore giallo-aranciato uniforme, a grana fine, leggero, fragile e di scarso interesse, talvolta usato per fabbricare mobilio andante ed oggetti d'artigianato. Pianta di origine cinese, talvolta usata nei come pianta ornamentale per le caratteristiche foglie bilobate e la bella veste autunnale. Le piante femmina producono frutti dall'odore nauseabondo e dai semi commestibili.

Legno di Giuggiolo *
    Legname di colore rossastro, omogeneo, molto duro, prezioso per utensili di qualità, sculture ed ebanisteria. Pianta coltivata sporadicamente per i frutti, a lento accrescimento.

Legno di Ippocastano *
    Legname bianco giallastro tendente al rosa, tende adunire dopo il taglio, con alburno e durame indifferenziato ed anelli di accrescimento poco distinti. Leggero, tenero, tessitura fine, fibratura diritta, facile da stagionare e lavorare. Impiegato per falegnameria andante, lavori al tornio, sculture e giocattoli. La pianta è usata in parchi e giardini per la stupenda fioritura e la notevole ombrosità, ma con il problema della caduta dei frutti spinosi che contengono semi simili alle castagne, ma che contengono alcaloidi tossici.

Legno di Mirto
    Colore grigio-rossastro, duro, pesante, di grana fine, aromatico. Il tronco e la radica sono usati per lavori di intarsio e di tornio nella fabbricazione di utensili da cucina e pipe. Arbusto spontaneo nella macchia mediterranea.

Legno di Kaki (o Loto, o Diospero) *
    Legname pregiato, simile sall'ebano, molto duro e resistente, utilizzato per la fabbricazione di oggetti torniti con venature e colori bellissimi. Per la sua robustezza veniva usato per fabbricare attrezzi industriali come bobine e attrezzi sportivi come mazze da golf. Pianta coltivata sporadicamente per il frutto, a lento accrescimento. Chiamato anche "legno di Sant'Andrea" perché secondo la leggenda servì a costruire la croce del Santo.

Legno di Lagerstroemia
    Legname di colore bruno rossiccio, duro, compatto, resistente agli insetti. Nelle zone di origine dell'Asia orientale viene utilizzato in edilizia (case, ponti, traversine ferroviarie) e per realizzare mobili. In Italia è frequente nei giardini come arbusto o piccolo albero per la spettacolare ed abbondante fioritura.

Legno di Larice
    Legname pregiato, con durame molto sviluppato, di colore rosso-giallastro tendente al rosa, con anelli ben distinti, nettamente separato dal sottile alburno giallastro. E' il più pesante tra le conifere, duro, compatto, ricco di resina, che può fuoriuscire anche a lavorazione finita ("pianto"), odoroso. Ha una stagionatura lenta e difficile in quanto tende a spaccarsi, ma si muove poco una volta stagionato. E' durevole, resistente ai marciumi, poco permeabile ai preservanti. Per la grande resistenza agli agenti atmosferici è impiegato per costruzioni edili, navali ed idrauliche, infissi esterni, serramenti, listelli per parquet, pavimentazioni, rivestimenti, palizzate, scale, pali telegrafici, rivestimento di guardrail a basso impatto ambientale, lavori fini di falegnameria. Per la sua eccezionale resistenza all'acqua, è anche usato per recipienti, botti e nei manufatti subacquei. E' una specie spontanea nelle zone alpine, talora usata come pianta ornamentale nei giardini.

Legno di Leccio *
    Legname con alburno chiaro e durame rosso-bruno. Duro o molto duro, pesante, compatto, tessitura da fine a media, fibratura irregolare, ritiro elevato, di difficile stagionatura e lavorazione, soggetto a imbarcarsi e crettarsi, ma si può rifinire molto bene, ed inattaccabile dai tarli. Usato sopratutto come eccellente legna da ardere e per ottenere carbonella, ma anche per falegnameria grossolana (manici, pezzi per torchi, leve, assi di carri, lizze per il trasporto delle pietre), traversine ferroviarie, listelli per parquet. Specie tipica del bosco mediterraneo, diffusa nella Montagnola Senese spesso usata come albero ornamentale nei giardini e nelle alberature stradali.

Legno di Lentisco
    Legname di colore rossastro, bruno rosato e talora giallastro, venato. Usato nei lavori di tornio e di ebanisteria, ma anche per produrre carbone vegetale e come legna da ardere, in particolare usata per gli arrosti in quanto aromatica. Arbusto semprverde spontaneo nella macchia mediterranea, talore usata come pianta ornamentale, oltre che in erbosristeria, cosmesie per produrre un olio commestibile.

Legno di Limone
    Legname di colore bianco-giallognolo. Usato in ebanisteria e tornitura, in particolare per pipe e modellismo.

Legno di Liriodendro (o Albero dei Tulipani)
    Legname di colore giallo-crema, tenero, facilmente lavorabile e facilmente impregnabile. Usato per lavori di falegnameria e nelle costruzioni navali, tanto che gli indiani del Nord America (zona di origine) lo utilizzavano per costruire canoe. Quando viene tinto assomiglia al legno di noce, ed a volte viene spacciato per esso. E' un albero ornamentale con una stupenda fioritura.

Legno di Maggiociondolo (o Avorniello)
    Legname pregiato, noto come falso ebano, con alburno giallastro e durame giallo-verdastro se fresco, bruno-oliva con caratteristici riflessi dorati nel materiale stagionato. Le superfici si presentano lucide, molto brillanti e sulle facce radiali i raggi parenchimatici danno origine ad apprezzate variegature appariscenti. Molto duro, pesante e tenace, tessitura media, fibratura abbastanza diritta, stagionatura difficile per gli elevati ritiri e deformazioni, elevata elasticità, buona flessibilità, di facile lavorazione, idoneo ad essere curvato per mezzo del calore, durbilità naturale elevata per la resistenza a marciumi e insetti. Rispetto al Tasso, è più resistente alla compressione ma più fragile in trazione. Usato per piccoli lavori di tornitura e di ebanisteria, noncé per fabbricare archi di modesto libbraggio (per elasticità e flessibilità), correnti di cassetti (grazie alle sostanze gommose depositate nel durame che gli conferiscono facilità di scorrimento), strumenti musicali aerofoni (flauti, cornamuse, fagotti). Piccolo albero sporadico nei nostri boschi e talvolta usato come pianta ornamentale, con fusti che raramente superano i 15 centimetri di diametro.

Legno di Magnolia
    Legname particolare, bello da vedere e da lavorare, caratterizzato da venature decorative che risaltano con un trattamento ad olio o ceralacca. Usato per lavori di tornitura, come fodere di coltelli tipici della tradizione giapponese e cinture di legno in alternativa al cuoio. Originaria dell'Asia ed usata nei giardini come pianta ornamentale.

Legno di Melo e Melastro *
    Legname con alburno roseo e durame rosso-bruno, con anelli non ben distinguibili. Robusto e resistente, elevata nervosità, stagionatura difficile per ritiri elevati con conseguenti fessurazioni e deformazioni, caratteristiche meccaniche e lavorabilità inferiori a quelle del pero, scarsa durabilità naturale. Impiegato nella realizzazione di mobili di tipo comune, lavori di tornitura e di ebanisteria, strumenti musicali, utensili da lavoro e contenitori dove affinare la grappa.

Legno di Melograno *
    Legname di un bel colore giallastro. Arbusto o piccolo albero di difficile reperibilità, un tempo coltivato accanto alle case contadine e oggi apprezzata pianta ornamentale per giardini. In pratica si trovano solo rametti di piccolo diametro, utilizzabili per fare simpatici bottoni o portachiavi.



Legno di Mirto
    Legname da grigio-rossastro a bruno chiaro, duro, pesante, omogeneo, facilmente levigabile. Il tronco e la radica di mirto trovano impiego in piccoli lavori di tornitura ed ebanisteria (manici, giavellotti, ecc). Fornisce anche ottima legna da ardere, apprezzata per preparare arrosti in quanto aromatico. Arbusto o piccolo albero che cresce nella macchia mediterranea, e talora utilizzato nei giardini in quanto è sempreverde e produce delicati fiori bianchi e piccoli frutti commestibili.

Legno di Nespolo europeo
    Legname di colore bruno-giallognolo. Molto duro e compatto, ricercato per lavori al tornio.

Legno di Nocciolo *
    Legname bianco o bruno chiaro, leggero, flessibile, elastico, con anelli di accrescimento poco evidenti, in genere quasi privo di nodi a causa del rapido sviluppo apicale dei polloni, di facile stagionatura. La caratteristica più interessante è la flessibilità, che ne fa il migliore legno per arco. E' una pianta ad abito cespuglioso che cresce spontaneo nei boschi umidi e talvolta usato come pianta ornamentale per la fioritura a febbraio ed il fitto fogliame.

Legno di Noce *
    Legname molto pregiato, con alburno biancastro e durame bruno, che nella parte inferiore del tronco presenta striature scure ed irregolari molto decorative. Leggero, tenero, tessitura da fina (negli alberi vecchi) a media, fibratura diritta, poco nervoso, stagiona senza grandi inconvenienti e si muove poco una volta in opera, resistente allo spacco, facilmente lavorabile e lucidabile, si piega con facilità, moderatamente resistente ai marciumi e non resistente ai tarli se non trattato, ma con durame poco permeabile ai preservanti, con una bassa resa di segagione a causa di frequenti difetti nel legno. Il tronco è usato per mobili e infissi di pregio, falegnameria fine, parquet. La radica di noce è usata in tornitura ed ebanisteria. Da non confondersi con altre specie che vengono chiamate "noce" solo per una vaga somiglianza (noce tanganica, noce africano, noce nero).

Legno di Olivo *
    Ha un colore giallastro con inconfondibili striature scure che lo rendono molto elegante e decorativo. E' durissimo e compatto, tessitura fine, fibratura irregolare, nervosità medio-alta, di difficile stagionatura per il notevole ritiro e la tendenza a spaccarsi, inattaccabile dai tarli, non assorbe odori e questo lo rende insuperabile per gli attrezzi da cucina. Usato per la sua bellezza in lavori di ebanisteria ed al tornio, e per realizzare pipe, cinture da abbigliamento ed utensili da cucina come taglieri, ciotole, saliere, manici di coltelli, oltre che listelli per pavimenti (parquet).



Legno di Olmo
    E' uno dei legni più belli, con alburno chiaro e durame rosso-bruno, spesso non uniforme e percorso da venature scure, con raggi parenchimatici che creano apprezzate specchiature. Abbastanza duro, mediamente pesante, tessitura grossolana, fibratura generalmente diritta ma a volte incrociata che lo rende difficile da fendere, struttura piuttosto irregolare che lo rende soggetto a spaccature, di lunga e difficoltosa stagionatura per la tendenza a fessurarsi, facile da lavorare, tiene bene i chiodi e si piega a vapore quasi come il faggio ed il frassino (se non presenta fibratura incrociata), molto resistente alla compressione ma non alla trazione, elastico, flessibile, sensibile all'attacco di marciumi e tarli se non trattato, ma abbastanza permeabile ai preservanti e assai durevole quando completamente immerso nell'acqua. E' consuetudine lasciare stagionare all'aria i tronchi da sega, almeno fino all'insorgere delle fessurazioni, prima di tagliarli in tavole; si ottiene così un passaggio degli estrattivi dal durame all'alburno, rendendo utilizzabile anche quest'ultimo, che acquista una colorazione particolare. Trova impiego per la fabbricazione di mobili di uso quotidiano, oltre che parquet e casse da imballaggio. I pezzi venati (radicadi olmo) sono ricercati per tornitura ed ebanisteria. Grazie alla buona flessibilità, anche se non equiparabile a quella del sambuco e del nocciolo, viene usato per costruire archi. In passato era il legno più sfruttato nella fabbricazione di parti meccaniche che devono resistere a forte attrito e grandi pressioni (viti per frantoi, madreviti). L'olmo montano è considerato più pregiato dell'olmo campestre, ma le caratteristiche sono le stesse. Entrambi crescono spontanei nei nostri boschi ma una grave malattia fungina che colpisce le piante adulte ha reso molto bassa la reperibilità.

Legno di Ontano nero e Ontano napoletano
    Buon legname, di colore rosso-arancione o arancione se fresco, mentre col tempo tende a scurirsi verso il rossastro od il roseo-bruno. Vi è poca distinzione tra alburno e durame, e poco evidenti sono gli anelli e le venature. Mediamente pesante, omogeneo, tessitura fine, fibratura diritta e regolare (può essere irregolare alla base del tronco), ritiro medio, tenero, facilmente lavorabile e tingibile, mediamente resistente alla compressione ed alla flessione, bassa elasticità, facilmente attaccabile da marciumi e da tarli se non trattato, molto permeabile ai preservanti, non durevole se esposto all'esterno, ma molto durevole quando immerso nell'acqua. Utilizzato per mobili comuni, opere idrauliche, oltre che per realizzare botti, comode calzature (è chiamato "albero degli zoccoli"), oggetti d'uso casalingo e giocattoli, in quanto ha il vantaggio di non presentare superfici scheggiate in caso di rottura), strumenti musicali (chitarre con colorazioni sunbrust) ed altri lavori di tornio e di ebanisteria. E' un mediocre combustibile, ma brucia senza fumo, e il suo carbone si usa nella preparazione della polvere pirica.

Legno di Orniello
    Legname con alburno bianco-rosato e durame bruno chiaro. Resistente, elastico, untuoso al tatto dopo lavorato. Ricercato per lavori al tornio ed usato per manici, attrezzi sportivi, botti, ruote per carri oltre che per legna da ardere. Arbusto o picoclo albero molto diffusa nei boschi collinari

Legno di Paulonia (Paulownia)
    Legname di colore chiaro con sfumature variabili dal giallognolo al rossastro, somigliante al noce nelle tonalità più scure, con evidenti venature che valorizzano l'aspetto estetico. Leggero, tenero, fibratura diritta, ritiro limitato, facilmente lavorabile, resistente alla torsione ed alla curvatura, mentre i pareri sono contrastanti sulla durata e sulla sensibilità a funghi ed insetti. Il legname, denominato commercialmente "Kiri", è utilizzato da secoli in Cina e Giappone per la produzione di armadietti porta kimono, dei tradizionali zoccoli rialzati Geta e di strumenti musicali. La coltivazione è stata recentemente introdotta anche in Italia, mentre da tempo era conosciuto come albero ornamentale, stranamente poco diffuso nonostante i notevoli pregi.

Legno di Pero e Perastro *
    Legname molto pregiato, bello da vedere e da lavorare, di colore rosato più o meno intenso, che diventa bruno rossastro nelle piante più vecchie. Duro e pesante, tessitura molto fine e uniforme, fibratura per lo più diritta, ritiro medio, facilmente lavorabile e ben lucidabile, con un'ottima presenza cromatica quando è trattato (per esempio, tinto in nero assomiglia all'ebano), mediamente resistente a marciumi e tarli. Utilizzato per mobili di pregio, in ebanisteria, per fabbricare strumenti di precisione e nel modellismo. Pianta poco diffusa allo stato spontaneo a causa del lento accrescimento.

Legno di Pesco *
    Simile al legno di albicocco.

Legno di Pino cembro o Cirmolo
    Legname con alburno giallo biancastro e durame bruno-rossastro, con anelli molto fini e regolari, e con presenza di canali resiniferi. Tenero, leggero, tessitura fine, fibratura diritta, di facile stagionatura e lavorazione, non scheggia e non ha nodi che si staccano, inattacabile dai tarli. Ricercato per mobili, arredamento, sculture, lavori al tornio ed ebanisteria. I lavorati emanano per lungo tempo un caratteristico profumo balsamico.

Legno di Pino domestico (o Pino da pinoli)
    Legname con alburno giallo biancastro e durame bruno-rossastro, con anelli ampi e ben marcati. Leggero, tessitura grossolana, con grossi nodi, presenza di canali resiniferi, media resistenza a flessione e compressione, ritiro basso, attaccabile da marciumi e da tarli se non trattato, durame non permeabile ai preservanti, facile chiodatura ma con scarsa tenuta. La caratteristiche meccaniche sono inferiori a quelle del pino marittimo e del pino nero a causa della presenza di nodi. Utilizzato per la realizzazione di mobili comuni, oltre che pannelli e cellulosa.

Legno di Pino marittimo e di Pino nero
    Legname con alburno giallo biancastro e durame bruno-rossastro nel pino marittimo e bruno-giallastro nel pino nero, con anelli ampi e ben marcati. Leggero, presenza di canali resiniferi, media resistenza a flessione e compressione, ritiro basso, attaccabile da marciumi e da tarli se non trattato, durame non permeabile ai preservanti, facile chiodatura ma con scarsa tenuta. La caratteristiche meccaniche sono superiori a quelle del Pino domestico. Utilizzati per la realizzazione di mobili comuni, oltre che pannelli e cellulosa.

Legno di Pino silvestre
    Buon legname, chiaro e lucente all'esterno (alburno), rossastro - bruno pallido all'interno (durame), con anelli di accrescimento ben marcati. Leggero, presenza di canali resiniferi, media resistenza a flessione e compressione, di facile e veloce stagionatura, ritiro basso, attaccabile da marciumi e da tarli se non trattato. Quello proveniente dai paesi scandinavi, detto Pino di Svezia, è apprezzato per la realizzazione di infissi anche esterni e mobili, mentre quello più andante trova impiego per cassette da imballaggio e pannelli.

Legno di Pino strobo
    Buon legname, color crema all'esterno (alburno), rosso-bruno all'interno (durame), con anelli ampi e ben marcati. Leggero, tessitura abbastanza fine, fibratura diritta, presenza di canali resiniferi, media resistenza a flessione e compressione, di facile e veloce stagionatura, ritiro basso, attaccabile da marciumi e da tarli se non trattato. Utilizzato per mobili comuni, cornici e battiscopa.

Legno di Pioppo bianco
    Legname indifferenziato di colore biancastro, omogeneo, tenero, facilmente lavorabile salvo i casi in cui sia presente legno di tensione che tende facilmente a spaccarsi, di facile e rapida stagionatura, poco durevole, caratteristiche meccaniche simili al pioppo nero. Usato per falegnameria andante e mobili di uso comune. Albero spontaneo nelle zone umide, coltivato in pioppete e talvolta usato nelle alberature stradali.

Legno di Pioppo nero e di Pioppo ibrido euroamericano *
    Legname indifferenziato di colore biancastro tendente al giallo o al cenere, ma il colore scuro scompare con la stagionatura. Leggero, tenero, tessitura da media (pioppo nero) a grossolana (pioppo ibrido), fibratura diritta, di facile e rapida stagionatura, ritiro medio, facilmente lavorabile (quando non vià legno di tensione), facilmente tingibile e incollabile, ma non piegabile, bassa resistenza alla compressione ed alla flessione, bassa elasticità, non durevole, facilmente aggredibile da marciumi e da tarli se non trattato, abbastanza permeabile ai preservanti, soggetto a spaccarsi ed imbarcarsi. E' utilizzato sopratutto per pasta da carta e compensati, ma trova impiego anche nella realizzazione di mobili di uso comune, che però sono soggetti facilmente ad ammaccature a causa della morbidezza del legno, e palettine per gelato, essendo inodore ed insapore. Albero spontaneo nelle zone umide e coltivato in pioppete.

Legno di Pioppo tremulo
    Legname indifferenziato di colore biancastro, leggero, tenero, tessitura da media a fine, fibratura diritta, ritiro da medio ad elevato, poco durevole, caratteristiche meccaniche simili al pioppo nero. Utilizzato per scultura, tornitura ed ebanisteria, e nella fabbricazione dei fiammiferi perché si spacca con facilità e brucia lentamente. Albero spontaneo nelle zone umide e coltivato in pioppete, talora usata come pianta ornamentale per il tremolio delle foglie dovuto al lungo picciolo.

Legno di Pistacchio
    Legname giallo intenso nelle piante giovani e rosso-bruno in quelle adulte. Duro e pesante.

Legno di Platano
    Legname indifferenziato di colore roseo-bruno, talvolta con la parte centrale più scura e specchiature appariscenti, con anelli non sempre evidenti, esteticamente molto simile al faggio. Duro, tessitura abbastanza fine, fibrature diritta, ritiro medio, stagiona senza spaccarsi, lavorazione abbastanza agevole, si incolla e si chioda senza difficoltà, facilmente aggredibile da marciumi e da tarli se non trattato. Impiegato per fabbricare mobili comuni e, essendo adatto ad essere tornito, utensili domestici. E' un albero ornamentale impiegato nei giardini e sopratutto nelle alberature stradali.

Legno di Prugnolo *
    Legname ricco di venature rosso-violacee. Duro, compatto, resistente. Usato per la fabbricazione di strumenti musicali. Pianta arbustiva che cresce spontanea nei cespuglieti.

Legno di Quercia Rossa
    Legname con un sottile alburno chiaro e durame marrone rossastro. Caratteristiche inferiori alle quercie nostrane, con tessitura grossolana, fibratura diritta, non molto durevole. Albero ornamentale di origine Nordamericana.

Legno di Robinia (detta Acacia) *
    Legname con alburno giallastro e durame bronzeo. Molto duro e compatto, tessitura media, fibratura diritta, facilmente fendibile, di stagionatura lenta e difficile, lavorazione anch'essa difficile, ma lucidabile con facilità e capace di conservare a lungo la colorazione ricevuta, molto durevole, resistente naturalmente all'acqua, ai parassiti fungini ed ai tarli, poco importa se è poco permeabile ai preservanti. Per il bell'aspetto e la durezza viene impiegato per realizzare listelli per parquet, oltre a doghe per botti, puntoni da minera, paleria, manici, scale a pioli, attrezzi da falegname, ingranaggi, chiodi di legno, cancellate ed oggetti torniti in genere, oltre a fornire ottima legna da ardere che costituisce la sua principale utilizzazione. Specie infestante di origine Nordamericana, oggi forma estesi boschi e la varietà senza spine è talvolta usata come pianta ornamentale. Inoltre le foglie trovano impego come foraggio, la corteccia per una tintura naturale gialla, i fiori per la preparazione di dolci e infusi, il miele ottenuto dai fiori di robinia è chiaro e dolciastro.

Legno di Rovere *
    Le caratteristiche sono molto simili alla Farnia, rispetto alla quale è un pò più pesante.

Legno di Roverella *
    Legname simile al Rovere, con un colore giallo-scuro con striature dorate, duro, compatto e resistente, ma molto più pesante e con fibre meno dritte per cui si lavora difficilmente e tende all'imbarcamento. Usato per lavori di falegnameria grossolana, attrezzi agricoli, traversine ferroviarie, travature per edilizia, costruzioni navali. Ha anche trovato un largo utilizzo in ebanisteria per opere scultoree o architettoniche, soprattutto nel Rinascimento, e fornisce un'ottima legna da ardere. La corteccia, ricca di tannino, era usata per la concia delle pelli, la produzione di inchistri e in usi officinali. E' una specie molto diffusa nei boschi delle zone temperate come il Chianti, tavolta raggiungendo dimensioni monumentali come un esemplare di 370 anni presso Pienza.

Legno di Salice bianco
    Legname con alburno biancastro lucente e durame un pò rosato, con frequenti macchie midollari ed anelli di accrescimento ben distinti. Leggero, durezza bassa, tessitura media, fibratura generalmente diritta, stagiona senza difficoltà, ritiro medio, facilmente lavorabile se gli strumenti sono ben affilati, non durevole, facilmente attaccato dai tarli, ma solo l'alburno è permeabile ai preservanti, di buona stabilità dimensionale. Le caratteristiche meccaniche sono simili al Pioppo. Usato per mobili rustici, scheletri di sedie e poltrone, zoccoli e suole ortopediche che sfruttano la leggerezza e la capacità di isolamento, e, in Inghilterra, per le mazze da cricket dopo un particolare trattamento. Albero ancora presente nelle campagne dove veniva piantato lungo i fossi per ricavare lunghi rami flessibili (vimini), usati per legare le viti e fabbricare ceste, come ancora oggi fanno alcuni artigiani delle Crete Senesi.

Legno di Sambuco
    Legname indifferenziato di colore giallo, talvolta con venature più scure al centro dei vecchi fusti. Leggero, elastico, molto flessibile, resistente, omogeneo, di agevole stagionatura e facile lavorazione. Ha interessanti qualità meccaniche ed è utilizzato per manici, piccoli arredi (sedie e divani), strumenti musicali e per la fabbricazione di archi semplici di medio carico con flettenti larghi e piatti. Si può trovare in pezzi di ridotte dimensioni in quanto è un piccolo arbusto, spontaneo nei boschi e nelle siepi naturali.

Legno di Sofora
    Legname con alburno giallastro e durame rosato. Duro, pesante, compatto, durevole. Usato per fabbricare al tornio piccoli oggetti di uso quuotidiano. Pianta originaria dell'estremo oriente, talora usata come pianta ornamentale per il denso fogliame.

Legno di Sommaco o Sommacco
    Splendido legname con venature gialle e verdi, duro, compatto. Usato in tornitura, ebanisteria, liuteria e per fare pipe. Inoltre, dal legno si ricavava una tintura gialla. Arbusto spontaneo nelle zone aride mediterranee ed apprezzata pianta ornamentale per le inforescenze appariscenti a forma di pennacchio.

Legno di Sorbo e Legno di Ciavardello
    Il legno di Sorbo montano, Sorbo degli Uccellatori, Sorbo domestico e Ciavardello (Sorbus torminalis) hanno le stesse caratteristiche, anche se gli ultimi due sono considerati più pregiati. Legname pressoché indifferenziato, con durame color rosso scuro e alburno leggermente più chiaro. Pesante, duro, compatto, omogeneo, tessitura fine, fibratura diritta, stagionatura difficile per forti ritiri e fessurazioni, ma stabile stagionato, lavorazione difficile anche per la presenza di cristalli che usurano le lame, ben lucidabile e facilmente verniciabile, durabilità naturale media. Idoneo per mobili, tornitura ed ebanisteria fine. In passato veniva sfruttato per numerosi impieghi particolari che valorizzavano la durezza e la resistenza all'usura: slitte, parti di macchine (viti, ingranaggi, carrucole), spole da tessitura, attrezzi e arnesi vari, oltre a calci di fucili, manici di coltelli, elementi di pianoforte, canne d'organo e strumenti a fiato. Tutte sono specie sporadiche nei nostri boschi ed a lento accrescimento, di difficile reperibilità. In passato si riteneva che il sorbo piantato accanto alle case e alle stalle tenesse lontani i fulmini, gli spiriti malefici e le streghe, in ogni caso ha un valore ornamentale per la bellezza dei fiori e dei frutti.

Legno di Spin Cervino
    Legname con alburno giallognolo e durame rossiccio. Molto duro, difficilmente fessurabile, usato per lavori al tornio e di intaglio. Dalla corteccia e dalle radici si ottiene un pigmento giallo, usato in passato per tingere lana e cuoio. Specie arbustiva spontanea.

Legno di Spino di Giuda
    Legname con durame bruno ed alburno violaceo, molto duro, pesante, resistente ai marciumi. Nel passato usato per costruire carri e per le traversine ferroviarie, oggi trova ancora un certo impiego nella costruzione di mobili artigianali. E' una specie nostrana, talora usata per formare siepi impenetrabili per via delle spine e come albero ornamentale per la stupenda fioritura viola che precede l'emissione delle foglie.

Legno di Sughera
    Legname con alburno biancastro-giallognolo che sfuma verso il durame bruno-rossastro, con anelli di accrescimento non sempre ben distinguibili, mentre sono evidenti i raggi parenchimatici. Simile al Leccio, molto duro e pesante, tessitura grossolana, fibratura diritta, di difficile stagionatura per il ritiro elevato e le profonde spaccature, di difficile lavorazione, ma con ottime caratteristiche di resistenza meccanica e di resistenza a marciumi e tarli, e quindi con elevata durabilità naturale. Trova impiego in lavori di falegnameria grossolana, talvolta per sculture e ebanisteria, ma nuove possibilità sembrano aprirsi per il parquet, anche se le difficoltà di stagionatura e lavorazione precludono l'impiego su scala industriale. Coltivato in sugherete, alcune delle quali a sud di Siena presso Bagni di Petriolo.

Legno di Susino *
    Legno biancastro con venature rossastre. E' duro e trova impiego per lavori di tornio e di ebanisteria.



Legno di Tasso
    Legname con un sottile alburno giallo e durame rosso salmone o rosso scuro, con anelli sottili e stretti, cosa che conferisce una venatura fine. Molto duro, tessitura finissima, fibratura variabile, non resinoso, stagionatura rapida ma con qualche difficoltà per possibili fessurazioni, flessibile ed elastico, di facile lavorazione, durabilità naturale elevata per la resistenza a marciumi e tarli. Ottimo per mobili fini, lavori al tornio, ebanisteria (se trattato con sali di ferro, diventa nero come l'ebano), sculture, liste per pavimenti, pioli per scale, manici. L'eccellente flessibilità ed elasticità lo rende uno dei migliori legni per arco, adatto ad ogni tipo di geometria. Di difficile reperibilità, si trova talvolta nei giardini e nei boschi, come in Val di Farma ed a Castelvecchio presso San Gimignano, oggi Riserve Naturali. Una antichissima pianta si trova nel giardino del Monastero di Costafabbbri, antico convento di origine longobarda, a 1 km dall'Agriturismo La Torretta.

Legno di Terebinto
    Legname verdastro, venato, duro, pesante, compatto, omogeneo, usato per piccoli lavori al tornio. E' il portainnesto del Pistacchio.

Legno di Tiglio
    Legname di colore bianco rosato, senza differenze tra alburno e durame. Aspetto omogeneo, struttura compatta, tessitura fine, consistenza tenera, elastico, fibratura abbastanza diritta, stagionatura facile e rapida anche se talvolta tende a deformarsi, ritiro medio, molto fendibile, facilmente lavorabile, la finitura delle superfici porta a buoni risultati anche se dopo la segagione l'aspetto può risultare "cotonoso", poco resistente ai marciumi e soggetto all'attacco dei tarli, ma con una buona impregnabilità. E' utilizzato nei lavori di falegnameria fine (talvolta tinteggiato per assomigliare al noce od al ciliegio), tornitura ed ebanisteria, oltre che nella manifattura cornici, giocattoli, strumenti musicali (molto usato per il corpo di una famosa marca di chitarre), modellismo, matite, fiammiferi. Fu chiamato "lignum sacrum" in quanto usato per sculture lignee sacre proprio per la facilità di lavorazione e finitura. La corteccia č provvista di fibre, usate per la fabbricazione di stuoie e sacchi. Il carbone è apprezzato per fabbricare la polvere pirica, per disegnare e come dentifricio. Di difficile reperibilità, è quasi scomparso dai nostri boschi ed oggi usato come pianta ornamentale nei giardini e sopratutto nelle alberature stradali. Un albero monumentale di 300 anni si trova a Vivo d'Orcia (Siena).

Legno di Tuja occidentale
    Legname con la parte esterna sottile e di colore chiaro (alburno), la parte interna di colore bruno-rossastro maculato (durame). Durezza modesta, tessitura fina, fibratura diritta e regolare, media resistenza a flessione e compressione, bassa resistenza agli urti, facile stagionatura, ritiro modesto, segagione talvolta un pò difficoltosa, non permeabile ai preservanti, di facile tinteggiatura, chiodatura facile e persistente, durevole anche in ambiente esterno,. Impiegato specialmente per mobili comuni e nei lavori d'ebanisteria. Specie esotica utilizzata come pianta ornamentale sotto forma di albero o arbusto.

Attenti al legno!

    Tra commerciante e acquirente possono nascere malintesi perchè i legnami vengono chiamati con nomi commerciali, spesso di fantasia e quindi fuorvianti. Per questo è importante chiedere chiarezza e fare mettere per iscritto il nome commerciale del legname, accompagnato dal nome botanico e magari dalla provenienza.
    Prendiamo in considerazione uno dei legnami più noti, il Noce. Per il botanico esiste il Noce nero di origine Nordamericana e coltivato anche da noi, ed il pregiato Noce comune diffuso in quasi tutta Europa: è questo il cosiddetto Noce nazionale o Noce nostrano, un nome commerciale fuorviante perché spesso è di importazione, sopratutto dall'est europeo.
    Tuttavia, nel commercio vengono chiamati "Noce" anche legnami ottenuti da altre specie, che hanno col Noce solo una vaga somiglianza e costano la metà: per esempio il Noce Tanganica, un nome di fantasia dato all'africano Aningrè; oppure il Noce Africano (è il Lovoa) o ancora il Noce Nero Africano detto anche Noce Mansonia (Mansonia è appunto il nome botanico).
    Certi legnami hanno poi caratteristiche diverse da quelle attese. E' il caso del Teak, originario delle ormai esaurite foreste del sud-est asiatico ed oggi proveniente da grandissime piantagioni africane: la specie è la stessa, ma le caratteristiche del legname sono inferiori, perché è diverso l'ambiente di crescita. Lo stesso vale per il Cedro del Libano: ottimo quello cresciuto nella zona d'origine, pessimo quello dei nostri climi.
    A volte accade il contrario: puù capitare di mettere in dubbio la parola del venditore solo perché il legname ha una colorazione diversa da quella classica. Questo accade perché il legno è un prodotto naturale e quindi molto variabile: lo stesso Noce comune può essere chiaro ed assomigliare ad un pioppo, oppure molto scuro. Per questo, se dovete rifare le porte e le finestre di una abitazione, ordinatele tutte insieme.

Il legno ideale per infissi esterni: finestre, persiane e portoni

    Per finestre, persiane e porte esterne occorre un legno massello (100% tavole di legno) e capace di resistere alle intemperie.
    Scartate l'Abete, anche se vi dicono che è protetto da apposite sostanze perchè in realtà non si impregna bene.
    Buono il Pino silvestre, sopratutto quello cresciuto nei Paesi Scandinavi, commercializzato sotto il nome di Pino di Svezia: è di basso costo, di discreta qualità, omogeneo; opportunamente verniciato può anche assomigliare a specie più pregiate ("macchiato a noce").
    Se avete da spendere qualche soldo in più, potete rivolgervi a specie più durevoli come Larice, Rovere, Castagno, Douglasia o Iroko: tra questi la scelta è dovuta sopratutto al gusto.
    Il legno di Cipresso è una cosa a sè: profumato, molto durevole e ben inserito nella tradizione toscana, ma costosissimo e col tempo si torce notevolmente, per cui è indicato solo per le porte esterne.

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Il legno ideale per gli interni: mobili e porte

    La scelta dell'albero da usare per mobili e porte interne dipende essenzialmente dal gusto e da quanto siamo disposti a spendere. Si va dall' Abete rosso, un tempo usato per le dispense perchè privo di odori, al Cipresso, molto aromatico, usato in passato per cassepanche dove riporre biancheria perché allontana le tarme. Bisogna solo stare alla larga dal legno di Pioppo: sebbene sia poco costoso, è molto tenero, per cui viene inciso semplicemente scrivendo su un foglio apoggiato sul tavolo.
    Ponderata deve essere invece la scelta tra massello, lamellare e impiallacciato.

    Più costoso è il legno massello (o legno massiccio). Attenzione al fatto che il termine "massello" indica solo le parti esposte alla vista, mentre altre parti possono essere fatte con altri materiali.

    Il legno lamellare consiste in piccoli pezzi di legno massello che vengono incollati tra di loro, per cui sono relativamente economici e con ottime caratteristiche mecccaniche. Infatti, possiamo compensare la naturale curvatura del legno dei diversi pezzi, ed è possibile produrre elementi di forma e dimensione voluta senza il limite della dimensione dell'albero.

    Nel legno impiallacciato, il legname di pregio rappresenta solo una sottile pellicola di rivestimento (impiallacciatura), che viene ottenuta sbucciando un tronco facendolo roteare a contrasto con una lama.
    Importante è il tipo di pannello che c'è sotto l'impiallacciatura o sotto il rivestimento plastico:
    - pannello truciolare (il truciolato è formato da piccoli frammenti di legno pressati e incollati tra loro, ma sensibili all'umiditò),
    - pannello MDF (frammenti di legno fortemente pressati),
    - pannello compensato (strati sovrapposti di sfoglie di legno).
    Spesso i pannelli racchiudono come in un sandwich listelli di legno massiccio derivati dallo scarto di altre lavorazioni (detto pannello listellare) o del cartone alveolato (detto pannello tamburato): quest'ultimo è il più economico ma si sfonda facilmente se viene a contrasto con qualche oggetto contundente.

Il legno ideale per il parquet

    Troppo spesso viene posto in opera come una piastrella, senza tener conto che è un materiale vivo ed eterogeneo: è quindi importante rivolgersi a persone esperte, che conoscono i problemi dei diversi legnami. In questo modo sarà possibile mettere il parquet in ogni ambiente, cucina compresa.
    Per esempio, l'africano Doussiè è apprezzato perché non dà problemi. Esiste però anche il Doussiè Asia, che è il nome commerciale di una pianta asiatica simile nell'aspetto, ma con caratteristiche completamente diverse: è molto sensibile alle variazioni di umidità, per cui se viene trattata come il Doussiè vero, e posto subito in opera, nel giro di qualche mese si può muovere e scollarsi. Per evitare simili sorprese, bisogna ambientare il materiale per un paio di mesi nelle stanze dove verrò posto in opera. Lo stesso discorso vale per l'africana Afrormosia ed il suo surrogato brasiliano chiamato commercialmente Afrormosia Rio.
    Tra i legnami nazionali, sono utilizzabili per pavimenti in legno le seguenti specie: Abete Bianco, Castagno, Ciliegio, Faggio, Frassino, Larice, Leccio, Noce, Olivo, Olmo, Robinia, Rovere, Sughera e recentemente Arancio.

Dove trovare il legname

    Per reperire la materia prima dobbiamo innanzitutto individuare nella zona un buon commerciante all'ingrosso, perchè il legname costa molto ed è difficile trovarlo ad un buon prezzo.
    Legnami pregiati a poco prezzo possono essere trovati dai venditori di legna da ardere, perché nel mucchio si potrebbe avere la fortuna di vedere dei tronchetti di piante da frutto o pregiate piante forestali come Faggio, Farnia, Rovere e Ontano, ma si possono utilizzare anche specie prevalentemente usate come legna da ardere come Acero campestre, Carpino, Leccio, Orniello e Roverella.
    Oppure ci si può rivolgere gli agricoltori che estirpano un frutteto (pero, melo, albicocco, pesco, susino, arancio, limone) o fanno delle grosse potature agli olivi ed ai castagni: anche in questo caso può capitare di comprare legnami pregiati al prezzo della legna da ardere, anche se lo scarto è molto alto.
    Un'altra fonte sono i giardinieri, in quanto può capitare che abbattino o potino drasticamente piante ornamentali che forniscono del legname da opera, come Abete rosso, Cipresso, Bagolaro, Liriodendro, Melograno, Paulonia, Platano, Tiglio o Tuja.
    Se poi l'agricoltore è anche vignaiolo, allora potrebbe disfarsi di vecchie botti di rovere, anche se per eliminare la curvatura si ottengono spessori più ridotti e listelli più corti. Ottime le vecchie travi delle demolizioni e similari, che servono per preparare listelli dei prendono il nome di legni antichi, preziosi e ricercatissimi.

La stagionatura del legno

    Il legname appena tagliato deve essere stagionato, in quanto contiene una quantità di acqua che in taluni casi può arrivare al 75% del peso, per cui continuerà a diminuire di volume e torcersi finchè il contenuto di acqua non è in equilibrio con quello dell'ambiente in cui si trova. Per ovviare a questi tempi di attesa, ogni anno si può mettere a stagionare del legno ed arriverà il giorno che sarà pronto, in cui ogni anno avremo del legno pronto.
    La durata della stagionatura dipende dalla specie, dalle condizioni in cui è cresciuta, dalle dimensioni dei pezzi di legno, dalla cura con cui viene accatastato, dalle condizioni di temperatura e umidità. In pratica, ci si accorge che la stagionatura è conclusa quando pesando il legno ci si accorge che il peso non diminisce più.
    Nel caso di stagionatura di blocchi di legno per lavori di tornio, conviene alternare la stagionatura agli interventi di tornitura. Nel caso di stagionatura di tavole, conviene spalmare sui primi 10 cm della colla acrilica per uniformare l'essiccazione ed evitare eccessive spaccature alle estremità.

Differenza tra falegnameria, tornitura, ebanisteria

    Lavorare il legno è relativamente facile. Basta infatti un pò di attrezzatura ed un locale adatto, senza dimenticare la sicurezza visto che si lavora in mezzo a lame taglienti e polveri finissime.
    I tipi di lavorazione del legno sono tre: falegnameria, tornitura ed ebanisteria.
    La falegnameria consiste nell'usare tavole e colla vinilica per fare i mobili e infissi (porte e finestre): questi ultimi sono molto difficili ed occore tempo per farsi una buona esperienza, avendo a che fare con vetri e serrature.
    La tornitura è l'arte di realizzare piccoli utensili dalla forma rotonda dove il pezzo di legno viene messo a ruotare attorno ad un attrezzo detto tornio.
    L'ebanisteria è l'arte di comporre decorazioni, mosaici o disegni veri e propri, utilizzando legni di diverso colore, mentre nell'intarsio vengono utilizzati altri materiali (ad esempio l'avorio).

Il taglio del legno

    Per realizzare mobili o infissi occorre innanzitutto tagliare i tronchi in tavole. che possono avere un aspetto "rigato" o "fiammato": sono gli anelli di accrescimento dell'albero, che appaiono in modo diverso a seconda di come è stato segato il tronco.
    Taglio tangenziale. E' quello adottato per la quasi totalità del legname ma le tavole che si ottengono non hanno qualità e aspetto costanti, perchè si differenziano sempre piu' man mano ci si allontana dalla zona centrale del fusto. Mentre la tavola di mezzo mantiene diritto il proprio asse trasversale e presenta superfici con venature pressochè parallele, le altre tavole sono soggette a imbarcarsi e comportano vaste zone mediane con venature notevolmente diverse da quelle delle loro zone laterali, a seconda della conicità del fusto e della posizione delle tavole nel fusto stesso.
    Taglio in quarto e taglio radiale. Questi procedimenti di segagione non consentono di ridurre tutto il tronco in tavole mediante un solo passaggio alla sega multilame, perciò risultano piu' costosi. Il maggior costo però è compensato dalle migliorate caratteristiche di indeformabilità e di aspetto che il legname viene cosi' ad assumere. Le tavole ottenute secondo tali metodi risultano sempre meglio specchiate e saranno sempre meno soggette a imbarcarsi quanto più la direzione dei tagli sarà prossima a quella radiale. Tuttavia il taglio sul raggio rimane puramente teorico, perchè praticamente impossibile.

Attrezzatura del falegname faidate

    Dipende tutto da dove si vuole partire e da ciò che si vuole realizzare, tenendo presente che la lavorazione del legno è appassionante e creativa ma anche molto pericolosa. Le attrezzature sono tutte molto taglienti ed i motori velocissimi, per cui basta una piccola distrazione per provocare un grave incidente.
    Non bisogna farsi prendere mai dalla fretta, concentrarsi su quello che sista facendo, controllare due o più volte che il pezzo sia fissato correttamente, chiudere la sessione di lavoro se sopravviene la stanchezza.

    Si consiglia di iniziare con dalla falegnameria spicciola, partendo da tavole e listelli già pronti, preparati nelle dimensioni volute da un falegname di fiducia o da un centro del bricolage, dove un taglio costa attorno ad 1 euro l'uno ed i primi tagli sono gratis se il legname viene comprato sul posto.

    L'attrezzatura necessaria è la seguente:
    - banco da lavoro,
    - morsa da banco,
    - una serie di morsetti,
    - levigatrice orbitale con carta vetrata di varia grana,
    - troncatrice con pianetto superiore (con cui realizzare battute e scanalature per l'inserimento di pannelli e fare cassetti semplici, cioé senza code di rondine),
    - fresatrice (non strettamente indispensabile, ma comoda per fare scanalature per i fondi di cassetti e le battute per la sede di un pannello posteriore),
    - pialla,
    - raspa,
    - avvitatore con la serie di punte,
    - almeno 4 scalpelli da falegname
       (8,10,14/16, >24 per pareggiare),
    - sega a sciabola,
    - seghetto rettilineo,
    - seghetta da traforo,
    - trapano a colonna,
    - squadra lunga almeno 60 cm.,
    - metro pieghevole,
    - metro estensibile,
    - livella ad acqua,
    - martello piccolo
    - mazzuolo,
    - tenaglie da falegname,
    - chiodi di varie misure,
    - viti autofilettanti di varie misure,
    - colla vinilica,
    - nastro telato,
    - tinta ad acqua per la finitura,
    - carta abrasiva detta "stereata",
    - vernice detta "turapori".

    Una volta presa confidenza con il legno si potrà gradatamente incrementare l'attrezzatura, fino ad arrivare a procurarsi tronchi di legno da tagliare in proprio. Infatti, comprare tavole già tagliate ha costi molto alti, qualità spesso scadente, assortimento di misure ed essenze lignee limitate, continui viaggi al negozio, impossibilità pratica di crearsi una riserva di materiale della giusta misura.
    A livello hobbistico sega circolare, pialla F/S e fresa possono essere sostituite da un unico attrezzo combinato che permette di eseguire le tre lavorazioni anche se le prestazioni sono inferiori a quelle delle tre macchine distinte.
    L'attrezzatura completa comprende:
    - seghetto alternativo (serve a fare tagli grossolani),
    - piccola sega a nastro (serve a "sgrossare" il tavolame oppure ad eseguire tagli sagomati,
    - combinata (serve a squadrare, rifilare e troncare di precisione),
    - una buona fresatrice (per realizzare cornici, scanalature, bordi, battute, ecc.),
    - una toupie (fresatrice ad altissima velocità che, dotata di lame a "semiluna", toglie gli spigoli vivi del legno per realizzare tutti i tondi che si desidera),
    - un piccolo tornio (per realizzare ciotole, vasi e qualunque cosa arrotondata),
    - un set per affilare le lame.

    Il tornio è un utensile dotato di un motore elettrico al quale viene fissato il pezzo di legno ancora grezzo. Mentre il motore fa ruotare la tavola di massello, con degli attrezzi molto simili a degli scarpelli sagomati (sgorbia), la rotazione stessa genera la forma del pezzo finito.

Agriturismo La Torretta
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