MONTALCINO

Fenomeno Montalcino

    Da Siena, una escursione di una giornata porta a Montalcino, che dall'alto dei suoi 567 metri domina la Val d'Orcia e la valle dell'Ombrone.
    Qui le enoteche sono così numerose che è impossibile non inciamparci passeggiando per le sue vie, testimoniando un profondo legame tra il centro abitato e la sua campagna.
    Infatti, molte cantine sono visitabili su appuntamento, ed ogni giorno dei minibus partono dal centro storico verso le aziende viticole della zona ("Brunello Tour"), dove la degustazione del costosissimo Brunello è solo una delle attrazioni del percorso emozionale.

Visita del paese

    Una breve visita di Montalcino non può che partire dalla Fortezza trecentesca, sede di manifestazioni culturali ed enogastronomiche (vedi Siena Eventi): è accessibile sia il cortile interno (ingresso libero) che il camminamento sulle mura, dove si aprono panorami sulla città e sulla Val d'Orcia (ingresso 4 euro, forse un pò eccessivo).
    E' però nelle stradine e nei vicoli di questo paese medievale che troviamo piccoli caffè e laboratori artigianali dove gustare i prodotti tipici: oltre al vino, sono famosi il miele di Montalcino ed i biscotti locali, detti "ossi di morto", e la "mandorlata di Montalcino".
    Passeggiando, in un percorso di circa un'ora (escluso museo), possiamo anche vedere:
    - il Palazzo Comunale (dove c'è l'ufficio turistico),
    - l'antistante Teatro degli Astrusi (gioiello di architettura teatrale settecentesca),
    - il Duomo, situato nella parte alta, interamente ricostruito agli inizi del '900 in stile neoclassico,
    - il Santuario della Madonna del Soccorso (lo si ragggiunge scendendo nel versante opposto),
    - lo Scrittoio del Tamagni (una piccola stanza dove venivano conservati i libri dello spedale cittadino, deliziosamente affrescata alla fine del '400 da Vincenzo Tamagni, visibile dall'esterno accendendo la luce con un pulsante),
    - le fonti Castellane e quelle degli Appicciati (fonti medievali a ridosso delle mura),
    - l'ex convento di Sant'Agostino, che ospita riuniti il Museo Civico ed il Museo Diocesano, con una panoramica della storia e della produzione artistica del territorio (Orario: settembre - marzo 10:00-13:00 e 14:00-17:40, aprile - ottobre 10:00-13:00 e 14:00-17:50. Chiuso lunedì, se non festivo, 25 dicembre, 1 gennaio. Costo: solo Museo euro 4,50, Museo + Fortezza euro 6,00).
    I parcheggi intorno alle mura sono pochi ed a pagamento: per sapere dove sono i parcheggi liberi chiedere in agriturismo.

Visita dei dintorni

    La zona di Montalcino, dal medioevo fino agli anni '70, è stata una delle più povere della provincia di Siena, tanto che sono poche le badie, i castelli, le ville padronali e le vecchie case contadine, che invece sono più abbondanti nel Chianti o nella Montagnola Senese.
    Lo stesso depliant dell'ufficio turistico propone solo due escursioni: i resti dell'insediamento etrusco di Poggio alla Civitella (non ancora aperto al pubblico) e l'Abbazia di Sant'Antimo, che merita una visita (ingresso gratuito).
    L'Abbazia Sant'Antimo rappresenta una delle più pregiate architetture romaniche esistenti, dove è possibile ascoltare i canti gregoriani durante le Messe giornaliere: è raggiungibile da Montalcino in 15 minuti di auto oppure con un piacevole sentiero trekking di 2 ore, uno dei percorsi piò frequentati del senese.
    E' perù il paesaggio la principale esperienza di una escursione nella zona, con un susseguirsi di vigneti curati come giardini.

La visita alle cantine

    Sono moltissime le aziende agricole che accolgono visitatori, quasi sempre su appuntamento, talvolta a pagamento (per l'elenco chiedere in agriturismo).
    La formula vincente è l'accoglienza di piccoli gruppi in nuovissime cantine, in genere blindate e pensate per essere visitate in sicurezza anche durante le lavorazioni, con comode sale degustazioni spesso in posizione panoramica sui vigneti curati nei minimi particolari.
    L'elevato prezzo del Brunello ha anche attirato imprenditori e artisti che, con le loro idee innovative, anche se talvolta discutibili dal punto di vista agronomico, hanno dato una scossa al mondo del vino, come le viti che ascoltano Mozart o le viti bonsai dai grappoli in miniatura.

Il Brunello di Montalcino ed altri vini

    L' importanza di Montalcino è oggi legata alla fama del suo vino, ma non è sempre stato così.
    Fu Clemente Santi che gettò le basi di quello che poi diventerà il Brunello di Montalcino e cambiò l'economia ed il destino di questa zona: la sua grande idea fu quella di produrre vino utilizzando un tipo locale di Sangiovese, chiamato Brunello o Sangiovese Grosso (comunque si tratta sempre di Sangiovese).
    Il resto lo ha fatto l'intrapendenza dei viticoltori, riuniti in un consorzio dalle dimensioni ottimali: abbastanza grande da poter impostare valide attività promozionali, abbastanza piccolo da creare un prodotto di nicchia.
    Altri vini locali sono il Rosso di Montalcino, il Rosso, Rosato e Bianco Sant'Antimo, ed un antichissimo bianco, il Moscadello di Montalcino, ideale per accompagnare frutta e dessert.

© Copyright 2017 Fabio Gori