CERTALDO
Escursione a Certaldo
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In un'ora di auto dall' Agriturismo la Torretta, si arriva a Certaldo.
Lasciato il fondovalle dell'Elsa, dove si è sviluppata la città moderna, saliamo sulla collina di Cetaldo Alto, detta il Castello.
Ci si può arrivare in tre modi:
1) a piedi, percorrendo una ripida e suggestiva strada medievale;
2) con la funicolare di certaldo, moderna e divertente;
3) in auto, compiendo un lungo giro fino ad arrivare sul retro del borgo.
Da visitare il Palazzo Pretorio, la casa di Giovanni Boccaccio, la chiesa di SS Jacopo e Filippo con la tomba di Boccaccio,
il Museo di Arte Sacra ed il Museo del Chiodo, che raccoglie chiodi ed utensili di tutte le epoche, il tutto tra i caratterstici e suggestivi vicoli
della cittadina medievale.
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Visita di Certaldo Alto
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Certaldo Alto è un vero gioiello urbanistico: ha conservato la struttura della cittaidna medievale, con i suoi vicoli,
le torri, le mura, le porte di ingresso, con quei mattoni in cotto che conferiscono il caratteristico colore rossastro.
Il colle fu abitato già da etruschi e romani: infatti il nome deriva dal latino cerrus altus o dal germanico
cerrus aldo, che significa altura ricoperta di cerri, un tipo di quercia.
I primi documenti storici risalgono però al 1164, quando la città fu sotto la protezione di Federico Barbarossa.
In seguito, quando fu assoggettata alla Repubblica di Firenze, fu sede del Vicariato: è proprio in questo periodo, durante la signoria dei Medici,
che Certaldo fu il centro politico e giudiziario più importante della Valdesa.
I vicari che si sono succeduti hanno apposto il loro stemma sulla facciata del Palazzo Pretorio (o Palazzo Vicariale),
costruito nel punto più alto della collina, conferendo alla costruzione la sua inconfondibile caratteristica: particolarmente pregevoli sono
gli stemmi in terracotta invetriata della bottega dei Della Robbia.
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La casa e la tomba di Giovanni Boccaccio
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Certaldo è il paese natale di Giovanni Boccaccio, il poeta che tra il 1394 ed il 1351 scrisse il Decamerone.
La casa attribuita a Boccaccio è oggi sede di una ricca biblioteca, che raccoglie le opere del poeta e le traduzioni del Decamerone
in tutte le lingue.
Nella sala d'ingresso troviamo stampe e riproduzioni iconografiche del periodo medioevale.
A destra si apre una sala, che la tradizione indica come la camera da letto del novelliere.
Infine, raggiungendo la sommità della torre, si apre uno stupendo panorama sulla cittadina e sui colli circostanti.
A fianco della casa del Boccaccio c'é un arco, dal quale si accede alla via di Quercetella:
è l'inizio una bella passeggiata verso la campagna retrostante, che costeggia le mura di cinta del borgo medievale.
Poco più avanti, invece, verso il Palazzo Pretorio, troviamo la chiesa di SS Jacopo e Filippo,
che conserva la tomba di Boccaccio e alcune terrecotte Robbiane.
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La cipolla di Certaldo
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Può capitare di vedere per le vie del borgo delle bandiere che raffigurano una cipolla:
è lo stemma di Certaldo fin dal XII secolo, con il motto "per natura sono forte e dolce ancora/ e piaccio a chi sta e a chi lavora".
Solo per un paio di secoli, e precisamente tra il 1633 ed il 1867, i certaldesi si vergognarono della loro cipolla
e la sostituirono con uno scudo ed un leone rampante, per poi tornare allo stemma originario.
La Cipolla di Certaldo è menzionata anche da Boccaccio nel suo Decamerone (VI, 10), quando parla di certo Frate Cipolla,
che "in quei terreni produceva cipolle famose in tutta la Toscana", ed oggi è ufficialmente riconosciuta dalla Regione Toscana come uno dei
prodotti tradizionali regionali.
La Cipolla di Certaldo è una selezione locale di cipolla rossa, di gusto dolce e particolare, di forma rotonda
con un caratteristico schiacciamento ai poli ed una pezzatura medio-grossa. Se ne conoscono due qualità: la statina,
pronta per il consumo fresco a maggio (cipollotti), e la vernina, la classica cipolla da serbo, commercializzata con le tuniche
esterne secche, che si semina in inverno e si raccoglie a fine estate. É quanto si legge nella scheda pubblicata sul Bollettino
Ufficiale della Regione Toscana n. 24 del 15 giugno 2005. Info www.cipolladicertaldo.it.
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Mercantia, il festival del teatro di strada
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Il borgo di Certaldo Alto offre la cornice ideale per una grande festa medievale: il festival internazionale del teatro di
strada.
Si svolge per cinque giorni di luglio nelle vie e nei giardini del borgo, con innumerevoli spettacoli che dalla sera si
prolungano fino a notte fonda: mangiafuoco, saltimbanchi, lanciatori di coltelli, burattinai, musicisti, recite di ogni tipo e fuochi d'artificio.
Mercantia è circo contemporaneo, teatro di ricerca, musica antica e moderna, artigianato artistico, arte
contemporanea, installazioni luminose, vicoli medievali e giardini segreti. Sono talmente tanti i soggetti, che per armonizzarli in quello che
vuole essere "un unico grande spettacolo" è stato inventato un nuovo manifesto teatrale: "Il Quarto teatro".
Info: www.mercantiacertaldo.it
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Semifonte, città perduta
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A pochi chilometri da Certaldo sorgeva la più potente città della Valdelsa. Nel Medioevo la sua influenza arrivava
fino alle porte di Firenze verso nord, e fino al mare verso sud.
Si diceva che i giovani di Semifonte, fieri del loro prestigio e delle libertà di cui godevano, andavano a cantare
sotto le mura della città rivale Fiorenza fatti in là, Semifon divien città.
I fiorentini, però, nutrivano vendetta, e con l'improvvisa morte dell'imperatore Federico Barbarossa la situazione
politica si capovolse: le altre città della Valdelsa passarono dalla parte di Firenze e così Semifonte fu messa sotto assedio.
I Semifontesi si difesero valorosamente, ma dopo 5 anni di guerra furono allo stremo. Nel corso dell'ennesima battaglia
le difese stavano per cedere, e chiesero una tregua di due ore per decidere sulla resa.
Il tempo passò in fretta: quando tutta la popolazione era ancora in piazza per decidere sul da farsi, un gruppo di
soldati fiorentini, specializzati nello scalare le mura, riuscì ad entrare in città e ad aprire le porte al grosso del contingente.
Correva l'anno 1202: una volta presa la città, Firenze ordinò ai Semifontesi superstiti di raderla al suolo e poi di
trasferirsi altrove, e decretò che nessuno poteva mai più stabilirisi in quella zona, tanto che non si è conservato neppure il toponimo.
Di Semifonte resta la memoria e pochissimi ruderi.
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Agriturismo La Torretta
Strada di Sant'Apollinare 6, 53100 Siena tel 0577-39.21.66
© Copyright 2011 Fabio Gori
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