VOLTERRA




   Lucumonia d' Etruria

    Volterra sorge su una collina fra le valli dell'Era e del Cecina, in una zona scarsamente abitata e lontana dalle principali vie di comunicazione. Eppure è uno dei centri più importanti della Toscana, per la presenza di testimonianze di civiltà che si sono succedute nel corso di trenta secoli.
    Abitata fin dal periodo neolitico, Volterra conosce il periodo della cultura villanoviana, sulla quale fiorisce nel secolo VIII la civiltà degli Etruschi, diventando una delle dodici lucumonie dell' Etruria: ancora oggi, nonostante l'impronta medievale, conserva abbondanti reperti del periodo etrusco, come l'Acropoli, la Porta dell'Arco ed alcuni tratti della cinta muraria.
    Nel medioevo, sotto il periodo Mediceo, divenne sede vicariale; inoltre fu sede vescovile di un'ampia diocesi, che arrivava fino a Monteriggioni, a pochi chilometri da Siena.


   L' alabastro

    Volterra è famosa per la lavorazione dell' alabastro, una pietra unica al mondo, usata dagli etruschi per le urne cinerarie, dai senesi per sorreggere gli altari del Duomo, e oggi per fare lampadari, vasi e suppellettili.
    Lo sviluppo della lavorazione dell' alabastro si spiega innanzittutto con la presenza di cave antichissime (di cui una ancora in attività) da cui si estraeva il cosidetto alabastro Agata o pietra macchiata, di colore giallo chiaro.
    Da Castellina Marittima proviene invece un alabastro bianchissimo, detto Scaglione, che per qualità e trasparenza è il migliore, tanto che si possono anche ricavare lastre sottilissime: si trova in massi ovoidali di due-tre chili, che si estraggono scalzandoli dalla roccia che li circonda. Gran parte delle cave sono però chiuse da tempo, anche per l'immissione di un materiale di minor costo e minor qualità, proveniente dalla Spagna.
    Questi alabastri sono costituiti da gesso idrato, per cui sono solubili in acqua e non utilizzabili per decorazioni esterne; invece l' alabastro calcareo, detto anche Orientale, ha una maggiore possibilità di impiego per la sua diversa composizione chimica, ed inoltre si presenta con sfumature di grande effetto cromatico che vanno dal giallo al rosso: una cava di alabastro calcareo si trova per esempio a Montalcino.
    Da visitare l' Ecomuseo dell' Alabastro di Volterra, che espone vasi, cammei, e sculture d'alabastro del '700 e dell'800, ed inoltre la ricostruzione di una bottega artigiana. Al Museo Guarnacci, invece, sono in mostra reperti etruschi, tra cui le urne cinerarie in alabastro.

Ecomuseo: dal 2 nov al 15 mar aperto sabato, domenica e festivi (escluso Natale e Capodanno) 9-13.30; dal 16 mar al 1° nov aperto tutti i giorni 11-17; ingresso € 3 intero, € 2 ridotto.

Museo Guarnacci: dal 2 nov al 15 mar aperto tutti i giorni 9-14, dal 16 mar al 1° nov aperto tutti i giorni 9-19; ingresso € 8 intero, € 5 ridotto.



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