VOLTERRA






Lucumonia etrusca

    Volterra sorge su una collina fra le valli dell'Era e del Cecina, in una zona scarsamente abitata e lontana dalle principali vie di comunicazione. Eppure è uno dei centri più importanti della Toscana, per la presenza di testimonianze di civiltà che si sono succedute nel corso di trenta secoli.
    Abitata fin dal periodo neolitico, Volterra conosce il periodo della cultura villanoviana, sulla quale fiorisce nel secolo VIII la civiltà degli Etruschi, diventando una delle dodici lucumonie etrusche (la dodecapoli etrusca): ancora oggi, nonostante l'impronta medievale, conserva abbondanti testimonianze del periodo etrusco, tra cui la Porta dell'Arco, magnificamente conservata, ed alcuni tratti della cinta muraria del V secolo a.C., costruita con ciclopici blocchi di pietra locale.
    Nel medioevo, sotto il periodo Mediceo, divenne sede vicariale; inoltre fu sede vescovile di un'ampia diocesi, che arrivava fino a Monteriggioni, uno dei dieci borghi fortificati più belli d'Italia, a pochi chilometri da Siena.
    Al Museo Guarnacci sono in mostra reperti etruschi, tra cui urne cinerarie in alabastro. Orario: dal 2 novembre al 15 marzo aperto tutti i giorni 9-14, dal 16 marzo al 1° novembre aperto tutti i giorni 9-19; ingresso € 8 intero, € 5 ridotto.




L' alabastro

    Volterra è famosa per la lavorazione dell' alabastro, una pietra unica al mondo, che per la sua particolare morbidezza si presta ad essere facilmente lavorata e quindi è adatta a riprodurre motivi ornamentali ricchi di dettagli. Fu utilizzato dagli etruschi per le urne cinerarie, dai senesi per sorreggere gli altari del Duomo, e oggi per lampadari, vasi e oggetti d'arredamento.
    Lo sviluppo della lavorazione dell' alabastro si spiega innanzittutto con la presenza di cave antichissime (di cui una ancora in attività) da cui si estrae il cosidetto alabastro agata o pietra macchiata, di colore giallo chiaro.
    Da Castellina Marittima proviene invece un alabastro bianchissimo, detto scaglione, che per qualità e trasparenza è il migliore, tanto che si possono anche ricavare lastre sottilissime: si trova in massi ovoidali di due-tre chili, che si estraggono scalzandoli dalla roccia che li circonda. Gran parte delle cave sono però chiuse da tempo, anche per l'immissione di un materiale di minor costo e minor qualità, proveniente dalla Spagna.
    Questi alabastri sono costituiti da gesso idrato, per cui sono solubili in acqua e non utilizzabili per decorazioni esterne; invece l'alabastro calcareo o alabastro orientale, ha una maggiore possibilità di impiego per la sua diversa composizione chimica, ed inoltre si presenta con sfumature di grande effetto cromatico che vanno dal giallo al rosso: una cava di alabastro calcareo si trova per esempio a Montalcino.
    L'Ecomuseo dell'Alabastro di Volterra espone vasi, cammei, e sculture d'alabastro del '700 e dell'800, ed inoltre la ricostruzione di una bottega artigiana. Orario: dal 2 novembre al 15 marzo aperto sabato, domenica e festivi (escluso Natale e Capodanno) 9-13.30; dal 16 marzo> al 1° novembre aperto tutti i giorni 11-17; ingresso € 3 intero, € 2 ridotto




Agriturismo La Torretta
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