LA VIA FRANCIGENA O ROMEA

    La via Francigena nacque come "strada di Monte Bardone", da un originario "Mons Langobardorum" che nel Medioevo indicava tutta quella parte dell'Appennino tosco-emiliano, presso il passo della Cisa, percorsa dai tracciati viari che collegavano le due aree del regno dei Longobardi, la Padania e la Tuscia.
    Le più antiche testimonianze sull'esistenza di questo tracciato viario, che univa le due grandi aree mercantili del Medioevo, il Mediterraneo e il Mare del Nord, risalgono all'inizio dell'VIII secolo, quando viene indicata nella "Memoria" di Sigeric, arcivescovo di Canterbury.

    In quest'epoca la Via Francigena ha già assunto un tracciato ben definito, con alcuni punti nodali detti "mansioni", ubicati in corrispondenza di attraversamenti di valichi montani o di corsi d'acqua, oppure di luoghi di ristoro e di sosta detti "hospitia" ed anche di accoglienza a fini ospedalieri, detti "hospitales": tra questi, il Castello della Magione a Poggibonsi.

    Con i carolingi il tracciato divenne ancora più definito ed importante, ed assunse il nome di via Francigena e la funzione di strada di grande comunicazione: dalla Francia giungeva fino a Roma, e per questo era detta anche "Romea". La via Francigena o Romea rappresentò così la "via peregrinalis", cioè l'asse di colegamento tra le le tre grandi mete della Cristianità: Roma, Gerusalemme e Compostella.

    La via Frangigena non era una strada unica, ma era costituita da fasci di strade che collegavano i punti nodali. In molti tratti il tracciato corrispondeva alla via Cassia. Tuttavia utilizzava tratti di strade diverse, in modo da collegare il maggior numero di centri abitati di una determinata zona, svolgendo quindi anche funzioni di collegamento viario locale.
    Inoltre esitevano dei percorsi stagionali, per esempio uno invernale che si trovava a quote più elevate per evitare le zone paludose di pianura, il quale era invece utilizzato in estate perchè più breve.
    Ecco che la via Francigena aveva un carattere dinamico, un territorio-strada organizzato con fasci di percorsi convergenti su particolari punti, geograficamente o fisicamente significativi. In Toscana la Via Francigena metteva in comunicazione le città di Colle Val d'Elsa, Poggibonsi, Certaldo, Monteriggioni, San Gimignano, e naturalmente Siena, con suggestivi percorsi peercorribili a piedi (trekking), bicicletta (cicloturismo) ed a cavallo (ippoturismo).

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