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   Al museo archeologico di Siena
Etruschi: la collezione Bonci Casuccini


         In mostra a Siena   21 aprile - 4 novembre 2007



Un grande evento sull'archeologia etrusca

Eventi a Siena: mostra sull'archeologia.
Etruschi: la collezione Bonci Casuccini.     A Siena una grande mostra che riunisce per la prima volta una delle più celebri e ricche raccolte archeologiche d'Italia: la collezione Bonci Casuccini, rappresentata da reperti archeologici ritrovati nella zona di Chiusi.
   Per questo importante evento culturale, condiviso con il Museo Archeologico Nazionale di Chiusi, sono state selezionate duecento opere tra sarcofagi, urne, statue cinerarie, ceramiche greche ed etrusche, ed una ricca selezione di bronzi, annoverati fra i maggiori capolavori dell'eredità storica ed artistica tramandataci dagli Etruschi.
   Apposite postazioni multimediali, predisposte nei luoghi della mostra, faranno da costante richiamo ai musei che hanno contribuito alla realizzazione di questo straordinario evento della città di Siena.



L'immensa collezione Bonci-Casuccini

    La mostra rende omaggio al principale artefice della raccolta, Pietro Bonci Casuccini, nel 250° anniversario della nascita. Fu proprio Pietro Bonci Casuccini, nel corso dei primi decenni dell'800, a mettere insieme un immenso patrimonio di diecimila pezzi ritrovati nei terreni di proprietà della famiglia e ad ipotizzare di destinarlo ad un vero e proprio museo: così, dopo la sua morte, la collezione fu acquistata nel 1863 dal Museo Archeologico di Palermo 'Antonino Salinas', dove è tuttora conservata.
   Ma la storia continua: alla fine dell'800, il pronipote Emilio Bonci Casuccini iniziò ad assemblare una nuova collezione, oggi conservata nel Museo Archeologico di Siena all'interno del Complesso museale Santa Maria della Scala, costituita con i pochi oggetti salvati dalla precedente vendita e con gli oggetti rinvenuti grazie a nuovi scavi effettuati nei terreni di famiglia. Quest'ultima raccolta si formò sotto la guida del giovane Ranuccio Bianchi Bandinelli, allora impegnato nella redazione della tesi di laurea sulle necropoli etrusche chiusine, che seppe indirizzare il nobile collezionista verso criteri diversi dall'esclusivo amore per l'oggetto pregiato ed esteticamente attraente, suggerendogli di condurre gli scavi al fine di tentare di trovare risposte a precise domande e di porre attenzione sul luogo e sul contesto in cui i reperti venivano trovati.


Collezioni nate per ostentare

    Nella mostra trova spazio anche l'odierna collezione di Niccolò Casini, erede della famiglia Casuccini, costituita da pochi ma significativi esemplari che rimasero di proprietà della famiglia come arredi interni ed esterni della loro dimora, e qualche altro reperto che si aggiunse nel tempo. Una sezione è anche dedicata ad importanti reperti archeologici che i Casuccini avevano donato o scambiato con altre nobili famiglie toscane, come nel caso di una notevole testa di bronzo a grandezza naturale, probabile realizzazione pseudo-antica di età rinascimentale che sembra ritrarre Paride.
   Le opere delle collezioni di Pietro e Emilio Bonci Casuccini esposte rappresentano qundi uno spaccato significativo dell'attività delle tante botteghe poste al servizio della committenza locale di rango elevato, che utilizzava queste opere d'arte per adornare le lussuose tombe di famiglia, per impreziosire altari e per accompagnare riti funerari. Era infatti attraverso l'ostentazione di tali lussuosi arredi ed ornamenti che veniva costantemente affermata all'intera comunità il ruolo di egemonia politica, economica e culturale delle famiglie aristocratiche.


L'inedita ricostruzione di una tomba etrusca

    La rassegna senese si chiude con la ricostruzione della "Tomba del Colle Casuccini", celebre ipogeo etrusco a più camere, con ciclo di pitture parietali che raffigurano scene di banchetto, giochi funebri, danze e virtuosismi ginnici, realizzato intorno al 460 a. C. per una famiglia principesca di Chiusi.
   La tomba etrusca, scoperta nel 1833 ed attualmente non visitabile per ragioni di tutela e conservazione, fu ricopiata con pitture ad olio in scala da Guido Gatti, pochi anni dopo la sua scoperta. Ed è proprio grazie a queste fedeli riproduzioni che il visitatore può fisicamente "entrare" nella tomba ed apprezzare le sue proporzioni volumetriche ed giochi prospettici delle scene dipinte.




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INFORMAZIONI TURISTICHE

- LUOGO:
   Santa Maria della Scala (Piazza del Duomo).
- ORARIO:
   tutti i giorni, compreso festivi, ingresso ore 10.30 - 17.30 (visita fino alle 18.30)
- SEGRETERIA MUSEO
   tel. +39 0577/224811 – 224835 – 224830
   fax +39 0577/224829
   infoscala@sms.comune.siena.it
   www.santamariadellascala.com




ENTI PROMOTORI

- Istituzione Santa Maria della Scala
- Comune di Siena
- Comune di Chiusi
- Assessorato Regionale per i Beni Culturali
- Ministero per i Beni Culturali
- Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana
- Museo Archeologico Regionale "A. Salinas" di Palermo




Le informazioni fornite possono subire variazioni

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