POGGIBONSI
Il centro storico di Poggibonsi
Poggibonsi è una città attiva e moderna. Anzi, è l'unica città industriale del senese, e quindi ha un carattere che si differenzia da quello di Siena e degli altri centri della provincia. Ma non bisogna dimenticare l'altra Poggibonsi, quella storica e culturale.
Il centro storico, con le sue case color pastello, gravita attorno alla piazza su cui i affacciano la Collegiata (il Duomo) ed il Palazzo Pretorio, sede di un museo di paleontologia. Qui si possono osservare i fossili del territorio, la visualizzazione tridimensionale della storia geologica della Valdelsa, e reperti provenienti dagli scavi nei siti archeologici del circondario. Solitamente è aperto nel pomeriggio del primo sabato del mese ed il giovedì dalle 21 alle 23, ma è possibile anche visitarlo su richiesta telefonando al 0577 - 93268; l'ingresso è libero.
la Fonte delle Fate
La visita di Poggibonsi è sopratutto fuori città, al Parco della Rimembranza, con la Fortezza Imperiale da un lato ed il Santuario di San Lucchese dall'altro.
La Fortezza Imperiale si presenta oggi con delle possenti mura che racchiudono campi coltivati e i resti di diversi insediamenti che si sono succeduti nel corso dei secoli.
Qui è stato individuato il primo insediamento della zona, fondato verso il V secolo e proseguito per il periodo longobardo e carolingio: il cimitero ha restituito un centinaio di individui di alta statura, cosa che fa pensare ad una popolazione nordica.
Poi, nel 1155, fu costruito il borgo di Poggio Bonizzo, dal nome del signore del luogo, Bonizzo Segni. Ben diventò una città ricca e potente: nel 1187 diventò libero comune e nel 1220 Federico di Svevia la nominò città imperiale, che il Villani descrive come una delle più belle città d'Italia.
Ma i Fiorentini la distrussero nel 1270: quello che rimane di Poggio Bonizzo è solo la Fonte delle Fate, la più grande fonte del senese, con le sue sei arcate in travertino, oggi inserita nel bel Parco della Rimembranza. Gli abitanti si riversarono allora su una piccola altura del fondovalle, dove già esisteva Borgo Marturi, che da quel momento si chiamò Poggibonsi.
La Fortezza Imperiale
Il colle su cui sorgeva Poggio Bonizzi tornò alla ribalta nel 1478 con la costruzione della Fortezza Imperiale, voluta da Lorenzo dè Medici detto il Magnifico e progettata da Giuliano da Sangallo. L'obiettivo era quello di costruire una città ideale, inespugnabile, da contrapporre alla Repubblica di Siena, ma i lavori furono abbandonati nel 1510 perché la conquista di Siena fecero venir meno le motivazioni strategiche. A noi sono giunte le possenti mura, il fortilizio recentemente restaurato ed aperto alla visita ed alle attività culturali, nonché alcuni scavi archeologici, il tutto compreso nel nuovo Parco Archeologico di Poggio Imperiale.
San Lucchese
Dall'altro lato della valletta c'é il Santuario di San Lucchese, costruito nel 1252 al posto della chiesetta di Borgo Camaldo: la tradizione vuole che Lucchese, un ricco mercante, predicò la povertà tra i concittadini dopo aver incontrato San Francesco d'Assisi, diventando il primo terizario francescano. Alla sua morte fu sepolto nella chiesetta, ben presto ampliata a Santuario.
Il Castello dei Templari
L'espansione della città moderna ha inghiottito due perle, che risplendono tra il cemento e l'asfalto della periferia: il Castello della Magione e il Santuario del Romituzzo, nella zona sud-est della città.
Il Castello della Magione venne costruito, secondo la tradizione, tra il 1000 ed il 1100 dai Cavalieri del Tempio, o Templari, che avevano il compito di difendere non solo la Terra Santa, ma anche le vie di comunicazione che conducevano ai luoghi santi, ed in particolare la via Francigena.
Nell'ottocento comincia il degrado, ma nel 1979 viene acquistato da un discendente degli antichi fondatori e donato all' Associazione Cavalieri del Tempio.
Il Santuario del Romituzzo
Il nome del Santuario deriva dal fatto che i questo luogo, a quei tempi solitario, alcune donne vivevano in eremitaggio, e ricevevano le elemosine della gente della zona. Il tabernacolo del 1300-1400, in cui era dipinta la Madonna della Neve, poi sostituito da una cappella in legno, diventò la meta dei pellegrinaggi della zona. La cappella col tempo fu ingrandita a Santuario, che ancora oggi conserva gli ex-voto in terracotta, che ricoprono le pareti interne della Chiesa e della Sacrestia.
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