Siena, Halloween

HALLOWEEN
Siena, 31 ottobre - 1 novembre 2019


Siena magica

    Fantastiche storie gotiche sono l'occasione per percorrere nella notte di Halloween itinerari notturni, tra leggende e misteri, in una delle città più belle del mondo.
    Ci si muove così in luoghi intrisi di misteriche presenze e di inquieti personaggi: streghe, fantasmi, licantropi, lupi mannari e vampiri diventano cantastorie che conducono, attraverso il racconto delle loro vicende umane e ultraterrene, a scoprire angoli suggestivi e panorami meno noti.
    Dalla Valle di Porta Giustizia al Palazzo dei Diavoli, dal vicolo degli Orefici al pozzo del Porrione, il cuore più antico di Siena diventa teatro di un mondo fantastico fatto di storie senza tempo.

Omiccioli e Fuggisoli

    Il sottosuolo di Siena è percorso da gallerie che portano l'acqua alle fonti medievali, un tempo tutti praticabili dagli addetti alla manutenzione, ed oggi in parte aperte alla visite su prenotazione.
    All'interno di queste piccole gallerie si diceva che abitavano gli omiccioli ed i fuggisoli. Gli omiccioli, simili a folletti, si limitavano a ballare in allegria, mentre i fuggisoli apparivano come lampi di luce improvvisi ed erano dispettosi.
    Gli operai impegnati nei lavori spesso fuggivano spaventati dall'apparizione di queste creature, ma forse le visioni erano dovute al timore per i luoghi oscuri sommato agli effetti dell'alcool, dato che venivano pagati in vino.

Il vampiro della Valle della Morte

    Nella vallata che si apre oltre quella che un tempo era porta Giustizia trova spirito e corpo una storia che a metà Ottocento seminò terrore fra gli abitanti di quella valle che, sin dal basso-Medioevo, è stata ribettezzata la Valle della Morte.
    Infatti, in quei tempi lontani, il Comune aveva le sue prigioni sotto il Palazzo Pubblico e da lì i condannati a morte, dopo aver percorso via dei Malcontenti ed attraversato porta Giustizia, giungevano al Poggio alle Forche dove avveniva l'impiccagione.
    Molti venivano poi gettati nel vicino "carnaio degli impiccati", a lungo cercato nell' Ottocento perchè si riteneva che fosse il rifugio diurno di un vampiro che, nella vicina piazza del Mercato e in via di Salicotto, aveva assalito di notte un fiaccheraio, un maniscalco ed una giovane donna.
    Vennero fatte vere e proprie cacce al vampiro: fu avvistato molte volte ed alcuni lo identificarono in Nicolò di Tuldo, che fu decapitato proprio in quella valle, alla pietosa presenza di Santa Caterina, come risulta dall'affresco del Sodoma conservato nella basilica di San Domenico.

Il pozzo dei morti e delle malefiche sirene del Porrione

    Via del Porrione era una strada importante, e le torri e gli edifici in pietra ne sono una testimonianza.
    Per questa via troviamo, al centro di un chiostro di un palazzo del tardo Cinquecento, un pozzo dal largo basamento e dall'ampia circonferenza.
    Viene detto che dal fondo del pozzo venissero fuori le voci ammaliatrici di alcune malefiche sirene, che invitavano a buttarsi nelle "acque liberatrici". Ma in quel pozzo, oltre a liberarsi dei propri mali, era anche possibile rivedere i propri cari defunti: così, alle voci delle sirene si univano quelle della festa dei morti.
    La storia parla di persone che si sono suicidate gettandosi in quel pozzo, e le streghe avrebbero stretto amicizia con questi morti, tramite i quali potevano accedere agli inferi. Il pozzo, però, è stato riempito di terra.

Il lupo mannaro del Vicolo degli Orefici

    Siamo in uno dei luoghi meno importanti e meno frequentati della città, dove il sole fatica a farsi vedere e la notte tarda a disperdersi al mattino.
    Nell'Ottocento si diceva che all'inizio del vicolo abitava un uomo che nelle notti di luna piena era preda di pensieri violenti che innescavano la trasformazione in lupo mannaro, ed allora andava a rifugiarsi in un piccolo orto e qui cominciava ad urlare, e la gente si chiudeva nelle loro case. Sembra che questa fosse la sua condanna divina per aver ucciso uno strozzino a cui doveva molti denari, in quanto la giustizia umana non arrivò mai a lui.

Il fantasma dell'orto botanico

    Questo fantasma è talmente famoso da essere stato immortalato in una commedia scritta da Giulio Cogni nel 1959.
    Le prime storie risalirebbero all'età napoleonica e si intensificano negli anni '50, con molte testimonianze precise e dettagliate: ombre impressionanti, strane luci come dei fuochi fatui, lanci di sassolini, oggetti spostati, colpi alle pareti, porte sbattute, passi di qualcuno che prende la rincorsa e si tuffa nel piccolo lago sottostante all'antica fonte medievale ancora oggi esistente.
    Siamo nei terreni di pertinenza di un antico convento camaldolese, oggi Orto Botanico, e lo spiritello sarebbe un frate che fu ucciso per non aver rivelato dove ha nascosto il tesoro del convento per sottrarlo agli espropri napoleonici e che sta ancora custodendo.

Il Palazzo dei Diavoli

    Questo palazzo sorge fuori Porta Camollia, lungo la strada che conduce a Firenze, ed infatti è dotato di una torre detta fiorentina.
    Il nome Palazzo dei Diavoli deriva da una vicenda avvenuta il 25 luglio 1526, quando l'esercito fiorentino inviato da Clemente VII fu sconfitto e si ritirò, nonostanze la schiacciante superiorità, per cui il popolo senese pensò che i nemici avessero visto "diavoli" uscire da quel palazzo, a quel tempo sede di una guarnigione.
    La fama nefasta di Palazzo dei Diavoli raggiunse l'apice nel XVII secolo, al culmine della caccia alle streghe: i contadini raccontavano di aver visto luci che passavano rapide alle finestre e di aver udito urla provenire dal suo interno, dove si pensava si svolgessero riti e magie.
    Oggi non c'è molto da vedere se non la possenza di questo antico palazzo-fortezza, oggi di proprietà della Società Esecutori Pie Disposizioni, alla quale è stato donato dall'ultimo proprietario.

Le streghe dell'Osservanza

    La Basilica dell'Osservanza ha origine antichissime e legate a San Bernardino da Siena. Per oltre un secolo si è parlato di generazioni di streghe che hanno provocato tante disavventure ai contadini che abitavano nella zona, fino ad essere costretti ad abbandonare le loro case.
    Infatti, di notte, nel cimitero adiacente alla basilica, le streghe facevano dei riti per lanciare maledizioni che colpivano le famiglie del posto.
    Tutto ebbe inizio quando una di queste streghe fu derubata nella sua abitazione, e tutto finì il 23 gennaio 1944, quando la basilica fu distrutta da un bombardamento dell'aviazione americana.

Streghe e fantasmi nelle campagne attorno a Siena

    Anche le campagne attorno a Siena sono terre di leggende tra streghe e fantasmi. Ecco alcune escursioni da brivido a due passi da Siena:

Il colle di Montaperti: gli spettri dei soldati     Il colle di Montaperti, luogo di battaglia tra senesi e fiorentini avvenuta il 4 settembre 1260, è inserito nel parco ludico termale dell'Acqua Borra a 10 km da Siena. Una piacevole passeggiata porta ad una collinetta artificiale coronata da cipressi: è l'ossario dei due eserciti che si affrontarono in quel lontano giorno. 
    Vi si accede tramite un cunicolo e chi vi si avventurava sentiva rumori spettrali, passi forti che salivano i gradini "senza veder mai apparire alcuno", strani animali ululanti, fazzoletti bianchi muoversi nell'aria, suoni di tamburo e nitriti di cavalli al galoppo.

Castel Che Dio Sol Sa: la Stregona
    Questo castello, oggi di proprietà pubblica ed inserito in un percorso trekking, è un rudere immerso nel bosco, recentemente ristrutturato ma ancora chiuso al pubblico.
    Le prime notizie storiche risalgono al 1271, ma ben presto fu abbandonato e così divenne rifugio delle megere. Qui dimorava la Stregona, che inizializzava le fanciulle a nuove streghe col rito del sangue: nella notte di San Giovanni si accendevano dei fuochi e la Stregona marchiava la mano sinistra delle nuove figlie. Al termine della cerimonia, le streghe si alzavano dai boschi della valle del Merse e volavano urlanti nei cieli di Siena.

Castello di Crevole: il fantasma del vescovo
    La rocca di Crevole, d'origine antichissima, si trova nel vicino territorio di Murlo, uno dei più importanti possedimenti della diocesi senese. Durante la guerra medicea ospitava Donosdeo, Vescovo di Siena, ma la fortezza fu presa dalle truppe nemiche. L'anno successivo i Senesi riuscirono a riconquistarla ma solo per pochi mesi, in quanto nel 1554 fu distrutta dagli imperiali e mai ricostruita. Una leggenda racconta che di notte si odono le urla di feriti e che, sugli spalti, appare lo spettro del Vescovo "con occhi di fiamma e piedi di brace", pronto a difendere il castello, e se ne andrà solo quando la biblioteca, alla quale egli tanto teneva, e che ancora esisterebbe sotto i ruderi, sarà scoperta e custodita nella maniera dovuta.

Vivi come uno del posto

    L'Agriturismo La Torretta è una piccola fattoria a conduzione familiare situata a 3 Km dal centro storico di Siena, in posizione panoramica sulla collina di fronte alla città.

    I locali sono situati in una casa contadina già segnalata sulla carte del 1600 e in una casa padronale con un nucleo centrale del 1100 (la torretta di avvistamento).

    Sono disponibili camere matrimoniali con bagno, anche con uso cucina, ed appartamenti da 2, 4 e 8 persone, ognuno composto da cucina, soggiorno e camere matrimoniali ciascuna con bagno.

AGRITURISMO LA TORRETTA
Pernottamento a ottobre

CAMERE MATRIMONIALI con bagno

APPARTAMENTI da 2-4-8 persone

Prima colazione

Parchreggio incluso
Gratis bambini sotto i 3 anni

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