BAGNO VIGNONI
Il borgo con la piazza d'acqua
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Bagno Vignoni, immerso nella Val d'Orcia a pochi chilometri da Siena, è un borgo unico al mondo: la piazza
centrale è occupata da una grande vasca medievale, dove l'acqua sgorga dalla sorgente termale e fumiga lentamente creando un'atmosfera fiabesca,
che ha stupito i viaggiatori ed i pellegrini di ogni tempo: da papa Pio II a Lorenzo il Magnifico, da Dickens a D'Annunzio.
Tutt'attorno possiamo ammirare gli edifici rinascimentali realizzati da Rossellino per Pio II ed il bel loggiato dove
sostò Santa Caterina da Siena, che conferiscono
alla piazza una grande eleganza.
Bagno Vignoni prende il nome dal castello Vignoni, le cui rovine dominano il borgo, già noto fin dall'XI secolo e
aspramente conteso per la posizione strategica lungo
via Francigena, per l'abbondanza di travertino usato nella costruzione di San Quirico d'Orcia e di altri borghi della zona, e sopratutto per
la presenza di mulini attivi tutto l'anno in quanto alimentati dalle perenni acque termali.
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Il Parco dei Mulini
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Dalla grande vasca l'acqua si dirige verso una rupe calcarea che precipita verso il fiume:
qui, tra rivoli d'acqua dove anche in inverno è tradizione fare un tiepido pediluvio, possiamo scoprire quattro mulini
medievali scavati nella roccia uno sotto l'altro, un'opera di ingegneria idraulica molto complessa ed unica nel suo genere.
É questo il Parco dei Mulini, liberamente visitabile grazie ad un percorso che si snoda in un'isola di macchia
mediterranea, dominata dai cespugli di lentisco e da piante caratteristiche dei luoghi salsi.
I mulini di Bagno Vignoni hanno una importante peculiarità: funzionavano anche in estate, quando gli altri mulini
della zona erano fermi a causa dei fiumi in secca, perché erano alimentati da una sorgente termale che sgorgava con una portata costante,
ma obbligava a lavorare in ambienti caldi e umidi, dato che la temperatura dell'acqua alla sorgente è di circa 50 °C.
I primi due mulini ad acqua, detti Mulino di Sopra e Mulino Buca, sono interamente sottoterra; gli altri
due, il Mulino di Mezzo ed il Mulino da Piedi, sono in parte fuori terra (le stanze delle macine) ed in parte sottoterra (i locali
delle ruote). Scavati nel travertino sono anche le condotte d'acqua, le vasche e le cisterne per accumulare l'acqua necessaria al funzionamento
delle macine.
Non si conoscono notizie precise sulla loro realizzazione, ma si ritiene che siano stati realizzati nel XII secolo.
Restarono in attività fino alla metà degli anni '50, quando iniziò degrado, fino all'acquisizione nel 1999 da parte del Comune
di San Quirico d'Orcia e la loro valorizzazione: dove possibile, è stata recuperata l'attrezzatura esistente, come le antiche macine
poste fuori degli ingressi, altrimenti è stata realizzata ex-novo per dare l'idea della loro dimensione. Il tutto è accompagnato
da un'esauriente cartellonistica, con mappe, sezioni e foto riferite alla situazione antecedente la ritrutturazione.
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Le terme di Bagno Vignoni
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L'acqua termale di Bagno Vignoni è classificata come solfato, bicarbonato-calcica, magnesica,
ed ha proprietà antiinfiammatorie e antidolorifiche.
Oggi non è più possible bagnarsi nella piazza-vasca di Bagno Vignoni (anche se la scena del bagno è presente in
alcuni film) e le terme libere sono rappresentate solo dall'ultima vasca di accumulo del Parco dei Mulini, dove l'acqua arriva già fredda.
Per un vero bagno termale bisogna entrare in uno degli stabilimenti termali di Bagno Vignoni, dove è possibile effettuare
bagni, fanghi, idromassaggi, inalazioni, irrigazioni, nebulizzazioni, aerosol ed altre cure termali.
Ecco orari e costi delle Terme di Bagno Vignoni (i dati indicati possono aver subito variazioni):
Centro Benessere Le Terme: da maggio ad ottobre ore 8-19.30 (€ 28-38); mar-ven-sab anche 19.30-24 (€ 31), permanenza massima 6 ore, necessaria prenotazione 0577-887150.
Terme Santa Caterina: da maggio ad ottobre, ore 8-13, domenica chiuso (€ 19); 0577-887365.
Piscina termale Val di Sole: da aprile a settembre ore 9.30-13 e 14-18, da ottobre a marzo ore 10-17 , solo ven-sab-dom anche 21-24, costo € 15 intero, € 10 6-14 anni, obbligo ciuffie € 1,5-2. 0577-887112.
Oltre a Bagno Vignoni, altre località termali in provincia di Siena sono Rapolano Terme (due stabilimenti termali)
e Bagni di Petriolo (terme libere ed un centro benessere), rispetto ai quali l'Agriturismo La Torretta si trova in posizione centrale.
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La visita al borgo sulle orme della storia
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Oggi la piazza non risuona più delle voci dei giovani rampolli delle nobili famiglie senesi che nel Rinascimento
venivano ospitati in queste case, ma è rimasto immutato il colpo d'occhio davvero particolare, che diventa irreale nelle serate invernali,
quando le luci si confondono nella nebbiolina che sale dall'acqua calda della vasca e volteggia fra le case creando un'atmosfera davvero magica.
Le acque termali furono usate fin dall'epoca romana, come testimoniano numerosi reperti archeologici oggi conservati a
Siena nel Museo Archeologico Nazionale.
Nel '200 il "Bagno" era della famiglia Tignosi, ai quali è attribuita la costruzione dei mulini: erano i signori della Rocca di Tintinnano
(oggi Rocca d'Orcia), visibile sull'altro lato della vallata, restaurata ed aperta alle visite nel 2011.
All'inizio del '300 il Bagno passò alla famiglia senese dei Salimbeni: intorno alla vasca si disposero le abitazioni,
le locande ed in seguito la chiesa di San Giovanni Battista. La festa di San Giovanni si celebra ogni anno il 24 giugno, con processione attorno
alla vasca e benedizione dei campi. Nella Chiesa è possibile vedere il frammento restaurato dell'affresco
raffigurante la Resurrezione attribuito a Ventura Salimbeni, originariamente situato nella cappella di Santa Caterina.
In questo periodo le terme furono frequentate più volte da
Caterina da Siena (tra il 1362 ed il 1367), portata dalla madre a frequentare
dame e cavalieri nel tentativo di distoglierla dal proposito di farsi monaca. Non aveva però fatto i conti con la tenacità della futura santa, la
quale trasformò quello che era un piacere in un'occasione di penitenza e di preghiera: secondo la tradizione, Caterina si procurava sofferenze
fisiche facendo il bagno proprio nel punto dove l'acqua sgorgava caldissima. La leggenda vuole che, ancora oggi, sia talvolta possibile
intravedere nell'acqua della vasca una scia luminosa che indica il percorso seguito da Caterina per raggiungere la sorgente.
Nel 1417 i Bagni di Vignone furono acquistati dal Comune di Siena, il quale fu sempre molto attento a regolamentare
lo svolgimento delle cure termali nel suo territorio. Proprio a Bagno Vignoni sono dedicati due articoli del
Costituto, dove si prescrive la separazione
dai bagni degli uomini da quelli delle donne, e l'utilizzazione a metà fra i residenti del borgo e gli abitanti della Val d'Orcia.
La fortuna delle terme in questo periodo è attestata dalla presenza di personaggi illustri come papa Pio II
e Lorenzo il Magnifico. Papa Pio II (alias Enea Silvio Piccolomini) fece costruire la sua residenza estiva, che ancora oggi domina sulla piazza,
su disegno di Bernardo Rossellino, uno dei maggiori architetti del primo Rinascimento. Lorenzo il Magnifico vi trascorse un periodo nel maggio 1490,
nel tentativo di alleviare le sofferenze derivate dalla gotta, fastidioso malanno che colpiva un pò tutti i membri della famiglia dei Medici.
Le virtù curative delle acque ispirarono nel '500 Lattanzio Tolomei, dotto senese, a cui si deve l'iscrizione votiva
dedicata alle Ninfe, con versi in greco scolpiti su una lapide tuttora visibile su uno dei pilastri del loggiato di Santa Caterina.
Questa la traduzione: "O Naiadi che abitate questi caldi vapori liberando il fuoco perenne fra le onde resituendo col vostro eterno fluire i
sofferenti liberi dalla morte odiosa, io vi saluto, e voi donate acque copiose. Scorrete leggiadre o buone sorgenti e portate agli infermi col
vostro fluire la salute e ai sani un bagno dolcissimo. Entrambi vi saranno grati."
Dopo che l'espansionismo di Firenze raggiunse anche Bagno Vignoni, nel 1592 il Granduca di Toscana concesse alla
famiglia degli Amerighi le gabelle dei bagni, con l'obbligo mantenere nel borgo una panetteria, una macelleria, un'osteria ed il personale
necessario per la manutenzione e la gestione delle acque. A questo periodo risale la piccola cappella
di Santa Caterina, situata al centro del loggiato che si affaccia sulla grande vasca termale, un tempo ponte sotto il quale
fuoriusciva l'acqua dalla vasca e si dirigeva berso le terme: è in questa cappella che Ventura Salimbeni (1568-1613), noto
col nome di Cavaliere Bevilacqua, uno degli ultimi rappresentanti della scuola senese del Rinascimento, realizzò una delle sue opere.
Nel 1676 Bagno Vignoni venne ceduto ai Chigi, ricca e potente famiglia senese, che nel '700 iniziò lo sfruttamento
delle acque, ritenute addirittura miracolose per certe tipologie di malanni, costruendo il primo stabilimento termale al di fuori del perimetro
della piazza.
Il sistema idrico termale di Bagno Vignoni è stato garantito per decenni da una portata di circa 17 litri/secondo.
Nel 2003 si è improvvisamente dimezzata, e si è temuto il peggio. Sono subito iniziate ricerche minerarie, e nel giro di 8 mesi una perforazione
ha raggiunto il giacimento di acqua calda: oggi il pozzo è capace di garantire una portata fino a 30 litri al secondo, che si aggiungono ai 10 che
scaturiscano nella vasca termale.
Il gioiello termale Bagno Vignoni ha così potuto tornare ad emanare quell'atmosfera incantata famosa in tutto
il mondo, ma le insidie non sono finite. Nel 2008 La Regione Toscana ha autorizzato ricerche di nuovi siti di acqua termale in Val d'Orcia.
Molti si sono stupiti della facilità con cui la Regione Toscana ha concesso certe autorizzazioni, quando i geologi che si occuparono del
problema di Bagno Vignoni spiegarono di non esagerare nell'impiego delle acque, dato che questa risorsa non è illimitata.
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Agriturismo La Torretta
Strada di Sant'Apollinare 6, 53100 Siena tel 0577-39.21.66
© Copyright 2007 Fabio Gori
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