BAGNO VIGNONI
Il borgo con la vasca termale
Bagno Vignoni, immerso nella Val d'Orcia, è un borgo unico al mondo:
la piazza centrale è occupata da una grande vasca termale,
circondata dagli edifici realizzati da Bernardo Rossellino in onore di Pio II e dal
loggiato dove sostò
Santa Caterina da Siena.
Le terme furono frequentate fin dai tempi degli etruschi e dei romani, mentre
oggi le acque termali sono raggiunte direttamente nel sottosuolo
con una perforazione ed alimentano uno stabilimento termale, dove
sono utilizzate per le cure termali: idromassaggi, inalazioni, nebulizzazioni, aerosol,
fanghi o semplici bagni termali. Altri stabilimenti termali in provincia di Siena sono, oltre
che a Bagno Vigoni, a
Rapolano Terme e Bagni di Petriolo, rispetto ai quali l'Agriturismo
La Torretta si trova in posizione centrale.
Il Parco dei Mulini
L' acqua che esce dalla vasca termale si dirige verso una scarpata: qui,
tra rivoli d'acqua e concrezioni calcaree, possiamo scoprire quattro mulini
medievali posti in sequenza e scavati nella roccia, un' opera di ingegneria idraulica
molto complessa ed unica nel suo genere. E' questo il Parco dei Mulini, visitabile
grazie ad un percorso che si snoda in un'isola di macchia mediterranea,
dominata dai cespugli di lentisco e da piante caratteristiche dei luoghi salsi.
I mulini di Bagno Vignoni hanno una importante peculiarità:
funzionavano anche in estate, quando gli altri mulini della zona erano fermi
a causa dei fiumi in secca, perché erano alimentati da una sorgente termale che
sgorgava con una portata costante, ma obbligava a lavorare in ambienti caldi e umidi,
dato che la temperatura dell' acqua alla sorgente è di circa 50 °C.
I primi due mulini ad acqua, detti Mulino di Sopra e Mulino Buca,
sono interamente sottoterra; gli altri due, il Mulino di Mezzo ed il
Mulino da Piedi, sono in parte fuori terra (le stanze delle macine)
ed in parte sottoterra (i locali delle ruote). Scavati nella roccia sono anche
le condotte d'acqua, le vasche di accumulo e le strade di accesso.
Non si conoscono notizie precise sulla loro costruzione. Si ritiene
che sia stata opera dei signori feudali, forse degli stessi Tignosi,
padroni della Rocca di Tentennano (oggi Rocca d' Orcia). I mulini restarono in attività
fino alla metà degli anni '50; seguì il degrado, fino all'acquisizione nel 1999
da parte del Comune di San Quirico d'Orcia ed il loro recupero.
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