SIENA, PROGETTO ELEIVA
LE ORIGINI DELL'OLIVICOLTURA TOSCANA

                      dal 24 novembre 2010 al 31 gennaio 2011





Il progetto "Eleiva, Oleum, Olio"

    Eleiva: cos'ì gli Etruschi chiamavano l'olio d'oliva. Il progetto Eleiva è dunque lo studio delle origini dell'olivicoltura Toscana e l'individuazione delle piante secolari risalenti all'epoca degli Etruschi, in modo da poter produrre lo stesso olio d'oliva degli Etruschi.
    Infatti, le moderne tecnologie della biologia molecolare consentono di individuare le piante di olivo secolari che hanno la stessa età dei siti archeologici, e che quindi hanno mantenuto inalterati caratteri delle antiche coltivazioni.
    I risultati preliminari del progetto sono stati illustrati a Siena in una mostra allestita nei locali del Museo di Scienze Naturali di Siena, gestito dall' Accademia dei Fisiocritici, che da solo merita una visita.
    Si tratta di un altro tassello fondamentale sulla strada della caratterizzaizone e tipicizzazione dell' olio d'oliva extra vergine, che nella zona centro-settentrionale della Toscana ha delle caratteristiche organolettiche particolari, dovute al fatto che qui l'olivo si trova quasi al limite del suo areale di coltivazione, oltre alle tecniche di coltivazione e frangitura che consentono di valorizzare un prodotto di per sé eccezionale.


Olive
Eleiva, alla ricerca delle origini dell'olio d'oliva toscano



Le origini dell'olivicoltura toscana

    Le più antiche evidenze della coltura dell'olivo datano in Italia al Mesolitico, ma si ritiene che la diffusione della coltivazione in Etruria abbia avuto inizio attorno alla metà del VII secolo a.C., in coincidenza con la presenza in Etruria del corinzio Demarato, padre di Tarquinio Prisco. E' in questo periodo che, insieme all'importazione da Corinto e alla successiva imitazione in loco di contenitori per unguenti a base di olio, è possibile che siano giunte in Etruria nuove varietà di olivo e nuove tecniche di coltivazione.
    Le recentissime ricognizioni in corso in Val d'Orcia hanno permesso di osservare, in via preliminare, un fenomeno di contiguità tra siti archeologici di periodo etrusco-romano e piante secolari di olivo. L'attuazione del progetto ha previsto l'utilizzo di una metodologia di indagine a tutto campo che integrando le conoscenze prodotte dall'archeologia, dalla botanica e dall'analisi biologico-molecolare, si è posta l'obiettivo di documentare e studiare, attraverso le analisi del profilo genetico e di pari passo con la storia dei siti archeologici selezionati per la ricerca, le persistenze nei loro pressi di piante secolari che potrebbero aver mantenuto inalterati caratteri correlabili alle antiche coltivazioni e rintracciabili attraverso la biologia molecolare. I metodi della botanica e della genetica sono utilizzati sugli olivi pluricentenari, per stabilire l'identità, le relazioni di similarità e, soprattutto, il pedigree: i metodi dell'archeologia consentono di valutare la contiguità storica fra le piante e i siti archeologici.
    Nel caso dell'olivo il vantaggio è dato dalla possibilità di analizzare il germoplasma di esemplari centenari e dalla presenza di genotipi rari: si viene definendo in tal modo un patrimonio di straordinario interesse comparativo con gli esemplari prossimi ai siti archeologici che rappresenta, tra l'altro, una sorgente di variabilità genetica utile ai fini del miglioramento varietale attuale con positive ricadute in termini di sostenibilità in agricoltura e di tutela ambientale. Lo scopo è quello di recuperare aspetti delle origini del patrimonio olivicolo toscano, in funzione tanto di una tutela ambientale consapevole delle trasformazioni del paesaggio rurale, quanto di una valorizzazione storica, oltre che economica, delle produzioni locali.


Raccolta delle olive in Toscana
Olivicoltura toscana
Siena, azienda agricola La Torretta di Siena





Olivo secolare
La ceppaia di un vecchio olivo colpito dalla gelata del 1985
Siena, azienda agricola La Torretta di Siena



Fasi del Progetto Eleiva

    Lo studio dell'olivicoltura antica si è basato fino ad ora sullo studio delle fonti storiche ed archeologiche. Questo approccio non è tuttavia sufficiente a rispondere ai molti interrogativi sulle origini della domesticazione della pianta nel territorio italiano.
    Per orientare nuove linee di ricerca a carattere multidisciplinare è nato il Progetto "Eleiva, Oleum, olio. Un progetto multidisciplinare nell'area Amiata - Val d'Orcia per contribuire alle origini del patrimonio olivicolo toscano" che riprende ed amplia le esperienze maturate nel corso del Progetto VINUM.
    Il postulato del Progetto prevede che, al pari delle tracce lasciate dalle attività umane, anche l'ambiente mantenga nella vegetazione attuale alcuni caratteri sviluppati nel corso della crescita e dello sviluppo demografico di un sito archeologico.
    Il Progetto prevede l'utilizzo di una metodologia di indagine che, integrando le conoscenze prodotte dall'archeologia, dalla botanica e dall'analisi biologico-molecolare, ha l'obiettivo di documentare e studiare, attraverso le analisi del profilo genetico e di pari passo con la storia dei siti archeologici selezionati, le persistenze nei loro pressi in particolare di olivi rinselvatichiti e piante plurisecolari. Queste potrebbero rappresentare i relitti delle antiche coltivazioni, offrendo la possibilità di ripercorrere l'evoluzione storica dell'olivicoltura e, attraverso la caratterizzazione in termini di identità, di relazioni di similarità genetica e di pedigree, consolidare i legami con i territori d'origine.
    L' area geografica scelta come laboratorio per la ricerca è il comprensorio della Val d'Orcia-Amiata che vanta una lunga tradizione olivicola oltre che un ottimo stato di conservazione dell'ecosistema, fattore fondamentale per la riuscita del Progetto.
    Il Progetto prevede tre fasi:

    Fase 1:
    - censimento dei siti archeologici (rappresentati da abitati, necropoli e ville romane) e verifica della eventuale contiguità con olivi rinselvatichiti e secolari;
    - individuazione attraverso foto aeree di eventuali terrazzamenti e sistemazioni della superficie come relitti di antiche coltivazioni (sistemazione a ciglioni, a terrazze ecc.);
    - individuazione del materiale documentario grafico, iconografico, d'archivio (mappe catastali e cabrei in particolare) per l'individuazione dei luoghi di persistenza delle coltivazioni;
    - raccolta di dati sulle aziende che ospitano esemplari/impianti di interesse storico.

    Fase 2:
    - studio e redazione di una scheda archeobotanica;
    - messa a punto di metodi di estrazione di DNA da nocciolo di Olea europaea;
    - messa a punto dei protocolli di amplificazione di DNA plastidiale con marcatori SNPs e In/dels.

    Fase 3:
    Attività di divulgazione




Finalità del Progetto Eleiva

    I risultati attesi consistono:
    - nella sperimentazione di aggiornate metodologie nel trattamento e nel rinvenimento di reperti archeobotanici, utili per ricostruire le vicende agrarie delle comunità antiche;
    - nell'incremento della banca dati genetica delle varietà autoctone a rischio di estinzione e nel censimento delle piante secolari;
    - nella condivisione di metodologie integrate fra archeologia, botanica e biologia molecolare, che può aprire di fatto nuove prospettive di ricerca tanto per la storia della coltura e della produzione di olio in Etruria quanto per la conservazione ambientale e la tutela della biodiversità;
    - nella valorizzazione culturale delle qualità locali, attraverso una maggiore caratterizzazione in termini di profondità storica delle produzioni legate ad uno specifico territorio di origine;
    - nello sviluppo di nuovi contenuti per garantire una maggiore sostenibilità del territorio, anche attraverso il recupero e la valorizzazione della dimensione storica del settore olivicolo;
    - nello sviluppo di nuove soluzioni di marketing territoriale attraverso la promozione del concetto di "territorio di qualità" dove l'ambiente e la cultura siano fortemente caratterizzati e possano fungere da solida base per il consolidamento ed il rilancio di un turismo sostenibile;
    - attraverso queste vie possono assumere un più accentuato valore anche i marchi quali la DOP (Denominazione di Origine Protetta) e la IGP (Indicazione Geografica Protetta) che, oltre a garantire il consumatore sul piano della qualità, offrono maggiori tutele per gli stessi produttori nei confronti della globalizzazione, veicolatrice di imitazioni e truffe.

Tratto da:
IL PROGETTO "ELEIVA, OLEUM, OLIO" TRA ARCHEOLOGIA E BIOLOGIA MOLECOLARE
di Andrea Ciacci (1), Mauro Cresti (2), Claudio Milanesi (2), Paolo Persano (1)
(1)Laboratorio di Etruscologia e Antichità Italiche, Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti, Università di Siena.
(2)Dipartimento di Scienze Ambientali "G. Sarfatti", Università di Siena.




Informazioni turistiche

LUOGO
    Accademia dei Fisiocritici
    Piazzetta Silvio Gigli, Siena
    (Prato S.Agostino - Porta Tufi)
    A 2,5 Km dall'Agriturismo La Torretta

ORARIO
    tutti i giorni, escluso giovedì, sabato e festivi
    ore 9-13 e 15-18

COSTO
    ingresso libero

RECAPITI
    Accademia dei Fisiocritici
    tel. 0577 / 47002
    fisiocritici@unisi.it
    www.accademiafisiocritici.it

PROMOTORI
    - Accademia dei Fisiocritici
    - ARSIA
    - Soprintendenza per i Beni Arecheologici della Toscana
    - Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti
    - Laboratorio di Etruscologia e Antichità Italiche (ILEAI)
    - Comunita' Montana della Val d'Orcia
    - Olivicoltori Toscani Associati

MOSTRE IN CONTEMPORANEA




Agriturismo La Torretta
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Strada di Sant'Apollinare 6, 53100 Siena
tel 0577-39.21.66